Braccio di ferro sulla sicurezza. Lepore attacca il Governo. FdI e Lega: “Làbas era al corteo”

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Il sindaco: "Una cosa è manifestare, un’altra sono i violenti. Non servono decreti, ma risorse". Il centrodestra contro Coalizione civica, che ha partecipato alla manifestazione piemontese.

Il sindaco: “Una cosa è manifestare, un’altra sono i violenti. Non servono decreti, ma risorse”. Il centrodestra contro Coalizione civica, che ha partecipato alla manifestazione piemontese.

Bologna, 3 febbraio 2026 – A Torino i violenti scontri in strada, a Bologna lo scontro politico. Tiene banco anche a Palazzo d’Accursio il tema delle proteste per il centro sociale sgomberato Askatasuna e delle forze dell’ordine ferite. E continua a tenere banco chi, da una parte, condanna senza sconti l’azione dei facinorosi, ma dall’altra ribadisce il diritto dei cittadini a manifestare. Il primo a prendere parola ieri è stato Matteo Lepore: “C’erano migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente – puntualizza il sindaco –: non credo che si possa pensare che adesso, improvvisamente, il Governo spenga l’interruttore e nessuno più manifesti o critichi l’Esecutivo. Credo che il punto sia la violenza, la politica con la violenza non deve c’entrare assolutamente nulla”.

Lepore parla anche per replicare a chi dice che agli scontri di Torino avrebbero partecipato anche alcuni attivisti del centro sociale Làbas (che ha uno spazio di proprietà del Comune in vicolo Bolognetti).

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“Voglio esprimere piena solidarietà al poliziotto che è stato ferito, aggredito vigliaccamente e a tutte le forze dell’ordine – prosegue il sindaco –. Il problema non è manifestare, non è partecipare con voce di dissenso, il problema è la violenza che non può essere usata in nessun caso per giustificare qualsiasi idea. Le provocazioni ci sono ogni giorno, così come le tensioni. Bologna deve dare una dimostrazione di democrazia e di non violenza e penso che possa essere una città dove si può manifestare senza usare fare la violenza, portando avanti anche critiche nei confronti di chi governa”. Al centro c’è anche – ovviamente – il tema Sicurezza, con uno scontro tra Lepore e il ministro Matteo Piantedosi che prosegue, con fasi più acute e altre sotto traccia, ormai da mesi.

“Mi sorprende che il Governo ogni giorno guardi i fatti di cronaca e si inventi un decreto nuovo – insiste il sindaco –. Siamo partiti dal ‘decreto rave’ e siamo al terzo pacchetto sulla sicurezza. Continuo a pensare che per dare maggiore sicurezza ai cittadini servono risorse per le forze dell’ordine, nuove assunzioni e collaborare con i sindaci nelle città. Cosa diversa è il tema delle manifestazioni e come si gestisce il dissenso. Intanto partirei da dividere questi due argomenti, perché quando si dice sicurezza, penso che i cittadini chiedano quante risorse mette il Governo per la sicurezza urbana nelle città, cioè zero. Se poi vogliamo parlare della democrazia e di come si partecipa e si manifesta, è un altro tema”.

Il botta e risposta è con Francesco Sassone, consigliere regionale di FdI e coordinatore cittadino dei meloniani: “Capiamo l’imbarazzo di Lepore, impossibilitato a condannare senza se e senza ma la violenta aggressione subita dalle forze dell’ordine a Torino da parte dei centri sociali. Questo perché, come azionista di maggioranza della sua Giunta ha Coalizione Civica, che è tutt’uno con Làbas, era presente a Torino durante gli scontri e dal Comune ha avuto in gestione gratuitamente Vicolo Bolognetti. Se davvero non vuole avere nulla a che fare con i violenti, Lepore abbia il coraggio di togliere gli spazi in città ai centri sociali. Ma sappiamo che non lo farà”.

“Mentre Lepore a parole esprime solidarietà agli agenti feriti – aggiunge l’eurodeputato Stefano Cavedagna (FdI) –, continua a garantire spazi e contributi a Làbas, Tpo e Crash, centri sociali che hanno partecipato alla manifestazione violenta di Torino”.

L’altro tema è quello della partecipazione di esponenti di Coalizione civica alla manifestazione in Piemonte. “Torino è partigiana! – si legge in un post su Facebook dell’ala a sinistra della maggioranza –. Oggi in decine di migliaia, da tutta Italia, eravamo in piazza contro il Governo e il sistematico attacco alle città e agli spazi sociali che ormai porta avanti da mesi. Difendere dalla repressione le città, la loro autonomia e gli spazi sociali che le animano, significa difendere il futuro di tutte e tutti noi”.

Non ci sta Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in Comune, che condanna il messaggio e la partecipazione al corteo torinese: “Quello che dice Lepore lo vada a spiegare ai centri sociali di Bologna – sferza il leghista –. La violenza dei centri sociali a Bologna è la normalità. Il sindaco dove abita? Condanni fermamente tutte queste violenze e dica che non devono avere cittadinanza a Bologna, per davvero. Tolga le sedi alle associazioni che partecipano a queste manifestazioni cariche di violenza. Sulla sicurezza faccia la sua parte, disponga misure concrete e presidi del territorio con pattuglie appiedate, coordinate con le altre forze dell’ordine”.

Source URL: https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/braccio-di-ferro-sulla-sicurezza-0e64bc78


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