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Ferretti celebra i 100 anni della Scuola del Libro: «Urbino una location da premio Oscar, sembra uscita da una mia scenografia»
La promessa: «Qui presenterò il mio nuovo libro»

URBINO «Urbino è una città verticale, lucente come il mio labirinto nel film “Il nome della rosa”, di Jean-Jacques Annaud. Quando andai da Umberto Eco a fargli vedere il dedalo che avevo costruito come modellino disse: “È molto meglio di quello che ho descritto nel libro”. Il fascino della città ducale? È come entrare in una mia scenografia, meriterebbe l’Oscar». Parola di Dante Ferretti. Ieri lo scenografo e costumista marchigiano di fama internazionale ha fatto visita alla Scuola del Libro di Urbino, in onore dei suoi primi 100 anni di vita.
La promessa
Ferretti aveva fatto una promessa un anno fa: «Tornerò in visita alla Scuola del Libro per festeggiare il suo secolo di storia». Non poteva esserci visita e firma migliore nel “the end” delle Celebrazioni. «È stato un grande onore accogliere nella nostra scuola Dante Ferretti, maestro della scenografia cinematografica italiana e internazionale – afferma Lucia Nonni, dirigente dell’Istituto – Ha mantenuto l’impegno. Il cinema è un linguaggio complesso che ha un ruolo importante nella nostra scuola, in cui la sezione omonima assieme a fotografia è pensata come spazio di crescita, di ricerca e di confronto con il mondo professionale. Per cui la testimonianza di oggi – insiste la dirigente – è un esempio concreto di come passione, studio e rigore possano trasformarsi in eccellenza». «Abbiamo anticipato alcuni aneddoti inediti che usciranno nel libro “Gli sconosciuti”, edito da Mondadori e scritto dal maestro Ferretti in collaborazione con il suo biografo David Miliozzi. Questo incontro – dicchiara Gianluca Carrabs, promotore dell’incontro – è servito per rimarcare il ruolo centrale del liceo artistico urbinate nel panorama formativo marchigiano e nazionale, una vera e propria fucina di talento. Un talento spesso nascosto che solo la sensibilità e la capacità di una classe docente come quella della Scuola del Libro sa far emergere. Una chicca: quando uscirà il libro succitato, fra qualche mese, Dante Ferretti lo presenterà in anteprima alla Scuola del Libro di Urbino». È un’arte l’oratoria del pluriomaggiato scenografo e costumista «italiano, marchigiano e di Macerata», sottolinea Dante Ferretti. «Tutti questi premi, un po’ sono a casa sopra gli scaffali, che si stanno piegando, di una nota azienda svedese, ed il resto a Cinecittà».
La sciarpa di Fellini
Un pensiero sulla morte di Pier Paolo Pasolini: «Sono stato sul luogo dell’omicidio il giorno dopo la tragica vicenda: una montagna di cose mi hanno fatto pensare che è stato ammazzato con veemenza da più persone. La sua morte? È stata la sua ultima opera d’arte». Federico Fellini? «Ne conservo la sua sciarpa rossa. Mi diceva: “Dantino cosa hai sognato stanotte?”. Dopo tante richieste mi inventai dei sogni mai fatti. Erano i miei ricordi d’infanzia. Li ho ritrovati in alcuni suoi film come “La città delle donne” o “La voce della luna”».
Ferretti celebra i 100 anni della Scuola del Libro: «Urbino una location da premio Oscar, sembra uscita da una mia scenografia»
La promessa: «Qui presenterò il mio nuovo libro»

URBINO «Urbino è una città verticale, lucente come il mio labirinto nel film “Il nome della rosa”, di Jean-Jacques Annaud. Quando andai da Umberto Eco a fargli vedere il dedalo che avevo costruito come modellino disse: “È molto meglio di quello che ho descritto nel libro”. Il fascino della città ducale? È come entrare in una mia scenografia, meriterebbe l’Oscar». Parola di Dante Ferretti. Ieri lo scenografo e costumista marchigiano di fama internazionale ha fatto visita alla Scuola del Libro di Urbino, in onore dei suoi primi 100 anni di vita.
La promessa
Ferretti aveva fatto una promessa un anno fa: «Tornerò in visita alla Scuola del Libro per festeggiare il suo secolo di storia». Non poteva esserci visita e firma migliore nel “the end” delle Celebrazioni. «È stato un grande onore accogliere nella nostra scuola Dante Ferretti, maestro della scenografia cinematografica italiana e internazionale – afferma Lucia Nonni, dirigente dell’Istituto – Ha mantenuto l’impegno. Il cinema è un linguaggio complesso che ha un ruolo importante nella nostra scuola, in cui la sezione omonima assieme a fotografia è pensata come spazio di crescita, di ricerca e di confronto con il mondo professionale. Per cui la testimonianza di oggi – insiste la dirigente – è un esempio concreto di come passione, studio e rigore possano trasformarsi in eccellenza». «Abbiamo anticipato alcuni aneddoti inediti che usciranno nel libro “Gli sconosciuti”, edito da Mondadori e scritto dal maestro Ferretti in collaborazione con il suo biografo David Miliozzi. Questo incontro – dicchiara Gianluca Carrabs, promotore dell’incontro – è servito per rimarcare il ruolo centrale del liceo artistico urbinate nel panorama formativo marchigiano e nazionale, una vera e propria fucina di talento. Un talento spesso nascosto che solo la sensibilità e la capacità di una classe docente come quella della Scuola del Libro sa far emergere. Una chicca: quando uscirà il libro succitato, fra qualche mese, Dante Ferretti lo presenterà in anteprima alla Scuola del Libro di Urbino». È un’arte l’oratoria del pluriomaggiato scenografo e costumista «italiano, marchigiano e di Macerata», sottolinea Dante Ferretti. «Tutti questi premi, un po’ sono a casa sopra gli scaffali, che si stanno piegando, di una nota azienda svedese, ed il resto a Cinecittà».
La sciarpa di Fellini
Un pensiero sulla morte di Pier Paolo Pasolini: «Sono stato sul luogo dell’omicidio il giorno dopo la tragica vicenda: una montagna di cose mi hanno fatto pensare che è stato ammazzato con veemenza da più persone. La sua morte? È stata la sua ultima opera d’arte». Federico Fellini? «Ne conservo la sua sciarpa rossa. Mi diceva: “Dantino cosa hai sognato stanotte?”. Dopo tante richieste mi inventai dei sogni mai fatti. Erano i miei ricordi d’infanzia. Li ho ritrovati in alcuni suoi film come “La città delle donne” o “La voce della luna”».
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