Infermiera palpeggiata in ospedale: un 51enne condannato a due anni

Mentre fa visita alla madre ricoverata in ospedale, palpeggia un’infermiera fingendo di chiederle un’informazione. Un uomo di 51 anni, residente a Surbo (Lecce), è stato condannato a due anni di reclusione con sospensione della pena. Per usufruire del beneficio, però, dovrà seguire un percorso di riabilitazione.
I fatti
I fatti sono avvenuti il 6 novembre 2023 nei corridoi dell’ospedale di San Cesario.
Stando a quanto contestato dall’accusa (le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Erika Masetti), l’uomo, che si trovava nella struttura sanitaria per fare visita alla madre ricoverata, avrebbe palpeggiato un’infermiera con la scusa di chiederle un’informazione, cogliendola alle spalle di sorpresa. La donna avrebbe subito reagito, sfuggendo al contatto dell’uomo e denunciando l’accaduto alle forze dell’ordine nella stessa giornata. Sono così scattate le indagini e gli approfondimenti da parte dei carabinieri, che hanno portato all’emissione di un decreto di giudizio immediato firmato dal giudice Maria Francesca Mariano.
Il processo
Il processo – celebrato dinanzi al collegio della sezione penale del Tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Fabrizio Malagnino – si è concluso nelle scorse ore con la condanna a due anni dell’uomo, a fronte di una richiesta di due anni e mezzo da parte della Procura. Il collegio, nel formulare la condanna, ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche e l’ipotesi della minore gravità del fatto. L’uomo è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici per due anni e in perpetuo da qualsiasi ufficio riguardante la tutela, la curatela e l’amministrazione di sostegno. Ha però ottenuto la sospensione condizionale della pena, ma il Tribunale ha stabilito che dovrà partecipare, con risultati positivi, a un percorso di recupero presso un’associazione individuata dall’Uepe, l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna. Per due settimane il 51enne dovrà partecipare alle attività previste dal piano di recupero e il percorso dovrà concludersi entro un anno. Il deposito delle motivazioni della sentenza è atteso entro 60 giorni. Trascorso tale termine, i difensori dell’uomo, gli avvocati Loredana Pasca e Claudio Rizzello, potranno valutare di ricorrere in Appello.
Infermiera palpeggiata in ospedale: un 51enne condannato a due anni

Mentre fa visita alla madre ricoverata in ospedale, palpeggia un’infermiera fingendo di chiederle un’informazione. Un uomo di 51 anni, residente a Surbo (Lecce), è stato condannato a due anni di reclusione con sospensione della pena. Per usufruire del beneficio, però, dovrà seguire un percorso di riabilitazione.
I fatti
I fatti sono avvenuti il 6 novembre 2023 nei corridoi dell’ospedale di San Cesario.
Stando a quanto contestato dall’accusa (le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Erika Masetti), l’uomo, che si trovava nella struttura sanitaria per fare visita alla madre ricoverata, avrebbe palpeggiato un’infermiera con la scusa di chiederle un’informazione, cogliendola alle spalle di sorpresa. La donna avrebbe subito reagito, sfuggendo al contatto dell’uomo e denunciando l’accaduto alle forze dell’ordine nella stessa giornata. Sono così scattate le indagini e gli approfondimenti da parte dei carabinieri, che hanno portato all’emissione di un decreto di giudizio immediato firmato dal giudice Maria Francesca Mariano.
Il processo
Il processo – celebrato dinanzi al collegio della sezione penale del Tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Fabrizio Malagnino – si è concluso nelle scorse ore con la condanna a due anni dell’uomo, a fronte di una richiesta di due anni e mezzo da parte della Procura. Il collegio, nel formulare la condanna, ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche e l’ipotesi della minore gravità del fatto. L’uomo è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici per due anni e in perpetuo da qualsiasi ufficio riguardante la tutela, la curatela e l’amministrazione di sostegno. Ha però ottenuto la sospensione condizionale della pena, ma il Tribunale ha stabilito che dovrà partecipare, con risultati positivi, a un percorso di recupero presso un’associazione individuata dall’Uepe, l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna. Per due settimane il 51enne dovrà partecipare alle attività previste dal piano di recupero e il percorso dovrà concludersi entro un anno. Il deposito delle motivazioni della sentenza è atteso entro 60 giorni. Trascorso tale termine, i difensori dell’uomo, gli avvocati Loredana Pasca e Claudio Rizzello, potranno valutare di ricorrere in Appello.
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