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«Siamo tutti in crisi, c’è da capire se siamo in grado di rialzarci. Zanetti? Normale lo si valuti»


In sala stampa, dopo la grandinata di Cagliari, passa il diesse Sean Sogliano. Parla solo lui. Il momento è duro e triste per l’Hellas, che in terra sarda ha toccato il fondo. Il 4-0 pesa. L’atteggiamento remissivo pure. Il Verona si è squagliato. Brutto, inconcludente, fragile. Oggi difficilmente proponibile per questa serie A. La salvezza non dista ancora anni luce. Ma preoccupano impatto, idee (che mancano), fragilità e tendenza alla sofferenza più estrema.
«Il momento è complicato, la gara particolare. La squadra è in difficoltà. Non è riuscita ad essere compatta, e questa è una cosa che mi dispiace molto. Poi, è normale: abbiamo preso due tiri e due gol nel primo tempo. E giocare poi in dieci per una squadra in questo momento non forte è difficile. E, infatti, lo abbiamo dimostrato che è stato molto difficile per noi. Mi spiace: non sono contento. Non lo saranno i tifosi. Non lo è nessuno di noi. E questo vale anche per allenatore e giocatori. C’è poco da dire. Però bisogna trovare il modo di reagire. Lo dobbiamo a tutti e a noi stessi»-
Il futuro di Zanetti
«Normale ci siano valutazioni. Perchè quando le cose vanno male, l’allenatore è il ruolo principale. Ma lo sa bene anche lui. Questo è il secondo anno che siamo insieme. Non dimentichiamo che il Verona in questi ultimi quattro anni si è salvato una volta all’ultima giornata, una volta allo spareggio e una volta alla penultima. Quindi sappiamo che in questi quattro anni abbiamo attraversato tanti brutti momenti. L’allenatore è in crisi. Come tutti, come me, come i giocatori. Però è normale che in questo momento dobbiamo capire se siamo in grado di rialzarci o no. Oggi non è tanto il momento di parlare. Giusto sia venuto io. Non avrebbe senso fossero venuti un giocatore o un allenatore. In questo momento non lo trovo utile. Quindi, adesso torniamo a casa con zero punti, in un momento difficile e pensiamo come reagire»
Il passato e i confronti
«E’ difficile come gli altri anni. In questo momento ci sono tante squadre che lottano per il nostro stesso obiettivo che sono molto attrezzate, che stanno dimostrando un carattere superiore a noi e sappiamo benissimo che ogni anno noi cambiamo tanti giocatori perchè siamo obbligati. E sappiamo anche che certi giocatori li perdiamo. Ma sappiamo pure che anche nelle sconfitte bisogna salvare l’aspetto dell’orgoglio. E nelle partite difficili, dove si mettono male, bisogna fare di più e stare più uniti e questo aspetto, se manca, non va bene. Di sconfitte ne abbiamo fatte tante. Poi dalle sconfitte bisogna rialzarsi. Ma c’è qualcosa che non mi piace a livello generale e bisogna pensare bene»
Il mercato in entrata
«Abbiamo preso qualche giocatore e cerchiamo sempre di sostituire i giocatori che vanno, cercando di fare del nostro meglio anche se non è facile perchè bisogna dare del tempo. In questo momento qua avere un mercato con delle partite dove la classifica non è buona è complicato. Non nascondo che tanti giocatori hanno preferito non venire. Non mancano gli infortunati oggi e abbiamo tanti problemi. Ma anche nei problemi dobbiamo rialzare la testa e non avere le teste basse. Perchè con le teste basse non riesci a cambiare le sorti della classifica»
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