Le bombe di notte e le città senza soldi di giorno/ Per chi suona la marmotta

Il piano di lavoro non cambia. L’elenco delle priorità è ben scolpito sui tavoli della nuova giunta regionale appena varata. Sono, del resto, temi e argomenti su cui ogni giorno ci soffermiamo con articoli di cronaca e pezzi di analisi. I conti in rosso della sanità, la (dis)organizzazione del sistema di assistenza e cura, il ciclo dei rifiuti ancora da definire e chiudere in modo efficiente e sostenibile, la fragilità della costa nell’attesa perenne di un piano di interventi, la frammentazione dei trasporti che fraziona la regione e allontana molti territori dalle traiettorie di sviluppo.
L’elenco completo richiederebbe altri spazi. Anche oggi la cronaca riserva sgradite sorprese per ulteriori spunti di approfondimento. Ma su uno in particolare, non affidato all’agenda di governo della Regione, ma comunque inserito nelle priorità di questo vasto territorio, vale la pena per un momento soffermarsi: i continui assalti notturni ai bancomat. L’ultimo a Bitonto, il penultimo alle porte di Lecce.
A ritroso, dappertutto e quanti ne volete.
Poste Italiane ha risolto il problema, ai primi segnali di un allarme non episodico e in rapida espansione: via i contanti dagli sportelli alla chiusura degli uffici e buonanotte ai suonatori. Per le banche ancora nessuna soluzione, né concertata né imposta per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Pattugliare tutti gli Atm è pressoché impossibile, soprattutto di notte, quando le forze in campo inevitabilmente diminuiscono. E il risultato è sotto gli occhi – e nelle orecchie – di tutti: arrembaggi con la tecnica della marmotta (l’ordigno infilato nello sportello da far saltare in aria), boati che scuotono paesi e quartieri cittadini, intere comunità orfane di contanti senza limiti di orario. L’elenco degli Atm a disposizione dei banditi è ancora sufficientemente lungo, in Puglia. Che facciamo? Aspettiamo che i malviventi completino l’opera con meticolosa dedizione, sperando non ci scappi il morto tra un’esplosione e un tuffo al cuore, o pensiamo a qualcosa da fare al di là delle complesse attività di indagine? Grazie.
Le bombe di notte e le città senza soldi di giorno/ Per chi suona la marmotta

Il piano di lavoro non cambia. L’elenco delle priorità è ben scolpito sui tavoli della nuova giunta regionale appena varata. Sono, del resto, temi e argomenti su cui ogni giorno ci soffermiamo con articoli di cronaca e pezzi di analisi. I conti in rosso della sanità, la (dis)organizzazione del sistema di assistenza e cura, il ciclo dei rifiuti ancora da definire e chiudere in modo efficiente e sostenibile, la fragilità della costa nell’attesa perenne di un piano di interventi, la frammentazione dei trasporti che fraziona la regione e allontana molti territori dalle traiettorie di sviluppo.
L’elenco completo richiederebbe altri spazi. Anche oggi la cronaca riserva sgradite sorprese per ulteriori spunti di approfondimento. Ma su uno in particolare, non affidato all’agenda di governo della Regione, ma comunque inserito nelle priorità di questo vasto territorio, vale la pena per un momento soffermarsi: i continui assalti notturni ai bancomat. L’ultimo a Bitonto, il penultimo alle porte di Lecce.
A ritroso, dappertutto e quanti ne volete.
Poste Italiane ha risolto il problema, ai primi segnali di un allarme non episodico e in rapida espansione: via i contanti dagli sportelli alla chiusura degli uffici e buonanotte ai suonatori. Per le banche ancora nessuna soluzione, né concertata né imposta per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Pattugliare tutti gli Atm è pressoché impossibile, soprattutto di notte, quando le forze in campo inevitabilmente diminuiscono. E il risultato è sotto gli occhi – e nelle orecchie – di tutti: arrembaggi con la tecnica della marmotta (l’ordigno infilato nello sportello da far saltare in aria), boati che scuotono paesi e quartieri cittadini, intere comunità orfane di contanti senza limiti di orario. L’elenco degli Atm a disposizione dei banditi è ancora sufficientemente lungo, in Puglia. Che facciamo? Aspettiamo che i malviventi completino l’opera con meticolosa dedizione, sperando non ci scappi il morto tra un’esplosione e un tuffo al cuore, o pensiamo a qualcosa da fare al di là delle complesse attività di indagine? Grazie.
outbrainEl.insertAdjacentHTML(“afterBegin”, AdCodeOutbrain);
loadScript(‘//widgets.outbrain.com/outbrain.js’, function(){
// cerco il widget. Necessario se c’è un’altro widget di Outbrain in pagina (es: inread)
OBR.extern.researchWidget();
});
}
function AnnunciOutbrain(callback) {
var outbrainDiv = document.getElementById(‘outbrainWait’);
// Verifica se l’elemento esiste
if (outbrainDiv) {
// Modifica l’id dell’elemento div
outbrainDiv.id = ‘outbrain’;
}
var load_method = impostazioni_testata.outbrain.load_method || ‘first-interaction’;
var outbrainEl = document.getElementById(‘outbrain’);
CED.log(“outbrain load_method:” + load_method);
if (load_method == ‘when-near-viewport’) {
// outbrain parte solo quando scrollando arriva abbastanza vicino alla viewport
if (typeof callback === “function”) {
// Listen for the scroll event
//document.addEventListener(‘scroll’, onScroll(outbrainEl,callback), false);
CedsWNV.watch(outbrainEl, callback, {
checkInterval: 300,
offset: 500
});
/*devo chiamare la funzione con argomenti e variabili */
}
} else {
// DEFAULT: outbrain parte alla prima interazione o dopo il timeout inattività
_waitOnceFor(load_method, callback);
}
}
AnnunciOutbrain(WidgetOutbrainTag);
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