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Ciclovia Adriatica, pronto il progetto da 5 milioni per Fano. Il sindaco: «Non è pensato solamente per i turisti»
Via libera dalla giunta. Il percorso migliora i collegamenti nei rioni e tra costa e città

FANO Carte apparecchiate per il segmento fanese della ciclovia Adriatica. Almeno quello identificabile con il tratto più meridionale del litorale urbano e quello più periferico che include Torrette e Ponte Sasso, saltando dunque Metaurilia, dove la continuità del percorso protetto potrà essere assicurata solo reperendo nuovi copiosi finanziamenti e dopo avere individuato le soluzioni tecniche più razionali.
Le strade coinvolte
Per adesso i milioni messi sul piatto dalla Regione sono 5 e su quelli si fonda il progetto che nella sua stesura definitiva ed esecutiva è stato licenziato dalla giunta comunale. In tutto quasi 6 chilometri e 700 metri, ritagliati fra viale Adriatico, via Ruggeri e viale Battistoni, fino a raggiungere Ponte Metauro. Si riprende poi da Torrette, all’altezza dell’hotel Playa, per completare il tracciato fino al confine del territorio comunale. «Con questo atto compiamo un passo fondamentale per portare a realizzazione un’opera strategica per Fano» ha osservato a margine il sindaco Serfilippi, che ha voluto porre l’accento sulla concretezza di una iniziativa «pronta a trasformarsi in cantiere e capace di migliorare la sicurezza dei percorsi ciclabili e la qualità degli spazi pubblici lungo la costa e nei quartieri interessati».
Rilevando anche come all’ultimo step si sia arrivati una volta perfezionato «un percorso tecnico e amministrativo articolato, che ha coinvolto la Regione Marche e gli enti competenti», durante il cui sviluppo «il tracciato è stato rimodulato rispetto alle ipotesi iniziali per garantire la piena cantierabilità dell’opera e il rispetto delle tempistiche previste dal finanziamento», da parte dell’amministrazione comunale si ribadisce anche che l’infrastruttura «non è pensata esclusivamente in chiave turistica, ma anche al servizio della mobilità quotidiana dei cittadini, con particolare attenzione ai collegamenti nei quartieri di Torrette e Ponte Sasso e alle connessioni tra il litorale e il tessuto urbano».
Per l’assessore alla mobilità Curzi è proprio in quest’ottica che sono state depennate «soluzioni da ritenere tali solo sulla carta» per orientarsi su un tracciato «funzionale, sostenibile e coerente con la città», attuando uno sforzo che ha implicato «visione e anche attenzione ai dettagli».
Quanto al nodo irrisolto di Metaurilia, si rinnova nella circostanza l’impegno «ad individuare ulteriori risorse, così da garantire continuità al percorso e rafforzare i collegamenti lungo la direttrice costiera».
La dichiarazione di intenti
Una dichiarazione di intenti che era stata pronunciata anche in occasione dell’assemblea pubblica tenutasi nei mesi scorsi in cui i residenti non avevano nascosto il malumore per l’esclusione almeno temporanea da un progetto di cui la frazione, più ancora di altre parti del territorio, necessiterebbe per aumentare il grado di sicurezza e vivibilità.
Il punto non è soltanto accaparrarsi i fondi, ma anche selezionare il tracciato più congeniale alla valorizzazione del luogo e, in relazione alle risorse disponibili, capire anche se sia opportuno sganciare il progetto della ciclovia dalla parecchio impegnativa bonifica ambientale.
Ciclovia Adriatica, pronto il progetto da 5 milioni per Fano. Il sindaco: «Non è pensato solamente per i turisti»
Via libera dalla giunta. Il percorso migliora i collegamenti nei rioni e tra costa e città

FANO Carte apparecchiate per il segmento fanese della ciclovia Adriatica. Almeno quello identificabile con il tratto più meridionale del litorale urbano e quello più periferico che include Torrette e Ponte Sasso, saltando dunque Metaurilia, dove la continuità del percorso protetto potrà essere assicurata solo reperendo nuovi copiosi finanziamenti e dopo avere individuato le soluzioni tecniche più razionali.
Le strade coinvolte
Per adesso i milioni messi sul piatto dalla Regione sono 5 e su quelli si fonda il progetto che nella sua stesura definitiva ed esecutiva è stato licenziato dalla giunta comunale. In tutto quasi 6 chilometri e 700 metri, ritagliati fra viale Adriatico, via Ruggeri e viale Battistoni, fino a raggiungere Ponte Metauro. Si riprende poi da Torrette, all’altezza dell’hotel Playa, per completare il tracciato fino al confine del territorio comunale. «Con questo atto compiamo un passo fondamentale per portare a realizzazione un’opera strategica per Fano» ha osservato a margine il sindaco Serfilippi, che ha voluto porre l’accento sulla concretezza di una iniziativa «pronta a trasformarsi in cantiere e capace di migliorare la sicurezza dei percorsi ciclabili e la qualità degli spazi pubblici lungo la costa e nei quartieri interessati».
Rilevando anche come all’ultimo step si sia arrivati una volta perfezionato «un percorso tecnico e amministrativo articolato, che ha coinvolto la Regione Marche e gli enti competenti», durante il cui sviluppo «il tracciato è stato rimodulato rispetto alle ipotesi iniziali per garantire la piena cantierabilità dell’opera e il rispetto delle tempistiche previste dal finanziamento», da parte dell’amministrazione comunale si ribadisce anche che l’infrastruttura «non è pensata esclusivamente in chiave turistica, ma anche al servizio della mobilità quotidiana dei cittadini, con particolare attenzione ai collegamenti nei quartieri di Torrette e Ponte Sasso e alle connessioni tra il litorale e il tessuto urbano».
Per l’assessore alla mobilità Curzi è proprio in quest’ottica che sono state depennate «soluzioni da ritenere tali solo sulla carta» per orientarsi su un tracciato «funzionale, sostenibile e coerente con la città», attuando uno sforzo che ha implicato «visione e anche attenzione ai dettagli».
Quanto al nodo irrisolto di Metaurilia, si rinnova nella circostanza l’impegno «ad individuare ulteriori risorse, così da garantire continuità al percorso e rafforzare i collegamenti lungo la direttrice costiera».
La dichiarazione di intenti
Una dichiarazione di intenti che era stata pronunciata anche in occasione dell’assemblea pubblica tenutasi nei mesi scorsi in cui i residenti non avevano nascosto il malumore per l’esclusione almeno temporanea da un progetto di cui la frazione, più ancora di altre parti del territorio, necessiterebbe per aumentare il grado di sicurezza e vivibilità.
Il punto non è soltanto accaparrarsi i fondi, ma anche selezionare il tracciato più congeniale alla valorizzazione del luogo e, in relazione alle risorse disponibili, capire anche se sia opportuno sganciare il progetto della ciclovia dalla parecchio impegnativa bonifica ambientale.
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