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Gaetano Russo, il panettiere ucciso da un cliente per aver difeso la figlia: il salto dietro il bancone, poi le dieci coltellate
Col passare delle ore per gli investigatori si va consolidando la tesi che non si sia trattato di un omicidio premeditato ma di un raptus

Gaetano Russo è stato ucciso a coltellate – almeno una decina – all’interno del suo negozio a Sarno (Salerno) lunedì 2 gennaio. E pare che a far scattare l’assassino, un cliente di 35 anni, sia stato il fatto che l’uomo sia intervenuto in difesa della figlia.
La lite con la figlia
L’uomo, un 57enne, è stato trovato in un bagno di sangue all’interno della panetteria: per lui, ormai, non c’era più niente da fare. «È una tragedia, la città che si è svegliata con un omicidio di un uomo perbene», ha detto il sindaco Francesco Squillante all’Adnkronos.
La dinamica
Secondo quanto ricostruito, un cliente, di 35 anni e in un evidente stato di alterazione, ha discusso con la figlia dell’uomo, poi con un balzo ha scavalcato il bancone della salumeria per afferrare un coltello e con quello si è scagliato sul corpo del titolare.
Almeno una decina i fendenti sferrati, molti dei quali all’addome. A causa della notevole la perdita di sangue, quando sono arrivati i soccorsi per Gaetano Russo non c’era più molto da fare. Col passare delle ore per gli investigatori si va consolidando la tesi che non si sia trattato di un omicidio premeditato ma di un raptus. L’aggressore pare fosse un cliente abituale della salumeria panetteria. Tra i primi a intervenire un carabiniere che presta servizio a Roma ma che è residente a Sarno, a pochi metri dal negozio, e che quel giorno si trovava libero dal servizio.
Chi era la vittima
«La vittima, Gaetano Russo, era una persona stimata, umile, un padre di famiglia, aveva una panetteria aperta 24 ore al giorno, era sempre vestito di bianco, dal lunedì alla domenica, non esisteva vacanza per lui. Vedersi bussare e veder entrare questa persona in stato di alterazione è un qualcosa che lascia senza parole», ha detto il sindaco di Sarno.
Grande commozione da parte dell’intera comunità, che descrive Russo come un grande lavoratore, molto attaccato alla sua attività. «Lo trovavi a tutte le ore, lavorava h24», conferma un cliente giunto sul posto dell’omicidio.
Il killer «era conosciuto»
«Sono stato sul posto, assieme agli inquirenti – ha aggiunto Francesco Squillante -. Esprimo fiducia nelle forze dell’ordine e nella Magistratura, che metteranno questa persona di fronte alla responsabilità di quello che ha fatto, serve certezza della pena». A proposito di un problema-sicurezza, il sindaco di Sarno esplicita: «Qui la sicurezza non c’entra, possiamo mai mettere un poliziotto per ogni punto civico?», si chiede, «a quanto pare questa persona che ha ucciso il macellaio viveva in zona, era conosciuto, credo abbia inciso il suo stato confusionale e le sue problematiche. Sto verificando se questa condizione fosse accertata anche dagli assistenti sociali», conclude il sindaco.
Gaetano Russo, il panettiere ucciso da un cliente per aver difeso la figlia: il salto dietro il bancone, poi le dieci coltellate
Col passare delle ore per gli investigatori si va consolidando la tesi che non si sia trattato di un omicidio premeditato ma di un raptus

Gaetano Russo è stato ucciso a coltellate – almeno una decina – all’interno del suo negozio a Sarno (Salerno) lunedì 2 gennaio. E pare che a far scattare l’assassino, un cliente di 35 anni, sia stato il fatto che l’uomo sia intervenuto in difesa della figlia.
La lite con la figlia
L’uomo, un 57enne, è stato trovato in un bagno di sangue all’interno della panetteria: per lui, ormai, non c’era più niente da fare. «È una tragedia, la città che si è svegliata con un omicidio di un uomo perbene», ha detto il sindaco Francesco Squillante all’Adnkronos.
La dinamica
Secondo quanto ricostruito, un cliente, di 35 anni e in un evidente stato di alterazione, ha discusso con la figlia dell’uomo, poi con un balzo ha scavalcato il bancone della salumeria per afferrare un coltello e con quello si è scagliato sul corpo del titolare.
Almeno una decina i fendenti sferrati, molti dei quali all’addome. A causa della notevole la perdita di sangue, quando sono arrivati i soccorsi per Gaetano Russo non c’era più molto da fare. Col passare delle ore per gli investigatori si va consolidando la tesi che non si sia trattato di un omicidio premeditato ma di un raptus. L’aggressore pare fosse un cliente abituale della salumeria panetteria. Tra i primi a intervenire un carabiniere che presta servizio a Roma ma che è residente a Sarno, a pochi metri dal negozio, e che quel giorno si trovava libero dal servizio.
Chi era la vittima
«La vittima, Gaetano Russo, era una persona stimata, umile, un padre di famiglia, aveva una panetteria aperta 24 ore al giorno, era sempre vestito di bianco, dal lunedì alla domenica, non esisteva vacanza per lui. Vedersi bussare e veder entrare questa persona in stato di alterazione è un qualcosa che lascia senza parole», ha detto il sindaco di Sarno.
Grande commozione da parte dell’intera comunità, che descrive Russo come un grande lavoratore, molto attaccato alla sua attività. «Lo trovavi a tutte le ore, lavorava h24», conferma un cliente giunto sul posto dell’omicidio.
Il killer «era conosciuto»
«Sono stato sul posto, assieme agli inquirenti – ha aggiunto Francesco Squillante -. Esprimo fiducia nelle forze dell’ordine e nella Magistratura, che metteranno questa persona di fronte alla responsabilità di quello che ha fatto, serve certezza della pena». A proposito di un problema-sicurezza, il sindaco di Sarno esplicita: «Qui la sicurezza non c’entra, possiamo mai mettere un poliziotto per ogni punto civico?», si chiede, «a quanto pare questa persona che ha ucciso il macellaio viveva in zona, era conosciuto, credo abbia inciso il suo stato confusionale e le sue problematiche. Sto verificando se questa condizione fosse accertata anche dagli assistenti sociali», conclude il sindaco.
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