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Tolentino, sospesa per l’accusa di maltrattamenti: «Ha diritto alla mancata retribuzione»

TOLENTINO Sospesa dal lavoro dopo la denuncia di maltrattamentia una studentessa con problemi di autismo, il Ministero dell’istruzione e del merito dovrà pagare all’insegnante Alessia Cingolani la metà della retribuzione non corrisposta dall’aprile del 2023 fino alla revoca della sospensione cautelare dal servizio (settembre 2023). Lo ha deciso il giudice del lavoro del tribunale di Macerata Germana Russo che ha accolto in parte il ricorso presentato dalla docente tramite l’avvocato Giuseppe Versace di Bologna. Ora la sentenza è diventata definitiva.
L’origine
La controversia di lavoro era nata da un procedimento disciplinare che era stato avviato nei confronti dell’insegnante (in qualità di docente di sostegno) dopo che lei e un’assistente di sostegno dipendente di una cooperativa furono denunciate per presunti maltrattamenti ai danni di una studentessa minorenne con problemi di autismo che nell’anno scolastico 2021/2022 frequentava un istituto di Tolentino (parallelamente il procedimento penale è pendente in primo grado).
A giugno del 2022 l’Ufficio scolastico comunicò a Cingolani la sospensione dal lavoro per addebiti disciplinari.
Il provvedimento fu impugnato dinanzi al giudice del lavoro dall’avvocato Versace, esperto in diritto scolastico. Secondo il legale quel procedimento era illegittimo perché notificato fuori termine (oltre i 30 giorni stabiliti) dal momento che l’Ufficio scolastico era a conoscenza della vicenda già a fine marzo di quell’anno. Dal punto di vista penale invece a maggio di quell’anno Cingolani fu posta ai domiciliari ma dopo l’interrogatorio di garanzia, il 28 maggio 2022, il gip sostituì la misura con quella interdittiva della sospensione dal servizio di docente di sostegno, revocata il 4 aprile 2023.
Nel frattempo la causa di lavoro è andata avanti, a seguito del reclamo dell’avvocato Versace, a settembre 2023 la sospensione disposta dall’Ufficio scolastico provinciale fu annullata. Ora con la sentenza, il giudice Russo ha riconosciuto che l’Ufficio scolastico ha contestato tardivamente l’addebito disciplinare, ritenendo però legittima la sospensione fino al 4 aprile 2023 (quando è stata revocata dal gip) e ha condannato il Ministero a pagare alla docente il 50% della retribuzione non versata dal 5 aprile 2023 fino alla data della revoca della sospensione cautelare dal servizio con privazione della retribuzione.
Tolentino, sospesa per l’accusa di maltrattamenti: «Ha diritto alla mancata retribuzione»

TOLENTINO Sospesa dal lavoro dopo la denuncia di maltrattamentia una studentessa con problemi di autismo, il Ministero dell’istruzione e del merito dovrà pagare all’insegnante Alessia Cingolani la metà della retribuzione non corrisposta dall’aprile del 2023 fino alla revoca della sospensione cautelare dal servizio (settembre 2023). Lo ha deciso il giudice del lavoro del tribunale di Macerata Germana Russo che ha accolto in parte il ricorso presentato dalla docente tramite l’avvocato Giuseppe Versace di Bologna. Ora la sentenza è diventata definitiva.
L’origine
La controversia di lavoro era nata da un procedimento disciplinare che era stato avviato nei confronti dell’insegnante (in qualità di docente di sostegno) dopo che lei e un’assistente di sostegno dipendente di una cooperativa furono denunciate per presunti maltrattamenti ai danni di una studentessa minorenne con problemi di autismo che nell’anno scolastico 2021/2022 frequentava un istituto di Tolentino (parallelamente il procedimento penale è pendente in primo grado).
A giugno del 2022 l’Ufficio scolastico comunicò a Cingolani la sospensione dal lavoro per addebiti disciplinari.
Il provvedimento fu impugnato dinanzi al giudice del lavoro dall’avvocato Versace, esperto in diritto scolastico. Secondo il legale quel procedimento era illegittimo perché notificato fuori termine (oltre i 30 giorni stabiliti) dal momento che l’Ufficio scolastico era a conoscenza della vicenda già a fine marzo di quell’anno. Dal punto di vista penale invece a maggio di quell’anno Cingolani fu posta ai domiciliari ma dopo l’interrogatorio di garanzia, il 28 maggio 2022, il gip sostituì la misura con quella interdittiva della sospensione dal servizio di docente di sostegno, revocata il 4 aprile 2023.
Nel frattempo la causa di lavoro è andata avanti, a seguito del reclamo dell’avvocato Versace, a settembre 2023 la sospensione disposta dall’Ufficio scolastico provinciale fu annullata. Ora con la sentenza, il giudice Russo ha riconosciuto che l’Ufficio scolastico ha contestato tardivamente l’addebito disciplinare, ritenendo però legittima la sospensione fino al 4 aprile 2023 (quando è stata revocata dal gip) e ha condannato il Ministero a pagare alla docente il 50% della retribuzione non versata dal 5 aprile 2023 fino alla data della revoca della sospensione cautelare dal servizio con privazione della retribuzione.
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