Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita»

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Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita»

Clementino guarda indietro partendo da dove tutto è cominciato: i villaggi turistici

Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita» (Ipa)
Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita» (Ipa)
di Redazione web
3 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 15:12

Vent’anni di musica, di palchi e di vite vissute tutte d’un fiato. Clementino celebra il suo anniversario artistico ripercorrendo successi, cadute e svolte decisive in una lunga intervista al BSMT di Gianluca Gazzoli, disponibile sulle piattaforme digitali. Un racconto personale e diretto, che restituisce il ritratto di un artista capace di attraversare rap, televisione e cinema senza mai perdere la propria identità.

Oggi volto amatissimo del piccolo schermo, attualmente in onda su Rai1 come coach di The Voice accanto ad Antonella Clerici, Clementino guarda indietro partendo da dove tutto è cominciato: i villaggi turistici. «È lì che ho capito che il mio rap era diverso, più legato all’intrattenimento», spiega. Un’esperienza che lo ha formato e che considera fondamentale nel suo percorso. Il rapper, conosciuto anche come Iena White, descrive la sua carriera come una successione di “vite”: dalla crescita iniziale alla gavetta, passando per un periodo turbolento fino alla rinascita. «Ora sono nella mia quarta vita e me la sto godendo davvero», racconta, con la consapevolezza di chi ha imparato a conoscersi.

La passione per l’hip hop nasce negli anni Novanta, tra battle, graffiti e cultura di strada. Dalla provincia di Napoli, Clementino inizia a farsi notare vincendo competizioni freestyle, mentre cerca di spiegare alla famiglia che quella non era una fase passeggera. «La gavetta mi ha temprato – ammette – ed è stata decisiva». Non nasconde i momenti difficili e riconosce alla musica un ruolo salvifico: «Il rap mi ha letteralmente salvato la vita. L’hip hop è cultura, non solo un genere musicale, e non morirà mai».

Il primo album arriva nel 2006, Napoli Manicomio, seguito da Iena, che consolida il suo nome nell’ambiente rap. La svolta arriva con l’incontro con Fabri Fibra: una collaborazione nata quasi per caso e diventata storica con l’album Rapstar, uno dei primi progetti condivisi tra due rapper già affermati in Italia. La consacrazione definitiva arriva però con “O Vient”, il brano che porta il napoletano in cima alle classifiche nazionali. «È stata la prima canzone in dialetto a entrare davvero nelle radio italiane», ricorda con orgoglio. Un momento che segna un prima e un dopo per il rap del Sud. Tra gli incontri che hanno lasciato il segno, Clementino cita Pino Daniele, definendolo una luce guida nella sua vita musicale. Pochi anni insieme, ma intensi, tra studi di registrazione e concerti condivisi. Più leggero, ma non meno sorprendente, il rapporto con Sting, raccontato con aneddoti quotidiani che mostrano un lato inedito delle star internazionali.

Il successo, ammette, non è stato sempre facile da gestire. «L’ho capito davvero solo col tempo», spiega, parlando di eccessi, notti senza fine e di una vita vissuta “da rockstar”, prima di trovare un nuovo equilibrio anche grazie alla meditazione. Un’esperienza che, confessa, un giorno potrebbe diventare un libro. 

E poi c’è l’episodio più curioso: l’ingresso nel film Lamborghini, nato da una lite clamorosa durante un festival a Ischia. «Ho discusso con un Premio Oscar perché mi chiedeva di fare silenzio mentre ridevo con i miei amici», racconta sorridendo. Solo dopo scopre che si trattava di Paul Haggis. La situazione degenera, arrivano le forze dell’ordine, finché un altro regista, Bobby Moresco, colpito dal suo carattere, gli propone un ruolo nel film. «È successo tutto così», conclude.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita»

Clementino guarda indietro partendo da dove tutto è cominciato: i villaggi turistici

Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita» (Ipa)
Clementino: «Ho litigato con un Premio Oscar e così sono finito in un film americano. Il rap mi ha salvato la vita» (Ipa)
di Redazione web
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martedì 3 febbraio 2026, 15:12

Vent’anni di musica, di palchi e di vite vissute tutte d’un fiato. Clementino celebra il suo anniversario artistico ripercorrendo successi, cadute e svolte decisive in una lunga intervista al BSMT di Gianluca Gazzoli, disponibile sulle piattaforme digitali. Un racconto personale e diretto, che restituisce il ritratto di un artista capace di attraversare rap, televisione e cinema senza mai perdere la propria identità.

Oggi volto amatissimo del piccolo schermo, attualmente in onda su Rai1 come coach di The Voice accanto ad Antonella Clerici, Clementino guarda indietro partendo da dove tutto è cominciato: i villaggi turistici. «È lì che ho capito che il mio rap era diverso, più legato all’intrattenimento», spiega. Un’esperienza che lo ha formato e che considera fondamentale nel suo percorso. Il rapper, conosciuto anche come Iena White, descrive la sua carriera come una successione di “vite”: dalla crescita iniziale alla gavetta, passando per un periodo turbolento fino alla rinascita. «Ora sono nella mia quarta vita e me la sto godendo davvero», racconta, con la consapevolezza di chi ha imparato a conoscersi.

La passione per l’hip hop nasce negli anni Novanta, tra battle, graffiti e cultura di strada. Dalla provincia di Napoli, Clementino inizia a farsi notare vincendo competizioni freestyle, mentre cerca di spiegare alla famiglia che quella non era una fase passeggera. «La gavetta mi ha temprato – ammette – ed è stata decisiva». Non nasconde i momenti difficili e riconosce alla musica un ruolo salvifico: «Il rap mi ha letteralmente salvato la vita. L’hip hop è cultura, non solo un genere musicale, e non morirà mai».

Il primo album arriva nel 2006, Napoli Manicomio, seguito da Iena, che consolida il suo nome nell’ambiente rap. La svolta arriva con l’incontro con Fabri Fibra: una collaborazione nata quasi per caso e diventata storica con l’album Rapstar, uno dei primi progetti condivisi tra due rapper già affermati in Italia. La consacrazione definitiva arriva però con “O Vient”, il brano che porta il napoletano in cima alle classifiche nazionali. «È stata la prima canzone in dialetto a entrare davvero nelle radio italiane», ricorda con orgoglio. Un momento che segna un prima e un dopo per il rap del Sud. Tra gli incontri che hanno lasciato il segno, Clementino cita Pino Daniele, definendolo una luce guida nella sua vita musicale. Pochi anni insieme, ma intensi, tra studi di registrazione e concerti condivisi. Più leggero, ma non meno sorprendente, il rapporto con Sting, raccontato con aneddoti quotidiani che mostrano un lato inedito delle star internazionali.

Il successo, ammette, non è stato sempre facile da gestire. «L’ho capito davvero solo col tempo», spiega, parlando di eccessi, notti senza fine e di una vita vissuta “da rockstar”, prima di trovare un nuovo equilibrio anche grazie alla meditazione. Un’esperienza che, confessa, un giorno potrebbe diventare un libro. 

E poi c’è l’episodio più curioso: l’ingresso nel film Lamborghini, nato da una lite clamorosa durante un festival a Ischia. «Ho discusso con un Premio Oscar perché mi chiedeva di fare silenzio mentre ridevo con i miei amici», racconta sorridendo. Solo dopo scopre che si trattava di Paul Haggis. La situazione degenera, arrivano le forze dell’ordine, finché un altro regista, Bobby Moresco, colpito dal suo carattere, gli propone un ruolo nel film. «È successo tutto così», conclude.

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