Nella tradizionale «letterina» che Luciana Littizzetto dedica ogni settimana, la domenica sera, durante «Che tempo che fa» stavolta è comparsa pure Cuneo. Perché? Il contesto è un po’ anomalo: la missiva a un alieno. E protagonista è un articolo pubblicato a metà dicembre sulle pagine di Cuneo de La Stampa. «Caro mio alieno sicuramente gender fluid, che magari hai sei fegati, gli occhi spaccanti e la prostata sul naso, uomo dalla pelle fluo grigioverde tipo me quando ho il reflusso, chi ti parla è un essere umano di sesso femminile del pianeta terra – ha esordito -. Forse lassù hai incrociato una mia simile, Samantha Cristoforetti: ecco il dna è simile, ma la mia materia grigia è nettamente inferiore quindi abbassa subito le aspettative. Sappi che io non ho paura di te, lavoro da anni con Fazio, figurati se mi fa impressione un alieno. Però ti chiedo: ma con tutto l’universo che hai a disposizione, proprio l’America? Lo dico per il tuo bene, mio piccolo Et dal ditone fluorescente». Poi ha parlato di Trump, Groenlandia, Meloni, delle 56 guerre sulla terra, di Medio Oriente, Iran, Gaza, Niscemi, disordini a Torino, referendum, violenza sulle donne, Ice alle Olimpiadi di Milano Cortina. Alla fine: «C’è pieno di buchi neri carini dove nessuno viene a romperti le palle oppure fai scalo su Marte: non c’è una mazza, ma almeno te ne stai tranquillo, sempre che un giorno non arrivi Mask a rubarti il posto, che quello è una Tesla calda». Ed ecco il post scriptum cuneese «Qualcuno su La Stampa ha notato una cosa molto strana: non ti hanno mai visto a Cuneo. Guarda qua: “Se gli ufo sono poco attratti dalla provincia di Cuneo”. Io te lo dico amico Alien Delon: ti stai sbagliando. La provincia di Cuneo è bellissima: trovi ampio parcheggio per la tua astronave, poi mangi Castelmagno, la fassona, i cuneesi al rum, le lumache di Cherasco, la salsiccia di Bra. E se, come immagino, hai tre bocche, puoi mangiarli contemporaneamente. Poi, rispetto all’Area 51 e al deserto del Nevada, forse a Cuneo c’è più vita».