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Le opposizioni regionali: «Sanità, nelle Marche è un’emergenza. Ora serve l’unità di crisi». Tutte le richieste
Dai pronto soccorso alle liste d’attesa. Cesetti (Pd): «I problemi non si risolvono con i post dell’assessore influencer»

ANCONA Un’unità di crisi per gestire l’emergenza. La revisione del Piano socio sanitario del 2023, con annessi gli atti aziendali, proposta in una mozione. La convocazione di una seduta monotematica del Consiglio regionale sui temi della sanità. Sono tre, in estrema sintesi, le richieste che arrivano dal fronte compatto delle opposizioni a Palazzo Leopardi.
Le barricate
Dal Pd al Movimento 5 Stelle, da Avs a Progetto Marche Vive, l’analisi è la stessa: «La sanità marchigiana è al collasso, servono soluzioni urgenti».
Riavvolge il nastro la capogruppo dem Valeria Mancinelli: «Lo stesso presidente Acquaroli, nelle dichiarazioni programmatiche di ottobre, ha annunciato la volontà di superare l’attuale Piano socio sanitario. Siamo d’accordo, ma mentre si risistema e si programma, ci sono interventi urgenti che possono essere messi in campo anche oggi». Ad elencarli è Michele Caporossi, consigliere di Progetto Marche ed ex direttore generale di Torrette, che propone «l’unità di crisi per prendere decisioni urgenti, coordinare enti diversi, gestire informazioni per evitare notizie contraddittorie e comunicare ai cittadini quanto accade».
I nodi scoperti
In particolare, a destare preoccupazione sono le lunghe liste d’attesa, «che spingono le persone a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato», dettaglia Caporossi, ed i pronto soccorso in affanno: «Non è questione di barelle – incalza Mancinelli – Pazienti che dovrebbero essere ricoverati restano invece parcheggiati quattro giorni nei lettini del pronto soccorso, questo è il problema. Il Cardarelli di Napoli riesce a gestire questa cosa meglio delle Marche».
Il consigliere dem Fabrizio Cesetti mette nel mirino direttamente l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, fermano come lui: «I problemi della sanità non si risolvono con i post da influencer, ma con azioni concrete che partono dalla riorganizzazione del servizio sanitario e dagli atti aziendali».
Le posizioni
Il collega di partito Maurizio Mangialardi sottolinea come «il Pd avesse già sottolineato nel 2023 che il Piano socio sanitario facesse acqua da tutte le parti. È ora di cambiarlo». Mentre il consigliere di Avs Andrea Nobili accende i fari sul tema della salute mentale, «settore in cui manca il personale e le strutture sono in affanno». Ben oltre l’emergenza.
Le opposizioni regionali: «Sanità, nelle Marche è un’emergenza. Ora serve l’unità di crisi». Tutte le richieste
Dai pronto soccorso alle liste d’attesa. Cesetti (Pd): «I problemi non si risolvono con i post dell’assessore influencer»

ANCONA Un’unità di crisi per gestire l’emergenza. La revisione del Piano socio sanitario del 2023, con annessi gli atti aziendali, proposta in una mozione. La convocazione di una seduta monotematica del Consiglio regionale sui temi della sanità. Sono tre, in estrema sintesi, le richieste che arrivano dal fronte compatto delle opposizioni a Palazzo Leopardi.
Le barricate
Dal Pd al Movimento 5 Stelle, da Avs a Progetto Marche Vive, l’analisi è la stessa: «La sanità marchigiana è al collasso, servono soluzioni urgenti».
Riavvolge il nastro la capogruppo dem Valeria Mancinelli: «Lo stesso presidente Acquaroli, nelle dichiarazioni programmatiche di ottobre, ha annunciato la volontà di superare l’attuale Piano socio sanitario. Siamo d’accordo, ma mentre si risistema e si programma, ci sono interventi urgenti che possono essere messi in campo anche oggi». Ad elencarli è Michele Caporossi, consigliere di Progetto Marche ed ex direttore generale di Torrette, che propone «l’unità di crisi per prendere decisioni urgenti, coordinare enti diversi, gestire informazioni per evitare notizie contraddittorie e comunicare ai cittadini quanto accade».
I nodi scoperti
In particolare, a destare preoccupazione sono le lunghe liste d’attesa, «che spingono le persone a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato», dettaglia Caporossi, ed i pronto soccorso in affanno: «Non è questione di barelle – incalza Mancinelli – Pazienti che dovrebbero essere ricoverati restano invece parcheggiati quattro giorni nei lettini del pronto soccorso, questo è il problema. Il Cardarelli di Napoli riesce a gestire questa cosa meglio delle Marche».
Il consigliere dem Fabrizio Cesetti mette nel mirino direttamente l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, fermano come lui: «I problemi della sanità non si risolvono con i post da influencer, ma con azioni concrete che partono dalla riorganizzazione del servizio sanitario e dagli atti aziendali».
Le posizioni
Il collega di partito Maurizio Mangialardi sottolinea come «il Pd avesse già sottolineato nel 2023 che il Piano socio sanitario facesse acqua da tutte le parti. È ora di cambiarlo». Mentre il consigliere di Avs Andrea Nobili accende i fari sul tema della salute mentale, «settore in cui manca il personale e le strutture sono in affanno». Ben oltre l’emergenza.
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