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Pd, l’ironia di Mancinelli: «Dei Tso parliamo dopo». Da Pesaro venti di guerra

ANCONA – «Dei Tso parliamo dopo». Non si può dire che non abbia senso dell’umorismo, la capogruppo regionale del Pd Valeria Mancinelli, che a margine di una conferenza sulle criticità in materia di sanità, deve assumersi la bega di spiegare le paturnie dei suoi compagni di partito.
L’ex sindaca di Ancona pare sulla stessa linea del segretario provinciale di Macerata Angelo Sciapichetti, che 24 ore prima aveva parlato della necessità di «uno psichiatra» per i dem. «Sulle valutazioni in ambito sanitario mi gioco la casa – l’unica che ho – che nel Pd siano tutti d’accordo. Non c’è accordo su cose del tutto secondarie, cose di cui ai cittadini non frega un bel niente», aggiunge l’ex prima cittadina.

Gli strascichi
A distanza di due giorni dall’infuocata assemblea regionale caratterizzata da uno psicodramma degno di una tragedia greca, tra i dem tira ancora vento di burrasca. Rafforzata anche dalle parole della segretaria Chantal Bomprezzi: «Non ci penso proprio a dimettermi. Se ritengono di doverlo fare, che mi sfiducino». Ormai è guerra aperta tra la sua corrente e quella a lei opposta, guidata dai suoi ex sostenitori Luca Ceriscioli e Alessia Morani. L’ex governatore è netto e non risparmia critiche alla Schlein delle Marche: «Bomprezzi non fa che ripetere che noi puntiamo a fare del casino, ma è lei a mancare di rispetto quando parla di gente guidata da capi bastone. Non possiamo star dietro alle sue manie di persecuzione», la stilettata.
In tanti si chiedono come mai non si sia ancora arrivati allo scontro finale, con tanto di presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti di Chantal: «Sarebbe una conferma della sua tesi folle – la bordata di Ceriscioli – Crede davvero che a tutti quanti possa andar bene questa situazione di totale stallo nella quale ci troviamo da mesi? Il suo atteggiamento è arrogante e prepotente», l’aggiunta al vetriolo.
Senza esclusione di colpi
Amore politico finito anche con Morani: «A me interessa poco se Bomprezzi rimane oppure no come segretaria poiché, di fatto, non è in grado di decidere nulla.
Non ha fatto votare neppure una innocua mozione che chiedeva i congressi provinciali, tanta era la paura del voto dei membri dell’assemblea. Oggi non ha più una maggioranza e si sta appoggiando su un gruppo di persone che fin qui non l’avevano sostenuta, praticando il peggiore trasformismo».
Ancora più netto il consigliere regionale Fabrizio Cesetti: «Dopo la sconfitta non si può far finta di niente e tirare a campare per arrivare alle prossime elezioni politiche, così da dare le carte. La segreteria si deve presentare dimissionaria all’assemblea. Se la segretaria ha ancora una maggioranza che la sostiene, bene. Altrimenti si fa un congresso anche a livello regionale. Nessuno può pensare di arrivare in queste condizioni alle prossime scadenze elettorali».
I social
L’ascolana Anna Casini, ex consigliera regionale, su Facebook è tanchant: «Quando si pensa solo all’interesse personale e al posizionamento utile per le prossime politiche, la fisiologica ambizione si trasforma in stupida e cieca bramosia che fa perdere di vista il bene del partito senza il quale molti personaggi sarebbero oggi sconosciuti e senza lavoro». Non le manda a dire. Irene Manzi, eletta a Montecitorio e membro della segreteria nazionale, predica calma e sangue freddo: «Servono persone razionali e di buon senso in questo momento. Proviamo a far prevalere la responsabilità e il senso di una comunità». Di questi tempi pare una mission impossible.
Pd, l’ironia di Mancinelli: «Dei Tso parliamo dopo». Da Pesaro venti di guerra

ANCONA – «Dei Tso parliamo dopo». Non si può dire che non abbia senso dell’umorismo, la capogruppo regionale del Pd Valeria Mancinelli, che a margine di una conferenza sulle criticità in materia di sanità, deve assumersi la bega di spiegare le paturnie dei suoi compagni di partito.
L’ex sindaca di Ancona pare sulla stessa linea del segretario provinciale di Macerata Angelo Sciapichetti, che 24 ore prima aveva parlato della necessità di «uno psichiatra» per i dem. «Sulle valutazioni in ambito sanitario mi gioco la casa – l’unica che ho – che nel Pd siano tutti d’accordo. Non c’è accordo su cose del tutto secondarie, cose di cui ai cittadini non frega un bel niente», aggiunge l’ex prima cittadina.

Gli strascichi
A distanza di due giorni dall’infuocata assemblea regionale caratterizzata da uno psicodramma degno di una tragedia greca, tra i dem tira ancora vento di burrasca. Rafforzata anche dalle parole della segretaria Chantal Bomprezzi: «Non ci penso proprio a dimettermi. Se ritengono di doverlo fare, che mi sfiducino». Ormai è guerra aperta tra la sua corrente e quella a lei opposta, guidata dai suoi ex sostenitori Luca Ceriscioli e Alessia Morani. L’ex governatore è netto e non risparmia critiche alla Schlein delle Marche: «Bomprezzi non fa che ripetere che noi puntiamo a fare del casino, ma è lei a mancare di rispetto quando parla di gente guidata da capi bastone. Non possiamo star dietro alle sue manie di persecuzione», la stilettata.
In tanti si chiedono come mai non si sia ancora arrivati allo scontro finale, con tanto di presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti di Chantal: «Sarebbe una conferma della sua tesi folle – la bordata di Ceriscioli – Crede davvero che a tutti quanti possa andar bene questa situazione di totale stallo nella quale ci troviamo da mesi? Il suo atteggiamento è arrogante e prepotente», l’aggiunta al vetriolo.
Senza esclusione di colpi
Amore politico finito anche con Morani: «A me interessa poco se Bomprezzi rimane oppure no come segretaria poiché, di fatto, non è in grado di decidere nulla.
Non ha fatto votare neppure una innocua mozione che chiedeva i congressi provinciali, tanta era la paura del voto dei membri dell’assemblea. Oggi non ha più una maggioranza e si sta appoggiando su un gruppo di persone che fin qui non l’avevano sostenuta, praticando il peggiore trasformismo».
Ancora più netto il consigliere regionale Fabrizio Cesetti: «Dopo la sconfitta non si può far finta di niente e tirare a campare per arrivare alle prossime elezioni politiche, così da dare le carte. La segreteria si deve presentare dimissionaria all’assemblea. Se la segretaria ha ancora una maggioranza che la sostiene, bene. Altrimenti si fa un congresso anche a livello regionale. Nessuno può pensare di arrivare in queste condizioni alle prossime scadenze elettorali».
I social
L’ascolana Anna Casini, ex consigliera regionale, su Facebook è tanchant: «Quando si pensa solo all’interesse personale e al posizionamento utile per le prossime politiche, la fisiologica ambizione si trasforma in stupida e cieca bramosia che fa perdere di vista il bene del partito senza il quale molti personaggi sarebbero oggi sconosciuti e senza lavoro». Non le manda a dire. Irene Manzi, eletta a Montecitorio e membro della segreteria nazionale, predica calma e sangue freddo: «Servono persone razionali e di buon senso in questo momento. Proviamo a far prevalere la responsabilità e il senso di una comunità». Di questi tempi pare una mission impossible.
di Lorenzo Sconocchini
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