I colpi al poliziotto a terra a Torino, il lancio di oggetti e il furto – Chi è il 22enne toscano arrestato e di cosa è accusato
L’aggressione al poliziotto a terra a Torino
Caos in strada nella manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna: il nome del giovane in manette e le accuse – La ricostruzione di un pomeriggio di follia
GROSSETO. Tre arresti, 24 denunce e oltre 100 feriti tra le forze dell’ordine. Sono alcuni dei numeri che raccontano quanto avvenuto nel pomeriggio di sabato 31 gennaio a Torino dopo gli scontri nel corso della manifestazione indetta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto il 18 dicembre scorso.
L’arresto del presunto aggressore di Alessandro Calista: è un toscano
Tra gli arrestati anche uno dei presunti aggressori diAlessandro Calista, 29 anni, in forza al Reparto Mobile di Padova, vittima di un pestaggio da parte di un gruppo di manifestanti incappucciati che lo hanno preso a martellate, calci e pugni mentre era a terra, senza casco (l’agente è stato dimesso nella serata di domenica 1 febbraio). Si tratta di un 22enne, della provincia di Grosseto, Angelo Simionato, arrestato in flagranza differita per concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato individuato, attraverso l’analisi di alcuni filmati, tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione. Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale perché ritratto in un’altra occasione mentre lanciava oggetti contro le forze dell’ordine nonché per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che, oltre ad aggredire il poliziotto, gli ha tolto lo scudo, l’U-bot e la maschera antigas. La Digos della Questura torinese ha poi arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Le 24 denunce e il materiale sequestrato
Nel corso degli scontri sono state bloccate 24 persone, accompagnate presso gli uffici della Questura di Torino dove sono state identificate e denunciate a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. Diverso materiale è stato sequestrato tra oggetti per il travisamento, sassi (custoditi negli zaini), chiavi inglesi, frombole e coltelli.
Oltre 100 feriti tra le forze dell’ordine
La conta dei feriti parla oltre 100 tra le forze dell’ordine. Di questi 96 agenti di polizia, 7 della guardia di finanza e 5 carabinieri. E tra loro anche Alessandro Calista. «Mi sono ritrovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero, ma erano tanti, sono finito per terra, ho perso il casco mentre mi prendevano a calci, ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia». E ancora: «Sto bene e vi ringrazio per la vicinanza, ho fatto solo il mio dovere», ha raccontato.
La dinamica degli scontri e il pestaggio
Il caos è avvenuto quando poco prima dell’intersezione con Corso Regio Parco, circa 1.500 persone, dopo aver acceso una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, e si sono diretti, compatti, su Corso Regina Margherita in direzione dello sbarramento dei reparti posti a protezione della sede di Askatasuna, mentre il resto del corteo si è attestato all’imbocco di Corso Regio Parco, restandovi per tutta la durata degli scontri. Poco dopo il pestaggio choc che innescato l’indignazione della totalità dell’opinione pubblica. E di fatto canalizzando l’attenzione rispetto alla stessa manifestazione. Il video divenuto virale in brevissimo tempo, mostra l’agente, in forze al Reparto mobile di Padova, a terra, circondato e assalito. Minuti che sembrano interminabili fino a quando un altro agente riesce a trascinarlo via e metterlo al riparo. Entrambi alle Molinette di Torino, dove hanno ricevuto la visita della premier Giorgia Meloni potrebbero essere dimessi. Calista tornerà nei prossimi giorni per sottoporsi a un intervento chirurgico per la frattura che ha riportato.
Le parole del capo della Polizia
«Grazie perché il vostro impegno, silenzioso e costante, è garanzia per la tutela delle nostre istituzioni democratiche e per la sicurezza delle nostre comunità», ha scritto Vittorio Pisani, capo della Polizia, in una lettera indirizzata agli agenti feriti. I fatti di Torino hanno «ancora una volta messo in luce la vostra dedizione nell’essere, con professionalità, equilibrio e a rischio della propria incolumità, servitori del nostro stato democratico – sottolinea – Di questo non smetterò mai di dirvi grazie».
Le prossime mosse della Procura
Ora la procura di Torino chiederà nelle prossime ore la convalida al gip dei tre arresti eseguiti dopo gli scontri. Tra gli arrestati per i quali i pm chiederanno la convalida anche il ventiduenne grossetano fermato in flagranza differita. Per la mattina di lunedì 2 febbraio i pm della procura torinese, guidata da Giovanni Bombardieri, attendono una prima informativa della Digos sui fatti di sabato.
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