Lecce, elezioni provinciali oggi: votano consiglieri e sindaci. È sfida Poli Bortone-Tarantino

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Lecce, elezioni provinciali oggi: votano consiglieri e sindaci. È sfida Poli Bortone-Tarantino

Lecce, elezioni provinciali oggi: votano consiglieri e sindaci. È sfida Poli Bortone-Tarantino
di Fabio CASILLI
4 Minuti di Lettura
domenica 1 febbraio 2026, 10:19 – Ultimo aggiornamento: 18:27

Il gran giorno delle Provinciali è arrivato e nella tarda serata di oggi o al massimo nel corso della notte, ci sarà la fumata bianca sul nuovo presidente di Palazzo dei Celestini per i prossimi 4 anni. I candidati in corsa sono due: il presidente facente funzioni della Provincia Fabio Tarantino, 43 anni, primo cittadino di Martano, appoggiato dal centrosinistra allargato al movimento 5 Stelle, il cosiddetto campo largo; e la senatrice Adriana Poli Bortone, 82 anni, sindaca di Lecce, sostenuta da tutta la coalizione di centrodestra. Si vota solo nella giornata di oggi, dalle 8 alle 22, nei due seggi elettorali allestiti nella Sala consiliare e nella Sala delle commissioni consiliari, al secondo piano del Palazzo dei Celestini.

Chi vota

Non votano, però, i cittadini salentini maggiorenni, ma solo ed esclusivamente i loro sindaci e consiglieri comunali attualmente in carica in provincia di Lecce. Si tratta complessivamente di 1.262 amministratori locali, ai quali la Legge numero 56 del 2014 (meglio nota come “riforma Delrio”) assegna il compito di eleggere il presidente della Provincia.
Nel Salento è già accaduto tre volte.

La prima nell’ottobre del 2014, quando Antonio Gabellone fu confermato presidente col 52,6 per cento sullo sfidante Massimo Manera, allora sindaco di Sternatia. E a seguire le due elezioni consecutive di Stefano Minerva: nel novembre del 2018 (col 58,56 per cento contro l’allora primo cittadino di Squinzano Gianni Marra) e nel novembre del 2022 (superando di poco il 64 per cento sul sindaco di Miggiano Michele Sperti).

Nelle Province, diventate in base alla riforma Delrio «enti territoriali di area vasta di secondo livello», sindaci e consiglieri comunali vanno alle urne secondo il sistema del cosiddetto “voto ponderato”. In pratica, la preferenza di un avente diritto non vale quanto quella di qualunque altro, perché sindaci e consiglieri comunali dei comuni più grossi e popolosi “pesano di più” – elettoralmente parlando – rispetto ai loro colleghi dei centri più piccoli.
Per quanto riguarda la provincia di Lecce, ad esempio, i comuni di prima fascia (con popolazione residente tra 30.001 a 100mila abitanti) sono solo due: Lecce-città e Nardò, rispettivamente con 33 e 25 aventi diritto. Ed entrambi, essendo a maggioranza di centrodestra, dovrebbero portare più consensi ovviamente ad Adriana Poli Bortone.
Poi ci sono tutte le altre fasce di comuni, sempre distinti per popolazione residente e differenziati con schede elettorali di colore diverso: 21 centri salentini con popolazione tra 10.001 a 30mila abitanti (ma bisogna escludere Gallipoli, perché il municipio ionico è stato commissariato dopo le dimissioni di Minerva, da sindaco); 31 comuni tra 5.001 a 10mila residenti (ma senza Corigliano d’Otranto, Porto Cesareo e Ruffano, tutti attualmente gestiti da commissari prefettizi); 18 centri con popolazione tra 3.001 a 5mila abitanti; e infine i 24 comuni più piccoli della provincia di Lecce, quelli al di sotto dei 3mila residenti (ad esclusione di Caprarica di Lecce e Castro, anch’essi commissariati).
Immediatamente dopo le 22, a operazioni di voto concluse, inizierà lo spoglio delle schede ed è presumibile che nel giro di un paio d’ore si potrà ufficializzare il nome del nuovo presidente della Provincia, che resterà quindi in carica fino a febbraio del 2030. E almeno sino al prossimo 28 aprile, giorno di scadenza naturale del Consiglio provinciale in carica, dovrà “coabitare” con gli attuali eletti, che sono a maggioranza di centrosinistra. Non essendoci voto di fiducia sull’insediamento del nuovo inquilino, la coabitazione non comporta alcun problema politico. Però, per la verità Fabio Tarantino, da presidente facente funzioni, ha provato a far coincidere la data dell’elezione del successore di Minerva con quelle dei nuovi consiglieri provinciali, fissando urne uniche al prossimo 29 aprile. Ma il Tar Lecce, accogliendo un ricorso presentato dall’avvocato Pietro Quinto per conto di un gruppo di esponenti di centrodestra, ha detto “no, si deve votare subito”. Così è stato. E ora la parola passa ai 1.262 amministratori locali votanti.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lecce, elezioni provinciali oggi: votano consiglieri e sindaci. È sfida Poli Bortone-Tarantino

Lecce, elezioni provinciali oggi: votano consiglieri e sindaci. È sfida Poli Bortone-Tarantino
di Fabio CASILLI
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domenica 1 febbraio 2026, 10:19 – Ultimo aggiornamento: 18:27

Il gran giorno delle Provinciali è arrivato e nella tarda serata di oggi o al massimo nel corso della notte, ci sarà la fumata bianca sul nuovo presidente di Palazzo dei Celestini per i prossimi 4 anni. I candidati in corsa sono due: il presidente facente funzioni della Provincia Fabio Tarantino, 43 anni, primo cittadino di Martano, appoggiato dal centrosinistra allargato al movimento 5 Stelle, il cosiddetto campo largo; e la senatrice Adriana Poli Bortone, 82 anni, sindaca di Lecce, sostenuta da tutta la coalizione di centrodestra. Si vota solo nella giornata di oggi, dalle 8 alle 22, nei due seggi elettorali allestiti nella Sala consiliare e nella Sala delle commissioni consiliari, al secondo piano del Palazzo dei Celestini.

Chi vota

Non votano, però, i cittadini salentini maggiorenni, ma solo ed esclusivamente i loro sindaci e consiglieri comunali attualmente in carica in provincia di Lecce. Si tratta complessivamente di 1.262 amministratori locali, ai quali la Legge numero 56 del 2014 (meglio nota come “riforma Delrio”) assegna il compito di eleggere il presidente della Provincia.
Nel Salento è già accaduto tre volte.

La prima nell’ottobre del 2014, quando Antonio Gabellone fu confermato presidente col 52,6 per cento sullo sfidante Massimo Manera, allora sindaco di Sternatia. E a seguire le due elezioni consecutive di Stefano Minerva: nel novembre del 2018 (col 58,56 per cento contro l’allora primo cittadino di Squinzano Gianni Marra) e nel novembre del 2022 (superando di poco il 64 per cento sul sindaco di Miggiano Michele Sperti).

Nelle Province, diventate in base alla riforma Delrio «enti territoriali di area vasta di secondo livello», sindaci e consiglieri comunali vanno alle urne secondo il sistema del cosiddetto “voto ponderato”. In pratica, la preferenza di un avente diritto non vale quanto quella di qualunque altro, perché sindaci e consiglieri comunali dei comuni più grossi e popolosi “pesano di più” – elettoralmente parlando – rispetto ai loro colleghi dei centri più piccoli.
Per quanto riguarda la provincia di Lecce, ad esempio, i comuni di prima fascia (con popolazione residente tra 30.001 a 100mila abitanti) sono solo due: Lecce-città e Nardò, rispettivamente con 33 e 25 aventi diritto. Ed entrambi, essendo a maggioranza di centrodestra, dovrebbero portare più consensi ovviamente ad Adriana Poli Bortone.
Poi ci sono tutte le altre fasce di comuni, sempre distinti per popolazione residente e differenziati con schede elettorali di colore diverso: 21 centri salentini con popolazione tra 10.001 a 30mila abitanti (ma bisogna escludere Gallipoli, perché il municipio ionico è stato commissariato dopo le dimissioni di Minerva, da sindaco); 31 comuni tra 5.001 a 10mila residenti (ma senza Corigliano d’Otranto, Porto Cesareo e Ruffano, tutti attualmente gestiti da commissari prefettizi); 18 centri con popolazione tra 3.001 a 5mila abitanti; e infine i 24 comuni più piccoli della provincia di Lecce, quelli al di sotto dei 3mila residenti (ad esclusione di Caprarica di Lecce e Castro, anch’essi commissariati).
Immediatamente dopo le 22, a operazioni di voto concluse, inizierà lo spoglio delle schede ed è presumibile che nel giro di un paio d’ore si potrà ufficializzare il nome del nuovo presidente della Provincia, che resterà quindi in carica fino a febbraio del 2030. E almeno sino al prossimo 28 aprile, giorno di scadenza naturale del Consiglio provinciale in carica, dovrà “coabitare” con gli attuali eletti, che sono a maggioranza di centrosinistra. Non essendoci voto di fiducia sull’insediamento del nuovo inquilino, la coabitazione non comporta alcun problema politico. Però, per la verità Fabio Tarantino, da presidente facente funzioni, ha provato a far coincidere la data dell’elezione del successore di Minerva con quelle dei nuovi consiglieri provinciali, fissando urne uniche al prossimo 29 aprile. Ma il Tar Lecce, accogliendo un ricorso presentato dall’avvocato Pietro Quinto per conto di un gruppo di esponenti di centrodestra, ha detto “no, si deve votare subito”. Così è stato. E ora la parola passa ai 1.262 amministratori locali votanti.
 

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