Ferragni prosciolta: le discese ardite e le risalite dell’influencer che ha inventato un mondo

Prosciolta o assolta conta poco in questa vicenda. Perché, a volerla vedere su un piano tecnico, è una di quelle storie in cui – considerata l’ammissione di responsabilità e i risarcimenti già elargiti – l’aggravante al reato di truffa contestato era tutto. Ma evitando i tecnicismi da procedimento penale, Chiara Ferragni, con la sua giacca sobria e la camicia, trucco leggero e volto disteso, ha avuto la sua rivincita. E, come accade per tutti coloro che fanno dello charme una bandiera, non ha infierito stappando champagne o gridando alla malagiustizia (cit.). Sarebbe stata una caduta di stile.
Il Pandoro gate
Senza entrare nel merito del Pandoro gate, Ferragni ha affrontato uno tsunami con eleganza. Mentre la sua famiglia andava a pezzi, tra i dissing di Fedez e le presunte frecciatine a Sanremo, è rimasta in silenzio. Accusata di aver truffato migliaia di persone, indagata, poi imputata, non ha rinunciato a essere gentile. Una sola intervista, da Fazio, per spiegarsi. Risposte sempre cortesi ai giornalisti che la inseguivano con tapiri e affini, in attesa del momento in cui – assoluzione o proscioglimento – avrebbe potuto ringraziare tutti e tornare al proprio mestiere.
Ferragni influencer dal nulla
Ferragni è una influencer. Anzi no, Ferragni è la influencer. Ha creato questa parola dai bassifondi di un web sguaiato e aggressivo. Ragazzina, nata a Cremona ma di origini familiari siciliane, ha inventato dal nulla qualcosa che non esisteva. E che nessuno è riuscito a replicare. La regina dei fitcheck (sono i video in cui ci si ritrae allo specchio e si descrive come si è vestiti) per lungo tempo ha trasformato in tendenza qualsiasi cosa facesse. Perfino le sneakers abbinate con il visone.
E magari una Chanel. Ha creato un brand molto dopo essere diventata lei stessa un brand: l’occhio con le ciglia lunghe è stato dappertutto, su felpe, magliette, cover del telefono, sugli autobus e sulle tazzine. Ha gestito milioni di follower e ha anche fatto della propria famiglia uno show (sarà stato un errore fatale?). Di influencer simil Ferragni ne sono spuntate in quantità, ma obiettivamente nessuna è lei. Difficile ora, senza voler fare paragoni azzardati, che qualcun’altra possa esserlo: anche perché, dopo l’ascesa e la discesa, i tempi sono cambiati. E pure l’algoritmo. Dopo di lei il mondo degli influencer si è frammentato. C’è quella che va a Roccaraso, ci sono le star di TikTok. Virale è qualsiasi cosa, difficile prevedere cosa. Anche il trash. E chi può dire se, archiviato il Pandoro Gate, l’epoca glitterata di Ferragni potrà mai tornare com’era. O se Chiara, ripulita ormai del tutto l’immagine, riuscirà a inventarsene un’altra.
L’ascesa e la caduta
Ha affrontato la debacle e l’ha superata. I Natali senza pandoro, i prodotti che vengono ritirati dai negozi.Mai una sola parola contro la giustizia, i giudici che sbagliano, le toghe che indagano. Mai una accusa, mai sopra le righe, neppure nei confronti di chi l’aveva accusata. Pur nel momento peggiore – per sua stessa ammissione – della sua vita, non ha mai puntato il dito. Una sola verità: “So di essere innocente, sarò assolta”. Così è stato, così è andata. Assolta o prosciolta per difetto di querela (ma per via di un’accusa nettamente ridimensionata) poco conta. “Ho perso solo qualche follower, ma la gran parte mi è stata accanto”. Ora, il prossimo fitcheck.
Ferragni prosciolta: le discese ardite e le risalite dell’influencer che ha inventato un mondo

Prosciolta o assolta conta poco in questa vicenda. Perché, a volerla vedere su un piano tecnico, è una di quelle storie in cui – considerata l’ammissione di responsabilità e i risarcimenti già elargiti – l’aggravante al reato di truffa contestato era tutto. Ma evitando i tecnicismi da procedimento penale, Chiara Ferragni, con la sua giacca sobria e la camicia, trucco leggero e volto disteso, ha avuto la sua rivincita. E, come accade per tutti coloro che fanno dello charme una bandiera, non ha infierito stappando champagne o gridando alla malagiustizia (cit.). Sarebbe stata una caduta di stile.
Il Pandoro gate
Senza entrare nel merito del Pandoro gate, Ferragni ha affrontato uno tsunami con eleganza. Mentre la sua famiglia andava a pezzi, tra i dissing di Fedez e le presunte frecciatine a Sanremo, è rimasta in silenzio. Accusata di aver truffato migliaia di persone, indagata, poi imputata, non ha rinunciato a essere gentile. Una sola intervista, da Fazio, per spiegarsi. Risposte sempre cortesi ai giornalisti che la inseguivano con tapiri e affini, in attesa del momento in cui – assoluzione o proscioglimento – avrebbe potuto ringraziare tutti e tornare al proprio mestiere.
Ferragni influencer dal nulla
Ferragni è una influencer. Anzi no, Ferragni è la influencer. Ha creato questa parola dai bassifondi di un web sguaiato e aggressivo. Ragazzina, nata a Cremona ma di origini familiari siciliane, ha inventato dal nulla qualcosa che non esisteva. E che nessuno è riuscito a replicare. La regina dei fitcheck (sono i video in cui ci si ritrae allo specchio e si descrive come si è vestiti) per lungo tempo ha trasformato in tendenza qualsiasi cosa facesse. Perfino le sneakers abbinate con il visone.
E magari una Chanel. Ha creato un brand molto dopo essere diventata lei stessa un brand: l’occhio con le ciglia lunghe è stato dappertutto, su felpe, magliette, cover del telefono, sugli autobus e sulle tazzine. Ha gestito milioni di follower e ha anche fatto della propria famiglia uno show (sarà stato un errore fatale?). Di influencer simil Ferragni ne sono spuntate in quantità, ma obiettivamente nessuna è lei. Difficile ora, senza voler fare paragoni azzardati, che qualcun’altra possa esserlo: anche perché, dopo l’ascesa e la discesa, i tempi sono cambiati. E pure l’algoritmo. Dopo di lei il mondo degli influencer si è frammentato. C’è quella che va a Roccaraso, ci sono le star di TikTok. Virale è qualsiasi cosa, difficile prevedere cosa. Anche il trash. E chi può dire se, archiviato il Pandoro Gate, l’epoca glitterata di Ferragni potrà mai tornare com’era. O se Chiara, ripulita ormai del tutto l’immagine, riuscirà a inventarsene un’altra.
L’ascesa e la caduta
Ha affrontato la debacle e l’ha superata. I Natali senza pandoro, i prodotti che vengono ritirati dai negozi.Mai una sola parola contro la giustizia, i giudici che sbagliano, le toghe che indagano. Mai una accusa, mai sopra le righe, neppure nei confronti di chi l’aveva accusata. Pur nel momento peggiore – per sua stessa ammissione – della sua vita, non ha mai puntato il dito. Una sola verità: “So di essere innocente, sarò assolta”. Così è stato, così è andata. Assolta o prosciolta per difetto di querela (ma per via di un’accusa nettamente ridimensionata) poco conta. “Ho perso solo qualche follower, ma la gran parte mi è stata accanto”. Ora, il prossimo fitcheck.
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// cerco il widget. Necessario se c’è un’altro widget di Outbrain in pagina (es: inread)
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// Verifica se l’elemento esiste
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// Modifica l’id dell’elemento div
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// outbrain parte solo quando scrollando arriva abbastanza vicino alla viewport
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// Listen for the scroll event
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