Daredevil invecchia e diventa uno di noi. Zerocalcare fuori con Nel nido dei serpenti

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Daredevil invecchia e diventa uno di noi. Zerocalcare fuori con “Nel nido dei serpenti”

Daredevil invecchia e diventa uno di noi. Zerocalcare fuori con "Nel nido dei serpenti"
di Luca BANDIRALI Stefano CRISTANTE
3 Minuti di Lettura
lunedì 2 febbraio 2026, 05:00

Questa settimana presentiamo l’attesissimo volume firmato da Zerocalcare e un’avventura molto particolare di Daredevil.

Zerocalcare, “Nel nido dei serpenti”, Bao Publishing (in collaborazione con Momo Edizioni)

Michele Rech, in arte Zerocalcare, non è solo il più noto fumettista italiano dei nostri giorni. È anche un ragionatore paziente e un argomentatore efficace, nonché un abile contro-deduttore e un informato documentatore. In sintesi, è una persona che si potrebbe definire un intellettuale. Ma il termine non è di gran moda, tanto che molti preferiscono scrivere che Zerocalcare è un influencer. Certamente Zerocalcare avrà anche dei fan e dei follower social, ma questo è secondario, perché la sua attività mi sembra orientata a capire i fenomeni collettivi che gli interessano e a dargli una forma artisticamente originale.

Il compito è ben ottemperato anche nel suo ultimo lavoro editoriale uscito alla fine del 2025, che raccoglie tre storie brevi già uscite su Internazionale, più una storia lunga che ha lo stesso titolo dell’intero volume, “Nel nido dei serpenti”, e che è dedicata a una vicenda oscura di omicidi di immigrati in Germania e di repressione dell’antifascismo in Ungheria. Le prime storie sono dedicate al noto caso di Ilaria Salis, detenuta nel carcere di Budapest per oltre un anno senza processo in seguito all’accusa di violenze contro neonazisti. Zerocalcare ha fatto parte del movimento che ha sostenuto la malafede delle autorità ungheresi, che ancor prima del dibattimento proclamavano apertamente la colpevolezza dell’imputata.

Zerocalcare si applica a spiegare il contesto in cui è maturato l’arresto della Salis e a mettere in discussione i presupposti giuridici della repressione ungherese verso gli antifascisti e poi il modo in cui viene disputato il processo (cui assiste personalmente): lo fa senza rinunciare alla sua nota formula fumettistica (personaggi in forma di pupazzi e dialoghi brevi, divertenti e ben documentati) e riuscendo a non trasformare il fumetto in semplice materiale propagandistico.

Come detto in apertura, Rech ragiona a voce alta, mette insieme i dati, confronta, ammette alcuni dubbi e anche alcune contraddizioni, discute le posizioni che gli sembrano giuste e sbagliate anche nel movimento cui partecipa. La sua capacità narrativa ne esce rafforzata, insieme alla sua autorevolezza intellettuale.

Charles Soule (storia), Steve McNiven (disegni), “Daredevil. Un giorno freddo all’inferno”, Panini Comics

Chi lo ha detto che i supereroi non invecchiano? Come Paul McCartney si immaginava anziano nel brano “When I’m Sixty-Four” dei Beatles, così Charles Soule scrive una storia di Daredevil invecchiato e stanco, privo dei suoi poteri “compensativi” e impegnato nel sociale. Non cambia l’ambientazione, siamo sempre nel quartiere difficile di Hell’s Kitchen, New York City; ma il mondo fronteggia le conseguenze di una catastrofe atomica, la gente ha più paura del solito e per le strade si aggira un pericoloso criminale.

“Un giorno freddo all’inferno”, oltre a essere un’originale variazione sul tema, è anche un omaggio a una delle storie supereroiche più celebrate di sempre, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller. Al posto di un Batman in pensione, troviamo un Matt Murdock dal volto segnato e dall’ampia stempiatura che ritrova temporaneamente i poteri a seguito dell’esposizione a un soggetto radioattivo. Per mettersi sulle tracce di una ragazzina rapita, Matt torna a indossare il costume rosso di Daredevil, tutto pieno di rammendi: la fatica di incarnare il vecchio ruolo è quasi insostenibile, ma l’obiettivo giustifica lo sforzo. Nello stesso scenario spettrale ritroviamo le ombre di Capitan America, il Punitore, Elektra e Bullseye.

L’intento di Charles Soule sembra essere proprio quello di infrangere il principio di immunità al passaggio del tempo cui si appellano gli eroi di carta, sempre giovani e belli, capaci di morire e rinascere ma non di invecchiare. Si comincia a leggere un fumetto seriale da ragazzi, poi si diventa adulti e poi anziani ma Peter Parker e Clark Kent sono sempre lì, immutabili: possiamo osservarli ma non ci osservano davvero, non si accorgono che fuori dalla pagina il lettore, nel frattempo, è molto cambiato.

Invece Soule, e Miller ben prima di lui, mettono il supereroe davanti al giudice più impietoso, lo specchio; e per una volta Daredevil diventa davvero uno di noi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Daredevil invecchia e diventa uno di noi. Zerocalcare fuori con “Nel nido dei serpenti”

Daredevil invecchia e diventa uno di noi. Zerocalcare fuori con "Nel nido dei serpenti"
di Luca BANDIRALI Stefano CRISTANTE
3 Minuti di Lettura
lunedì 2 febbraio 2026, 05:00

Questa settimana presentiamo l’attesissimo volume firmato da Zerocalcare e un’avventura molto particolare di Daredevil.

Zerocalcare, “Nel nido dei serpenti”, Bao Publishing (in collaborazione con Momo Edizioni)

Michele Rech, in arte Zerocalcare, non è solo il più noto fumettista italiano dei nostri giorni. È anche un ragionatore paziente e un argomentatore efficace, nonché un abile contro-deduttore e un informato documentatore. In sintesi, è una persona che si potrebbe definire un intellettuale. Ma il termine non è di gran moda, tanto che molti preferiscono scrivere che Zerocalcare è un influencer. Certamente Zerocalcare avrà anche dei fan e dei follower social, ma questo è secondario, perché la sua attività mi sembra orientata a capire i fenomeni collettivi che gli interessano e a dargli una forma artisticamente originale.

Il compito è ben ottemperato anche nel suo ultimo lavoro editoriale uscito alla fine del 2025, che raccoglie tre storie brevi già uscite su Internazionale, più una storia lunga che ha lo stesso titolo dell’intero volume, “Nel nido dei serpenti”, e che è dedicata a una vicenda oscura di omicidi di immigrati in Germania e di repressione dell’antifascismo in Ungheria. Le prime storie sono dedicate al noto caso di Ilaria Salis, detenuta nel carcere di Budapest per oltre un anno senza processo in seguito all’accusa di violenze contro neonazisti. Zerocalcare ha fatto parte del movimento che ha sostenuto la malafede delle autorità ungheresi, che ancor prima del dibattimento proclamavano apertamente la colpevolezza dell’imputata.

Zerocalcare si applica a spiegare il contesto in cui è maturato l’arresto della Salis e a mettere in discussione i presupposti giuridici della repressione ungherese verso gli antifascisti e poi il modo in cui viene disputato il processo (cui assiste personalmente): lo fa senza rinunciare alla sua nota formula fumettistica (personaggi in forma di pupazzi e dialoghi brevi, divertenti e ben documentati) e riuscendo a non trasformare il fumetto in semplice materiale propagandistico.

Come detto in apertura, Rech ragiona a voce alta, mette insieme i dati, confronta, ammette alcuni dubbi e anche alcune contraddizioni, discute le posizioni che gli sembrano giuste e sbagliate anche nel movimento cui partecipa. La sua capacità narrativa ne esce rafforzata, insieme alla sua autorevolezza intellettuale.

Charles Soule (storia), Steve McNiven (disegni), “Daredevil. Un giorno freddo all’inferno”, Panini Comics

Chi lo ha detto che i supereroi non invecchiano? Come Paul McCartney si immaginava anziano nel brano “When I’m Sixty-Four” dei Beatles, così Charles Soule scrive una storia di Daredevil invecchiato e stanco, privo dei suoi poteri “compensativi” e impegnato nel sociale. Non cambia l’ambientazione, siamo sempre nel quartiere difficile di Hell’s Kitchen, New York City; ma il mondo fronteggia le conseguenze di una catastrofe atomica, la gente ha più paura del solito e per le strade si aggira un pericoloso criminale.

“Un giorno freddo all’inferno”, oltre a essere un’originale variazione sul tema, è anche un omaggio a una delle storie supereroiche più celebrate di sempre, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller. Al posto di un Batman in pensione, troviamo un Matt Murdock dal volto segnato e dall’ampia stempiatura che ritrova temporaneamente i poteri a seguito dell’esposizione a un soggetto radioattivo. Per mettersi sulle tracce di una ragazzina rapita, Matt torna a indossare il costume rosso di Daredevil, tutto pieno di rammendi: la fatica di incarnare il vecchio ruolo è quasi insostenibile, ma l’obiettivo giustifica lo sforzo. Nello stesso scenario spettrale ritroviamo le ombre di Capitan America, il Punitore, Elektra e Bullseye.

L’intento di Charles Soule sembra essere proprio quello di infrangere il principio di immunità al passaggio del tempo cui si appellano gli eroi di carta, sempre giovani e belli, capaci di morire e rinascere ma non di invecchiare. Si comincia a leggere un fumetto seriale da ragazzi, poi si diventa adulti e poi anziani ma Peter Parker e Clark Kent sono sempre lì, immutabili: possiamo osservarli ma non ci osservano davvero, non si accorgono che fuori dalla pagina il lettore, nel frattempo, è molto cambiato.

Invece Soule, e Miller ben prima di lui, mettono il supereroe davanti al giudice più impietoso, lo specchio; e per una volta Daredevil diventa davvero uno di noi.

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Source URL: http://quotidianodipuglia.it/cultura/fumetti_daredevil_invecchia_e_diventa_uno_di_noi_zerocalcare_fuori_con_nel_nido_dei_serpenti-9333437.html


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