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Sacello, che fine hai fatto? Lavori in ritardo di 3 anni e il Comune va all’attacco

ANCONA Non è soltanto il Sacello, ormai, ad essere medievale. Meritevole di tutela della Soprintendenza dovrebbe essere anche il cantiere per la sua riqualificazione. Sono passati quasi quattro anni, infatti, dall’avvio dei lavori, parte del finanziamento Iti Waterfront. Li aveva inaugurati l’amministrazione Mancinelli-bis ma dopo anni di promesse e traguardi mancati (anche dall’amministrazione Silvetti), ormai si è persa traccia di ogni prospettiva.

La situazione
Il cantiere giace appeso in un limbo, tra opere che procedono a rilento e uffici che neanche si prendono il disturbo di dare una data definitiva per la fine dei lavori. Tanto che, come avvenuto già per il Verrocchio e come paventato per i lavori del campetto da calcio all’Aspio, il Comune starebe cominciando a pensare di ricorrere alla rescissione in danno del contratto con l’impresa anche per i lavori del Sacello medievale.
A tal proposito, l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini incontrerà oggi i suoi uffici per discutere anche questo argomento, e valutare tutte le strade possibili per arrivare al traguardo quando ormai mancano circa 80mila euro di lavori per il taglio del nastro.
I tempi
Gli ultimi ritocchi, insomma, visto che il cantiere, quando fu affidato nel giugno del 2022, valeva 582mila euro più Iva, poi diventati oltre 694mila con una variante del 2024. Ad occuparsi dell’appalto, un’impresa di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. Per intenderci: con la consegna del cantiere avvenuta il 29 settembre 2022, i lavori si sarebbero dovuti concludere entro 240 giorni. Ovvero, a maggio 2023. Quando ormai mancano tre mesi al terzo anniversario di quella promessa mancata, è chiaro che qualcosa non abbia funzionato.
E la citazione alla Soprintendenza non è un caso. I lavori del Sacello, prevista la realizzazione di una copertura in metallo e di un percorso pedonale interno per i visitatori, subirono una prima battuta d’arresto nell’ottobre 2023, quando comunque dovevano essere già finiti. Gli uffici di piazza del Senato, infatti, tra le varie prescrizioni imposero un cambio degli elementi metallici della copertura.
Le modifiche
Per adeguarsi alle prescrizioni ed effettuare altre modifiche fu però necessario progettare e approvare una variante da 112mila euro. La ripresa dei lavori, in effetti, c’è stata soltanto a maggio del 2024. Contestualmente, una proroga di 148 giorni concessa dal Comune ha fatto sì che il termine per la consegna slittasse ad ottobre 2024. Disatteso pure questo. Poi? Solo promesse. Prima di trattative Comune-impresa per sbloccare un cantiere in panne, tra difficoltà economiche di una parte e resistenza nel pagamento del corrispettivo dovuto dell’altra, poi con date mai rispettate per la fine dei lavori: da febbraio a settembre 2025. E ora? Dal Comune fanno sapere che si sta lavorando, anche se da fuori non si vede molto.
Di fatto, mancano solamente le sistemazioni interne, ovvero il percorso pedonale che dovrà portare i visitatori a spasso nel Sacello. I pezzi sarebbero in consegna, ma così si è detto per mesi. Chissà che lo spauracchio della rescissione del contratto non mescoli le carte in tavola. E poi? Nel caso ci si arrivasse, l’idea potrebbe essere quella di finire il cantiere con il Comune che pagherà direttamente i subappaltatori. Ma per avere risposte certe bisognerà aspettare oggi. Del resto, cosa saranno mai poche ore a fronte di quasi tre anni di ritardo e quattro di cantiere?
Sacello, che fine hai fatto? Lavori in ritardo di 3 anni e il Comune va all’attacco

ANCONA Non è soltanto il Sacello, ormai, ad essere medievale. Meritevole di tutela della Soprintendenza dovrebbe essere anche il cantiere per la sua riqualificazione. Sono passati quasi quattro anni, infatti, dall’avvio dei lavori, parte del finanziamento Iti Waterfront. Li aveva inaugurati l’amministrazione Mancinelli-bis ma dopo anni di promesse e traguardi mancati (anche dall’amministrazione Silvetti), ormai si è persa traccia di ogni prospettiva.

La situazione
Il cantiere giace appeso in un limbo, tra opere che procedono a rilento e uffici che neanche si prendono il disturbo di dare una data definitiva per la fine dei lavori. Tanto che, come avvenuto già per il Verrocchio e come paventato per i lavori del campetto da calcio all’Aspio, il Comune starebe cominciando a pensare di ricorrere alla rescissione in danno del contratto con l’impresa anche per i lavori del Sacello medievale.
A tal proposito, l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini incontrerà oggi i suoi uffici per discutere anche questo argomento, e valutare tutte le strade possibili per arrivare al traguardo quando ormai mancano circa 80mila euro di lavori per il taglio del nastro.
I tempi
Gli ultimi ritocchi, insomma, visto che il cantiere, quando fu affidato nel giugno del 2022, valeva 582mila euro più Iva, poi diventati oltre 694mila con una variante del 2024. Ad occuparsi dell’appalto, un’impresa di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. Per intenderci: con la consegna del cantiere avvenuta il 29 settembre 2022, i lavori si sarebbero dovuti concludere entro 240 giorni. Ovvero, a maggio 2023. Quando ormai mancano tre mesi al terzo anniversario di quella promessa mancata, è chiaro che qualcosa non abbia funzionato.
E la citazione alla Soprintendenza non è un caso. I lavori del Sacello, prevista la realizzazione di una copertura in metallo e di un percorso pedonale interno per i visitatori, subirono una prima battuta d’arresto nell’ottobre 2023, quando comunque dovevano essere già finiti. Gli uffici di piazza del Senato, infatti, tra le varie prescrizioni imposero un cambio degli elementi metallici della copertura.
Le modifiche
Per adeguarsi alle prescrizioni ed effettuare altre modifiche fu però necessario progettare e approvare una variante da 112mila euro. La ripresa dei lavori, in effetti, c’è stata soltanto a maggio del 2024. Contestualmente, una proroga di 148 giorni concessa dal Comune ha fatto sì che il termine per la consegna slittasse ad ottobre 2024. Disatteso pure questo. Poi? Solo promesse. Prima di trattative Comune-impresa per sbloccare un cantiere in panne, tra difficoltà economiche di una parte e resistenza nel pagamento del corrispettivo dovuto dell’altra, poi con date mai rispettate per la fine dei lavori: da febbraio a settembre 2025. E ora? Dal Comune fanno sapere che si sta lavorando, anche se da fuori non si vede molto.
Di fatto, mancano solamente le sistemazioni interne, ovvero il percorso pedonale che dovrà portare i visitatori a spasso nel Sacello. I pezzi sarebbero in consegna, ma così si è detto per mesi. Chissà che lo spauracchio della rescissione del contratto non mescoli le carte in tavola. E poi? Nel caso ci si arrivasse, l’idea potrebbe essere quella di finire il cantiere con il Comune che pagherà direttamente i subappaltatori. Ma per avere risposte certe bisognerà aspettare oggi. Del resto, cosa saranno mai poche ore a fronte di quasi tre anni di ritardo e quattro di cantiere?
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