Vitruvio, basilica e campanili Ma cosa ha escogitato Fano?

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Vitruvio, basilica e campanili Ma cosa ha escogitato Fano?

Vitruvio, basilica e campanili
Ma cosa ha escogitato Fano?

di Simonetta Marfoglia
4 Minuti di Lettura
sabato 31 gennaio 2026, 06:00 – Ultimo aggiornamento: 07:53

Però ‘ sti fanesi, ma guarda un po’ cosa ti vanno a escogitare. Che poi non è mica che ci si chiama Fanum Fortunae perché si sta a toglier l’acqua col rastrello. Uno va a gettar una rete per spigole e orate e che ti tira su nel bel mezzo dell’Adriatico? L’Atleta Vittorioso che, vattelapesca da dove provenisse e dove andasse, ma da sempre è per tutti, ipse dixit, il Lisippo di Fano (IV secolo a.C.). Si lustra la piazza del mercato, perché nei progetti del Comune la si vuol far diventare così e colà, poi vai di ruspa e che ti spunta? Signori e signore, ladies and gentlemen, la Basilica di Marco Vitruvio Pollione (I secolo a.C.) celeberrimo architetto, ingegnere e scrittore romano, nonché padre fulgido dell’architettura, così come la si studia e la si progetta tuttora in Occidente. Per inciso il nostro è quello per cui Leonardo si è talmente sdilinquito che ci ha fatto pure un disegnino sulle “divine” proporzioni, quell’Uomo Vitruviano che oggi viene memato urbi et orbi tra il divertissement trasversale e per cui da 10 giorni a questa parte il 50% dei fanesi tira giù l’albero genealogico fino ai pretoriani d’Augusto e l’altro 50% fa le prove per Indiana Jones. D’altra parte, lo stesso ministro Giuli nel dare l’annuncio ufficiale del ritrovamento ha bypassato l’understatement accademico parlando di «scoperta del secolo». Tanto basta a rinverdire quell’estenuante derby sempre ai supplementari tra Pesaro e Fano. Chiamatelo se volete campanilismo, ma dopo tempi un po’ da tregua armata, ma comunque silente, la Basilica cercata e ritrovata è lo schiaffo storico- architettonico- archeologico a un capoluogo da sempre digerito come le suocere delle barzellette e per cui il massimo della spregio si racchiude adesso nella battuta: sì Pesaro ha Rossini e per celebrarlo ci hanno fatto una pizza (e che il Rof li perdoni). Sullo sfondo c’è l’occasione ghiotta della Capitale Europea della Cultura 2033, sulla scia del lascito della Capitale Italiana 2024. Pesaro e Urbino ci provano: l’ambizione c’è tutta, insieme alle polemiche, ca va sans dire. Una fra tutte: le “simpatie” della Regione acquaroliana verso “Civitas Appenninica” comprendente le zone del cratere del sisma 2016 e quindi anche le Marche (spoiler: Norcia ha già presentato l’ossatura della candidatura a Roma pochi giorni fa alla presenza, tra gli altri, anche di Gian Mario Spacca).

Se poi lungo il cammino, che è già erto, si inciampa anche tra i resti di qualche colonna romana bimillenaria, il grado di difficoltà del percorso diventa a livello di scalata al K2 o all’Annapurna. Ricapitolando: nell’ultima settimana, nell’ordine, a livello di esternazioni, abbiamo avuto il Pd di Fano che si è lanciato, in parallelo, sulla candidatura Unesco e sulla Capitale 2033 allargata (Pesaro, Urbino e Fano, ebbene sì è il classico Puf onomatopeico tra il poggiapiedi del divano, i Puffi e Puff Daddy), il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, che ha suggerito di creare una rete culturale e sinergica (ma andando sul soft e non citando mai la Capitale 2033), il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, che ha ringraziato Pesaro (eccetera, eccetera) ma, dato che c’era, ci ha anche tenuto a mettere qualche strapuntino: se candidatura deve essere, è Fano che deve correre, mica pizza (Rossini) e fichi. Traduzione basica: se il trait-d’union sul nuovo Rinascimento del terzo millennio è un’idea su cui lavorare, dato che Urbino è Raffaello&Palazzo Ducale e Fano porta in dote Vitruvio, ovvero quell’equilibrio armonico che è il cardine stesso dell’Umanesimo, insomma “tanta roba” almeno già sulla carta, Pesaro che ti offre però di storiche vestigia? Uhm… i Mosaici del Duomo e poco altro (la Domus di via dell’Abbondanza che apre nei fine settimana, la Domus di Colombarone che quando va bene la si vede d’estate, mentre sulla Domus di piazzale Matteotti non ci si pensa manco più perché ci hanno fatto un parcheggio per scooter). Ma il sassolino, anzi il macigno che pesava sullo stomaco da almeno due anni, se lo è tolto l’assessore fanese Alberto Santorelli con una dichiarazione al fiele a Radio Incontro: «Pesaro? Sarebbe stato bello se ci avessero teso una mano con la Capitale della Cultura quando invece hanno fatto un’operazione a escludere, dandoci il contentino di una settimana. Devono solo ringraziare l’operazione di marketing di Matteo Ricci». Hai voglia a scartavetrare la ruggine dai rapporti (politici&amministrativi) se queste sono le premesse… Vabbè, intanto lancio il ramoscello d’ulivo. Fanesi, lasciate almeno che noi di Pesaro vi omaggiamo del city brand (che poi, gratta gratta è pure il reboot di un altro copyright ricciano): noi WePesaro, voi WeTruvio.

*Caposervizio del Corriere Adriatico

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vitruvio, basilica e campanili Ma cosa ha escogitato Fano?

Vitruvio, basilica e campanili
Ma cosa ha escogitato Fano?

di Simonetta Marfoglia
4 Minuti di Lettura
sabato 31 gennaio 2026, 06:00 – Ultimo aggiornamento: 07:53

Però ‘ sti fanesi, ma guarda un po’ cosa ti vanno a escogitare. Che poi non è mica che ci si chiama Fanum Fortunae perché si sta a toglier l’acqua col rastrello. Uno va a gettar una rete per spigole e orate e che ti tira su nel bel mezzo dell’Adriatico? L’Atleta Vittorioso che, vattelapesca da dove provenisse e dove andasse, ma da sempre è per tutti, ipse dixit, il Lisippo di Fano (IV secolo a.C.). Si lustra la piazza del mercato, perché nei progetti del Comune la si vuol far diventare così e colà, poi vai di ruspa e che ti spunta? Signori e signore, ladies and gentlemen, la Basilica di Marco Vitruvio Pollione (I secolo a.C.) celeberrimo architetto, ingegnere e scrittore romano, nonché padre fulgido dell’architettura, così come la si studia e la si progetta tuttora in Occidente. Per inciso il nostro è quello per cui Leonardo si è talmente sdilinquito che ci ha fatto pure un disegnino sulle “divine” proporzioni, quell’Uomo Vitruviano che oggi viene memato urbi et orbi tra il divertissement trasversale e per cui da 10 giorni a questa parte il 50% dei fanesi tira giù l’albero genealogico fino ai pretoriani d’Augusto e l’altro 50% fa le prove per Indiana Jones. D’altra parte, lo stesso ministro Giuli nel dare l’annuncio ufficiale del ritrovamento ha bypassato l’understatement accademico parlando di «scoperta del secolo». Tanto basta a rinverdire quell’estenuante derby sempre ai supplementari tra Pesaro e Fano. Chiamatelo se volete campanilismo, ma dopo tempi un po’ da tregua armata, ma comunque silente, la Basilica cercata e ritrovata è lo schiaffo storico- architettonico- archeologico a un capoluogo da sempre digerito come le suocere delle barzellette e per cui il massimo della spregio si racchiude adesso nella battuta: sì Pesaro ha Rossini e per celebrarlo ci hanno fatto una pizza (e che il Rof li perdoni). Sullo sfondo c’è l’occasione ghiotta della Capitale Europea della Cultura 2033, sulla scia del lascito della Capitale Italiana 2024. Pesaro e Urbino ci provano: l’ambizione c’è tutta, insieme alle polemiche, ca va sans dire. Una fra tutte: le “simpatie” della Regione acquaroliana verso “Civitas Appenninica” comprendente le zone del cratere del sisma 2016 e quindi anche le Marche (spoiler: Norcia ha già presentato l’ossatura della candidatura a Roma pochi giorni fa alla presenza, tra gli altri, anche di Gian Mario Spacca).

Se poi lungo il cammino, che è già erto, si inciampa anche tra i resti di qualche colonna romana bimillenaria, il grado di difficoltà del percorso diventa a livello di scalata al K2 o all’Annapurna. Ricapitolando: nell’ultima settimana, nell’ordine, a livello di esternazioni, abbiamo avuto il Pd di Fano che si è lanciato, in parallelo, sulla candidatura Unesco e sulla Capitale 2033 allargata (Pesaro, Urbino e Fano, ebbene sì è il classico Puf onomatopeico tra il poggiapiedi del divano, i Puffi e Puff Daddy), il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, che ha suggerito di creare una rete culturale e sinergica (ma andando sul soft e non citando mai la Capitale 2033), il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, che ha ringraziato Pesaro (eccetera, eccetera) ma, dato che c’era, ci ha anche tenuto a mettere qualche strapuntino: se candidatura deve essere, è Fano che deve correre, mica pizza (Rossini) e fichi. Traduzione basica: se il trait-d’union sul nuovo Rinascimento del terzo millennio è un’idea su cui lavorare, dato che Urbino è Raffaello&Palazzo Ducale e Fano porta in dote Vitruvio, ovvero quell’equilibrio armonico che è il cardine stesso dell’Umanesimo, insomma “tanta roba” almeno già sulla carta, Pesaro che ti offre però di storiche vestigia? Uhm… i Mosaici del Duomo e poco altro (la Domus di via dell’Abbondanza che apre nei fine settimana, la Domus di Colombarone che quando va bene la si vede d’estate, mentre sulla Domus di piazzale Matteotti non ci si pensa manco più perché ci hanno fatto un parcheggio per scooter). Ma il sassolino, anzi il macigno che pesava sullo stomaco da almeno due anni, se lo è tolto l’assessore fanese Alberto Santorelli con una dichiarazione al fiele a Radio Incontro: «Pesaro? Sarebbe stato bello se ci avessero teso una mano con la Capitale della Cultura quando invece hanno fatto un’operazione a escludere, dandoci il contentino di una settimana. Devono solo ringraziare l’operazione di marketing di Matteo Ricci». Hai voglia a scartavetrare la ruggine dai rapporti (politici&amministrativi) se queste sono le premesse… Vabbè, intanto lancio il ramoscello d’ulivo. Fanesi, lasciate almeno che noi di Pesaro vi omaggiamo del city brand (che poi, gratta gratta è pure il reboot di un altro copyright ricciano): noi WePesaro, voi WeTruvio.

*Caposervizio del Corriere Adriatico

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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