Rocca Mare, doccia gelata dal Tar a Falconara. «Capanni abusivi, vanno demoliti»

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Rocca Mare, doccia gelata dal Tar a Falconara. «Capanni abusivi, vanno demoliti»

Rocca Mare, doccia gelata dal Tar. «Capanni abusivi, vanno demoliti»
Rocca Mare, doccia gelata dal Tar. «Capanni abusivi, vanno demoliti»
di Gianluca Fenucci
3 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 04:00 – Ultimo aggiornamento: 10:17

FALCONARA – I capanni di Rocca Mare sono abusivi e vanno demoliti. IlTar ha messo la parola fine alla spinosa questione e i 28 manufatti del Villaggio Bianco della Rocca devono essere abbattuti. I giudici hanno respinto il ricorso contro la demolizione, presentato dai proprietari dei capanni e hanno supportato la decisione del Comune diFalconara.

La spiegazione

«La vicenda da cui trae origine la controversia – recita il dispositivo del Tar – riguarda un insediamento abusivo risalente a molti anni orsono, composto da costruzioni realizzate in un’area di elevato degrado, sita in località Rocca Priora nel comune di Falconara, tra il tracciato ferroviario Ancona-Bologna e la linea di costa, in corrispondenza della sinistra idrografica del fiume Esino, in prossimità della foce.

Il Piano di assetto idrogeologico, approvato con delibera del consiglio regionale n. 116 del 2004, classifica l’intera area nella categoria a rischio di esondazione di pericolosità elevata».

I proprietari dei capanni si erano costituiti nel ricorso al Tar Marche contro il Comune per l’annullamento, previa sospensiva, delle 28 ordinanze di demolizione dei manufatti di Rocca Priora. Ma adesso i giudici si sono espressi a favore del Comnune.

«Del resto – ricorda l’avvocato Mondini che rappresenta l’amministrazione comunale – che quei manufatti debbano essere demoliti era già stato stabilito in passato dai diversi gradi di giudizio superiori perché non ci sono solo risvolti edilizi ma anche ambientali e della sicurezza pubblica». Lorenzo Morbidoni e Paolo Barigelli, presidenti della cooperativa Isola Blu e della società Villaggio Bianco che rappresentano i proprietari delle decine di manufatti che sorgono alla Rocca, avevano evidenziato che esisteva un piano di recupero del 2008 che i proprietari intendeva attuare, anche se prevede la demolizione dei loro manufatti.

Ma il Tar è stato chiaro: «Per l’attuazione del Piano di recupero e la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico è necessaria la previa demolizione di tutte le opere abusive al momento presenti sull’area. I ritardi nell’attuazione del Piano di recupero non sono imputabili all’amministrazione comunale – si legge – ma all’atteggiamento dei proprietari dei capanni che si oppongono tenacemente alla rimozione degli abusi».

Morbidoni e Barigelli sono amareggiati. «Speravamo che il Comune avesse un po’ di pazienza – dicono – così si perde anche un pezzo storico importante della Rocca». L’avvocato Mondini però replica: «I proprietari dei capanni hanno fatto richiesta di sanatoria pur sapendo che la legge Galasso non consente il rilascio di concessione in sanatoria qualora il manufatto fosse stato entro 200 metri dal fiume o dalla battigia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rocca Mare, doccia gelata dal Tar a Falconara. «Capanni abusivi, vanno demoliti»

Rocca Mare, doccia gelata dal Tar. «Capanni abusivi, vanno demoliti»
Rocca Mare, doccia gelata dal Tar. «Capanni abusivi, vanno demoliti»
di Gianluca Fenucci
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martedì 3 febbraio 2026, 04:00 – Ultimo aggiornamento: 10:17

FALCONARA – I capanni di Rocca Mare sono abusivi e vanno demoliti. IlTar ha messo la parola fine alla spinosa questione e i 28 manufatti del Villaggio Bianco della Rocca devono essere abbattuti. I giudici hanno respinto il ricorso contro la demolizione, presentato dai proprietari dei capanni e hanno supportato la decisione del Comune diFalconara.

La spiegazione

«La vicenda da cui trae origine la controversia – recita il dispositivo del Tar – riguarda un insediamento abusivo risalente a molti anni orsono, composto da costruzioni realizzate in un’area di elevato degrado, sita in località Rocca Priora nel comune di Falconara, tra il tracciato ferroviario Ancona-Bologna e la linea di costa, in corrispondenza della sinistra idrografica del fiume Esino, in prossimità della foce.

Il Piano di assetto idrogeologico, approvato con delibera del consiglio regionale n. 116 del 2004, classifica l’intera area nella categoria a rischio di esondazione di pericolosità elevata».

I proprietari dei capanni si erano costituiti nel ricorso al Tar Marche contro il Comune per l’annullamento, previa sospensiva, delle 28 ordinanze di demolizione dei manufatti di Rocca Priora. Ma adesso i giudici si sono espressi a favore del Comnune.

«Del resto – ricorda l’avvocato Mondini che rappresenta l’amministrazione comunale – che quei manufatti debbano essere demoliti era già stato stabilito in passato dai diversi gradi di giudizio superiori perché non ci sono solo risvolti edilizi ma anche ambientali e della sicurezza pubblica». Lorenzo Morbidoni e Paolo Barigelli, presidenti della cooperativa Isola Blu e della società Villaggio Bianco che rappresentano i proprietari delle decine di manufatti che sorgono alla Rocca, avevano evidenziato che esisteva un piano di recupero del 2008 che i proprietari intendeva attuare, anche se prevede la demolizione dei loro manufatti.

Ma il Tar è stato chiaro: «Per l’attuazione del Piano di recupero e la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico è necessaria la previa demolizione di tutte le opere abusive al momento presenti sull’area. I ritardi nell’attuazione del Piano di recupero non sono imputabili all’amministrazione comunale – si legge – ma all’atteggiamento dei proprietari dei capanni che si oppongono tenacemente alla rimozione degli abusi».

Morbidoni e Barigelli sono amareggiati. «Speravamo che il Comune avesse un po’ di pazienza – dicono – così si perde anche un pezzo storico importante della Rocca». L’avvocato Mondini però replica: «I proprietari dei capanni hanno fatto richiesta di sanatoria pur sapendo che la legge Galasso non consente il rilascio di concessione in sanatoria qualora il manufatto fosse stato entro 200 metri dal fiume o dalla battigia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2026-06-05 02:02:13

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