Provincia choc, resa dei conti nel centrodestra: «Mancano voti, riflettiamo»
Tarantino il nuovo presidente per il Salento. A Poli Bortone mancano voti nelle sue roccaforti, Lecce e Nardò: voto decisivo per il verdetto finale

La Provincia di Lecce resta roccaforte incontrastata del centrosinistra e nel centrodestra scatta la resa dei conti. Fabio Tarantino, 43 anni, primo cittadino di Martano e presidente facente funzioni della Provincia, ha sbaragliato i pronostici della vigilia e ha avuto la meglio su Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce, candidata e sostenuta da tutte le forze del centrodestra. Il risultato finale parla di 49.474 voti ponderati per Tarantino (pari al 53,67 per cento) e 42.695 voti ponderati per la Poli (46,32 per cento). La senatrice è stata “tradita” proprio dai due comuni più popolosi, contrassegnati dalla “fascia verde” (da 30.001 a 100mila residenti), quindi dalla sua Lecce e da Nardò, governata dall’alleato Pippi Mellone.
La conta delle schede
Qui la ripartizione sulla carta, in base agli schieramenti, doveva essere 43 schede a 15 per la Poli, invece è finita 35 a 22 per la lady di palazzo Carafa. Il che significa che Tarantino ha avuto 7 schede in più del previsto e la Poli ben 8 in meno. Nei 20 centri “fascia rossa” (da 10.001 a 30mila abitanti), invece, si è registrato sino alla fine un avvincente testa a testa tra i due candidati alla presidenza, poi concluso con il leggerissimo vantaggio di Poli Bortone su Tarantino: 155 schede per lei e 154 schede per lui.
Il sindaco di Martano ha prevalso nettamente nei comuni più piccoli. Nei 28 centri di “fascia grigia” (da 5.001 a 10mila abitanti) è finita 218 schede per Tarantino a 122 per Poli Bortone. E ancora: nei 18 comuni “fascia arancione” (da 3.001 a 5mila residenti) Tarantino conquista 127 schede sulla Poli che ha invece racimolato 81 schede. Infine nella “fascia azzurra” (22 piccoli centri fino a 3mila residenti) 137 schede sono andate a Tarantino e appena 82 a Poli Bortone. Il responso delle elezioni provinciali (le quarte nel Salento dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio) è arrivato nella tarda serata di ieri. Con un’affluenza molto alta, che ha sfiorato il 94 per cento degli aventi diritto. Nei seggi, in particolare in quello contenente i “voti pesanti” di Lecce e Nardò c’è stato anche qualche momento di tensione tra i supporter dei due candidati per qualche scheda dubbia e poi messa da parte.
Le reazioni
«Una vittoria che abbiamo costruito con una strategia di coalizione e con un rapporto diretto costruito con Stefano Minerva presidente con tutti i comuni e le frazioni della provincia di Lecce – spiega Tarantino -.In questa maniera si è costruito il rapporto e noi abbiamo messo a frutto tutta la rete che si è realizzata in questi anni e siamo riusciti a portare a casa questa straordinaria vittoria contro la sindaca di Lecce che aveva i favori dei pronostici».
Non ha perso tempo Adriana Poli Bortone una volta compreso che l’esito delle urne non le sarebbe stato favorevole. Il sindaco di Lecce si è recata immediatamente dal suo avversario, Fabio Tarantino sindaco di Martano e presidente facente funzione per riconoscere la sconfitta e congratularsi personalmente, in un gesto di correttezza istituzionale che non è passato inosservato e che ha raccolto apprezzamenti trasversali. Una partita che, almeno sulla carta, la vedeva in vantaggio grazie al peso elettorale di due grandi centri come Lecce e Nardò, sui quali non mancheranno riflessioni e valutazioni politiche nei prossimi giorni. Alla fine, però, Fabio Tarantino, sostenuto dal centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle, è riuscito a ribaltare il risultato, imponendosi al termine di una competizione combattuta fino all’ultimo voto. «Io i conti non li faccio mai davvero dice a caldo Poli Bortone perché so bene, e l’esperienza lo insegna, che quando si arriva al voto non si può mai essere certi di nulla fino all’ultimo. In queste situazioni è sempre meglio attendere con rispetto l’esito che emerge dalle urne, senza abbandonarsi a previsioni o calcoli anticipati».
Tensione e delusione
Nel centrodestra, intanto, il clima resta segnato dalla delusione: parlamentari e segretari di partito si preparano ad affrontare ore, se non giorni, di analisi e riflessione su un risultato inatteso, che apre inevitabilmente una fase di confronto interno. Ma il sindaco di Lecce invita a guardare oltre i numeri e le percentuali. «La conta dei voti? Che conti? Ognuno deve essere a posto con la propria coscienza ha dichiarato il primo cittadino . Ci sono stati casi in cui qualcuno ha detto una cosa e poi ne ha fatta un’altra: questo è il vero problema. Alla fine, ciò che conta davvero è la coerenza e la responsabilità con cui ciascuno si assume le proprie scelte».
L’analisi e la resa dei conti
L’esito delle urne conferma la tenuta della coalizione progressista in un contesto politico complesso e particolarmente competitivo, segnando al tempo stesso una battuta d’arresto per il fronte avversario, che puntava a un cambio di guida dell’ente. Una competizione giocata sino all’ultimo voto. «A dire la verità non mi aspettavo la sconfitta – fa sapere Roberto Marti, senatore e segretario regionale della Lega. Un’elezione normale è già di per sé un’elezione con molti punti interrogativi e quelle di secondo livello lo sono ancora di più. C’è comunque rispetto per le scelte che gli amministratori hanno inteso fare. Restano alcune situazioni che non tornano e sulle quali cercheremo di fare il punto con la mente più lucida. Intanto prosegue rivolgo un grande in bocca al lupo al nuovo presidente della Provincia e auspico, come sempre, una collaborazione leale tra gli enti». Risultato amaro anche per Saverio Congedo, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, tra i principali sostenitori, insieme a Lega, Forza Italia, Io Sud, Udc, Puglia Popolare e Nuovo Psi, della candidatura di Adriana Poli Bortone. «Senza dubbio le aspettative erano diverse rispetto al dato reale emerso dalle urne ha dichiarato Congedo . Occorrerà riflettere su tutte le fasce di voto in particolare su quella “verde” che comprende Lecce e Nardò, dove rispetto ai voti di area centrale si registra uno scarto significativo. Nelle prossime ore analizzeremo quanto accaduto per comprendere le ragioni di questo risultato e individuare i correttivi necessari».
Il Pd
Nella nota del segretario Pd pugliese Domenico De Santis la stoccata a Palazzo Carafa: «Auguri di buon lavoro a Fabio Tarantino, eletto presidente della Provincia di Lecce. Confermiamo il percorso di continuità amministrativa costruito negli anni dal Partito Democratico e dal centrosinistra, nel segno della serietà e della collaborazione tra i Comuni. Voglio anche ringraziare Stefano Minerva per questi nove anni di guida, per l’impegno e la dedizione messi al servizio del territorio. Questa elezione – afferma il segretario regionale del Pd, De Santis – evidenzia inoltre che c’è un problema nella città di Lecce perché sono mancati 7 voti alla sindaca Poli Bortone: è chiaro che ormai non ci sono più numeri per governare. Noi siamo pronti per qualsiasi tipo di sfida, anche per ritornare al governo della città, perché questa vittoria determina la compattezza del centrosinistra e il fatto che il centrodestra non ha i numeri per governare. Siamo pronti a costruire un’alternativa vera per la città di Lecce»
Provincia choc, resa dei conti nel centrodestra: «Mancano voti, riflettiamo»
Tarantino il nuovo presidente per il Salento. A Poli Bortone mancano voti nelle sue roccaforti, Lecce e Nardò: voto decisivo per il verdetto finale

La Provincia di Lecce resta roccaforte incontrastata del centrosinistra e nel centrodestra scatta la resa dei conti. Fabio Tarantino, 43 anni, primo cittadino di Martano e presidente facente funzioni della Provincia, ha sbaragliato i pronostici della vigilia e ha avuto la meglio su Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce, candidata e sostenuta da tutte le forze del centrodestra. Il risultato finale parla di 49.474 voti ponderati per Tarantino (pari al 53,67 per cento) e 42.695 voti ponderati per la Poli (46,32 per cento). La senatrice è stata “tradita” proprio dai due comuni più popolosi, contrassegnati dalla “fascia verde” (da 30.001 a 100mila residenti), quindi dalla sua Lecce e da Nardò, governata dall’alleato Pippi Mellone.
La conta delle schede
Qui la ripartizione sulla carta, in base agli schieramenti, doveva essere 43 schede a 15 per la Poli, invece è finita 35 a 22 per la lady di palazzo Carafa. Il che significa che Tarantino ha avuto 7 schede in più del previsto e la Poli ben 8 in meno. Nei 20 centri “fascia rossa” (da 10.001 a 30mila abitanti), invece, si è registrato sino alla fine un avvincente testa a testa tra i due candidati alla presidenza, poi concluso con il leggerissimo vantaggio di Poli Bortone su Tarantino: 155 schede per lei e 154 schede per lui.
Il sindaco di Martano ha prevalso nettamente nei comuni più piccoli. Nei 28 centri di “fascia grigia” (da 5.001 a 10mila abitanti) è finita 218 schede per Tarantino a 122 per Poli Bortone. E ancora: nei 18 comuni “fascia arancione” (da 3.001 a 5mila residenti) Tarantino conquista 127 schede sulla Poli che ha invece racimolato 81 schede. Infine nella “fascia azzurra” (22 piccoli centri fino a 3mila residenti) 137 schede sono andate a Tarantino e appena 82 a Poli Bortone. Il responso delle elezioni provinciali (le quarte nel Salento dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio) è arrivato nella tarda serata di ieri. Con un’affluenza molto alta, che ha sfiorato il 94 per cento degli aventi diritto. Nei seggi, in particolare in quello contenente i “voti pesanti” di Lecce e Nardò c’è stato anche qualche momento di tensione tra i supporter dei due candidati per qualche scheda dubbia e poi messa da parte.
Le reazioni
«Una vittoria che abbiamo costruito con una strategia di coalizione e con un rapporto diretto costruito con Stefano Minerva presidente con tutti i comuni e le frazioni della provincia di Lecce – spiega Tarantino -.In questa maniera si è costruito il rapporto e noi abbiamo messo a frutto tutta la rete che si è realizzata in questi anni e siamo riusciti a portare a casa questa straordinaria vittoria contro la sindaca di Lecce che aveva i favori dei pronostici».
Non ha perso tempo Adriana Poli Bortone una volta compreso che l’esito delle urne non le sarebbe stato favorevole. Il sindaco di Lecce si è recata immediatamente dal suo avversario, Fabio Tarantino sindaco di Martano e presidente facente funzione per riconoscere la sconfitta e congratularsi personalmente, in un gesto di correttezza istituzionale che non è passato inosservato e che ha raccolto apprezzamenti trasversali. Una partita che, almeno sulla carta, la vedeva in vantaggio grazie al peso elettorale di due grandi centri come Lecce e Nardò, sui quali non mancheranno riflessioni e valutazioni politiche nei prossimi giorni. Alla fine, però, Fabio Tarantino, sostenuto dal centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle, è riuscito a ribaltare il risultato, imponendosi al termine di una competizione combattuta fino all’ultimo voto. «Io i conti non li faccio mai davvero dice a caldo Poli Bortone perché so bene, e l’esperienza lo insegna, che quando si arriva al voto non si può mai essere certi di nulla fino all’ultimo. In queste situazioni è sempre meglio attendere con rispetto l’esito che emerge dalle urne, senza abbandonarsi a previsioni o calcoli anticipati».
Tensione e delusione
Nel centrodestra, intanto, il clima resta segnato dalla delusione: parlamentari e segretari di partito si preparano ad affrontare ore, se non giorni, di analisi e riflessione su un risultato inatteso, che apre inevitabilmente una fase di confronto interno. Ma il sindaco di Lecce invita a guardare oltre i numeri e le percentuali. «La conta dei voti? Che conti? Ognuno deve essere a posto con la propria coscienza ha dichiarato il primo cittadino . Ci sono stati casi in cui qualcuno ha detto una cosa e poi ne ha fatta un’altra: questo è il vero problema. Alla fine, ciò che conta davvero è la coerenza e la responsabilità con cui ciascuno si assume le proprie scelte».
L’analisi e la resa dei conti
L’esito delle urne conferma la tenuta della coalizione progressista in un contesto politico complesso e particolarmente competitivo, segnando al tempo stesso una battuta d’arresto per il fronte avversario, che puntava a un cambio di guida dell’ente. Una competizione giocata sino all’ultimo voto. «A dire la verità non mi aspettavo la sconfitta – fa sapere Roberto Marti, senatore e segretario regionale della Lega. Un’elezione normale è già di per sé un’elezione con molti punti interrogativi e quelle di secondo livello lo sono ancora di più. C’è comunque rispetto per le scelte che gli amministratori hanno inteso fare. Restano alcune situazioni che non tornano e sulle quali cercheremo di fare il punto con la mente più lucida. Intanto prosegue rivolgo un grande in bocca al lupo al nuovo presidente della Provincia e auspico, come sempre, una collaborazione leale tra gli enti». Risultato amaro anche per Saverio Congedo, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, tra i principali sostenitori, insieme a Lega, Forza Italia, Io Sud, Udc, Puglia Popolare e Nuovo Psi, della candidatura di Adriana Poli Bortone. «Senza dubbio le aspettative erano diverse rispetto al dato reale emerso dalle urne ha dichiarato Congedo . Occorrerà riflettere su tutte le fasce di voto in particolare su quella “verde” che comprende Lecce e Nardò, dove rispetto ai voti di area centrale si registra uno scarto significativo. Nelle prossime ore analizzeremo quanto accaduto per comprendere le ragioni di questo risultato e individuare i correttivi necessari».
Il Pd
Nella nota del segretario Pd pugliese Domenico De Santis la stoccata a Palazzo Carafa: «Auguri di buon lavoro a Fabio Tarantino, eletto presidente della Provincia di Lecce. Confermiamo il percorso di continuità amministrativa costruito negli anni dal Partito Democratico e dal centrosinistra, nel segno della serietà e della collaborazione tra i Comuni. Voglio anche ringraziare Stefano Minerva per questi nove anni di guida, per l’impegno e la dedizione messi al servizio del territorio. Questa elezione – afferma il segretario regionale del Pd, De Santis – evidenzia inoltre che c’è un problema nella città di Lecce perché sono mancati 7 voti alla sindaca Poli Bortone: è chiaro che ormai non ci sono più numeri per governare. Noi siamo pronti per qualsiasi tipo di sfida, anche per ritornare al governo della città, perché questa vittoria determina la compattezza del centrosinistra e il fatto che il centrodestra non ha i numeri per governare. Siamo pronti a costruire un’alternativa vera per la città di Lecce»
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