Fermo, esproprio per la rotatoria a S. Tommaso, solo briciole per il proprietario dell’area (che chiedeva al Comune mezzo milione di…

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Fermo, esproprio per la rotatoria a S. Tommaso, solo briciole per il proprietario dell’area (che chiedeva al Comune mezzo milione di risarcimento)

Per la Corte d’Appello bastano 9mila euro

La nuova rotatoria di San Tommaso di Fermo
La nuova rotatoria di San Tommaso di Fermo
di Nicoletta Paciarotti
2 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 02:30 – Ultimo aggiornamento: 11:40

FERMO – Avevano chiesto oltre mezzo milione di euro, la causa si è chiusa con poco più di novemila. È l’esito del contenzioso deciso dalla Corte d’Appello di Ancona sull’esproprio di un terreno agricolo interessato dai lavori per la rotatoria tra la statale 16 Adriatica e la strada provinciale 224 Paludi, in località San Tommaso-Tre Archi a Fermo. 

Il decreto

La vicenda ha preso avvio da un decreto di occupazione d’urgenza emesso il 20 ottobre 2022 dalla Provincia, per la realizzazione dell’opera. Il provvedimento riguardava una superficie di 470 metri quadrati di terreno agricolo e fissava l’indennità provvisoria in 10 euro al metro quadrato. L’immissione in possesso è avvenuta il 9 novembre 2022, mentre il decreto di esproprio definitivo è stato emesso solo il 25 novembre 2025. Nel corso dei lavori, per esigenze di cantiere e di sicurezza, l’ente ha inoltre utilizzato temporaneamente una superficie più ampia, pari a 1.465 metri quadrati, destinata poi alla restituzione. Anche per questo aspetto i proprietari avevano chiesto il riconoscimento delle indennità previste.

L’indennità

I comproprietari del fondo (titolari della quota del 50%) non avevano accettato la stima iniziale e si erano rivolti direttamente alla Corte d’Appello, competente per legge sulle indennità di esproprio. Nel ricorso avevano chiesto la rideterminazione delle somme dovute, di quella per l’occupazione d’urgenza e di quella temporanea, e un risarcimento complessivo di 508.886 euro, sostenendo che la nuova rotatoria avesse comportato un rilevante deprezzamento della parte di terreno rimasta. In giudizio è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio. Il perito ha chiarito che il terreno non era edificabile, perché classificato come agricolo e soggetto a vincoli stradali, ma ha anche ritenuto troppo bassa la stima iniziale dell’ente. Il valore del terreno è stato così alzato da 10 a 15 euro al metro quadrato, valutazione integralmente recepita dalla Corte.

Il risarcimento

Diversa la decisione sul risarcimento. Dalla perizia è emerso che il fondo aveva già accesso da una strada privata laterale e che non esisteva un collegamento diretto con la Statale 16. Un vecchio passo carrabile risultava scaduto dal 2016 e mai rinnovato. Per i giudici, quindi, la rotatoria non ha creato una nuova situazione di isolamento del terreno né un danno aggiuntivo rispetto alla parte espropriata. Sulla base di questi elementi, la Corte ha riconosciuto ai proprietari novemila euro complessivi, tenendo conto anche della perdita di due stagioni agricole. Le spese legali sono state compensate, mentre i costi della perizia sono stati divisi a metà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fermo, esproprio per la rotatoria a S. Tommaso, solo briciole per il proprietario dell’area (che chiedeva al Comune mezzo milione di risarcimento)

Per la Corte d’Appello bastano 9mila euro

La nuova rotatoria di San Tommaso di Fermo
La nuova rotatoria di San Tommaso di Fermo
di Nicoletta Paciarotti
2 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 02:30 – Ultimo aggiornamento: 11:40

FERMO – Avevano chiesto oltre mezzo milione di euro, la causa si è chiusa con poco più di novemila. È l’esito del contenzioso deciso dalla Corte d’Appello di Ancona sull’esproprio di un terreno agricolo interessato dai lavori per la rotatoria tra la statale 16 Adriatica e la strada provinciale 224 Paludi, in località San Tommaso-Tre Archi a Fermo. 

Il decreto

La vicenda ha preso avvio da un decreto di occupazione d’urgenza emesso il 20 ottobre 2022 dalla Provincia, per la realizzazione dell’opera. Il provvedimento riguardava una superficie di 470 metri quadrati di terreno agricolo e fissava l’indennità provvisoria in 10 euro al metro quadrato. L’immissione in possesso è avvenuta il 9 novembre 2022, mentre il decreto di esproprio definitivo è stato emesso solo il 25 novembre 2025. Nel corso dei lavori, per esigenze di cantiere e di sicurezza, l’ente ha inoltre utilizzato temporaneamente una superficie più ampia, pari a 1.465 metri quadrati, destinata poi alla restituzione. Anche per questo aspetto i proprietari avevano chiesto il riconoscimento delle indennità previste.

L’indennità

I comproprietari del fondo (titolari della quota del 50%) non avevano accettato la stima iniziale e si erano rivolti direttamente alla Corte d’Appello, competente per legge sulle indennità di esproprio. Nel ricorso avevano chiesto la rideterminazione delle somme dovute, di quella per l’occupazione d’urgenza e di quella temporanea, e un risarcimento complessivo di 508.886 euro, sostenendo che la nuova rotatoria avesse comportato un rilevante deprezzamento della parte di terreno rimasta. In giudizio è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio. Il perito ha chiarito che il terreno non era edificabile, perché classificato come agricolo e soggetto a vincoli stradali, ma ha anche ritenuto troppo bassa la stima iniziale dell’ente. Il valore del terreno è stato così alzato da 10 a 15 euro al metro quadrato, valutazione integralmente recepita dalla Corte.

Il risarcimento

Diversa la decisione sul risarcimento. Dalla perizia è emerso che il fondo aveva già accesso da una strada privata laterale e che non esisteva un collegamento diretto con la Statale 16. Un vecchio passo carrabile risultava scaduto dal 2016 e mai rinnovato. Per i giudici, quindi, la rotatoria non ha creato una nuova situazione di isolamento del terreno né un danno aggiuntivo rispetto alla parte espropriata. Sulla base di questi elementi, la Corte ha riconosciuto ai proprietari novemila euro complessivi, tenendo conto anche della perdita di due stagioni agricole. Le spese legali sono state compensate, mentre i costi della perizia sono stati divisi a metà.

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