San Benedetto, un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto

—

by

in

[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/02/9335241_OBJ65205116_116920.jpg”]

San Benedetto, un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto

Un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto
Un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto
di Alessandra Clementi
3 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 03:10 – Ultimo aggiornamento: 12:12

SAN BENEDETTO Levata di scudi, da parte dei residenti del quartiere Sant’Antonio, di fronte alla notizia della ristrutturazione di un dormitorio in via Pellico. A fronte di un’emergenza abitativa, che costringe diversi senzatetto a dormire in situazioni di fortuna, il Comune sta ristrutturando un edificio lungo la statale 16 per ospitare queste persone ma i residenti temono eventuali disordini.

Il progetto

Il progetto vede in campo Comune e Ambito 21, entrambi gli enti da tempo cercano una soluzione a quanti sono costretti, anche con le temperature rigide di questi giorni, a dormire all’esterno non avendo un alloggio.

Fino a trovare l’edificio su via Silvio Pellico, a ridosso dell’ospedale Madonna del Soccorso, che era del custode della Villa Rambelli. Una casa da ristrutturare e da arredare per accogliere otto ospiti che entrerebbero dopo il tramonto per lasciare la struttura alla mattina.

Soluzione che però avrebbe creato più di una perplessità e un timore da parte dei residenti che, sulla scia di quanto avverrebbe ormai da tempo al Ponterotto, temono episodi di violenza o di disordine urbano. Tanto che il comitato di quartiere Sant’Antonio, al fine di fornire una maggiore chiarezza sul tema a favore dei residenti dello stesso e non solo, si è attivato per ottenere delle informazioni.

«Il Comune- afferma la neo presidente Alessia Melonari – ha deciso di intervenire sull’edificio di sua proprietà per rispondere all’emergenza senzatetto che sta colpendo la città, cercando anche di alleggerire le criticità che si sono verificate nei mesi scorsi in zona Ponterotto. L’immobile sarà ristrutturato e riadattato a dormitorio. Ci sarà un servizio di assistenza e custodia. L’accesso sarà solo notturno (si entra la sera, si esce la mattina), e ospiterà al massimo otto persone. Questo nuovo dormitorio, una volta in funzione, sarà monitorato attentamente, al fine di non creare situazioni di degrado e di garantire la sicurezza. Come comitato di quartiere abbiamo anticipato a lunedì (ieri sera) la riunione del direttivo già fissata per venerdì».

L’incontro

Di fronte a tale levata di scudi l’ex assessore al sociale, Andrea Sanguigni, ha chiesto un incontro con la commissaria Rita Stentella. Sanguigni spiega come si tratti di una casa con ingresso indipendente e separata da Villa Rambelli, con cui avrebbe in comune solo un cancello di ingresso e si oppone comunque a questa atmosfera di tensione che si sarebbe venuta a creare.

A intervenire sulla questione anche l’ex assessore al sociale Emanuela Carboni: «Quando ero assessora ai servizi sociali avevamo pensato di destinare quel fabbricato a sede delle varie associazioni locali. Credo che un dormitorio, seppur assolutamente necessario, vada realizzato in una zona isolata e non in pieno centro dove sorge la casa del custode di villa Rambelli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

San Benedetto, un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto

Un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto
Un dormitorio vicino alla statale: si teme un altro caso Ponterotto
di Alessandra Clementi
3 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 03:10 – Ultimo aggiornamento: 12:12

SAN BENEDETTO Levata di scudi, da parte dei residenti del quartiere Sant’Antonio, di fronte alla notizia della ristrutturazione di un dormitorio in via Pellico. A fronte di un’emergenza abitativa, che costringe diversi senzatetto a dormire in situazioni di fortuna, il Comune sta ristrutturando un edificio lungo la statale 16 per ospitare queste persone ma i residenti temono eventuali disordini.

Il progetto

Il progetto vede in campo Comune e Ambito 21, entrambi gli enti da tempo cercano una soluzione a quanti sono costretti, anche con le temperature rigide di questi giorni, a dormire all’esterno non avendo un alloggio.

Fino a trovare l’edificio su via Silvio Pellico, a ridosso dell’ospedale Madonna del Soccorso, che era del custode della Villa Rambelli. Una casa da ristrutturare e da arredare per accogliere otto ospiti che entrerebbero dopo il tramonto per lasciare la struttura alla mattina.

Soluzione che però avrebbe creato più di una perplessità e un timore da parte dei residenti che, sulla scia di quanto avverrebbe ormai da tempo al Ponterotto, temono episodi di violenza o di disordine urbano. Tanto che il comitato di quartiere Sant’Antonio, al fine di fornire una maggiore chiarezza sul tema a favore dei residenti dello stesso e non solo, si è attivato per ottenere delle informazioni.

«Il Comune- afferma la neo presidente Alessia Melonari – ha deciso di intervenire sull’edificio di sua proprietà per rispondere all’emergenza senzatetto che sta colpendo la città, cercando anche di alleggerire le criticità che si sono verificate nei mesi scorsi in zona Ponterotto. L’immobile sarà ristrutturato e riadattato a dormitorio. Ci sarà un servizio di assistenza e custodia. L’accesso sarà solo notturno (si entra la sera, si esce la mattina), e ospiterà al massimo otto persone. Questo nuovo dormitorio, una volta in funzione, sarà monitorato attentamente, al fine di non creare situazioni di degrado e di garantire la sicurezza. Come comitato di quartiere abbiamo anticipato a lunedì (ieri sera) la riunione del direttivo già fissata per venerdì».

L’incontro

Di fronte a tale levata di scudi l’ex assessore al sociale, Andrea Sanguigni, ha chiesto un incontro con la commissaria Rita Stentella. Sanguigni spiega come si tratti di una casa con ingresso indipendente e separata da Villa Rambelli, con cui avrebbe in comune solo un cancello di ingresso e si oppone comunque a questa atmosfera di tensione che si sarebbe venuta a creare.

A intervenire sulla questione anche l’ex assessore al sociale Emanuela Carboni: «Quando ero assessora ai servizi sociali avevamo pensato di destinare quel fabbricato a sede delle varie associazioni locali. Credo che un dormitorio, seppur assolutamente necessario, vada realizzato in una zona isolata e non in pieno centro dove sorge la casa del custode di villa Rambelli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

[analyse_source url=”https://www.corriereadriatico.it/ascoli_piceno/san_benedetto_dormitorio_vicino_statale_si_teme_un_altro_caso_ponterotto_last_news-9335241.html”]


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.