Salento, l’ultimo saluto a Riccardo Chetta tra lacrime e applausi: il corteo si ferma al campo sportivo
L’omaggio del sindaco di Parabita e degli amici dello sfortunato 39enne

La comunità di Parabita si è fermata per rendere l’ultimo omaggio a Riccardo Chetta, il 39enne il cui cuore si è tragicamente fermato sul campo da calcio di Collepasso lo scorso giovedì sera. All’interno della chiesa l’atmosfera era densa di commozione. Gli sguardi degli amici, dei parenti e dei tanti concittadini erano fissi su quella bara ricoperta di rose rosse, simbolo di una giovinezza interrotta troppo presto. Il dolore della famiglia Chetta è emerso in tutta la sua straziante dignità, sostenuto da una comunità che ha voluto dimostrare, con la propria presenza silenziosa, che nessuno viene lasciato solo nel momento del buio più profondo. Durante l’omelia il parroco, ex compagno di scuola di Riccardo, ha parlato dell’importanza della speranza e della fede, pur riconoscendo quanto sia difficile davanti a una perdita così “ingiusta”.
Un lungo applauso, su suggerimento del sacerdote, ha accompagnato l’uscita del feretro dal Santuario.
Lo stesso è stato portato a spalla dagli amici del 39enne e dagli impiegati dell’agenzia funebre Aluisi. Il sindaco Stefano Prete ha preso la parola a nome di una comunità sconvolta e ancora incredula, per ricordare le tante qualità di Riccardo e confermare la vicinanza di tutti alla famiglia Chetta. Dopo la celebrazione gli amici e i compagni di squadra del Parabita City hanno indossato una maglietta bianca con la scritta “Ciao Ricky”. Prima di arrivare al cimitero il corteo funebre si è soffermato davanti al campo sportivo di Parabita in segno di saluto.
Salento, l’ultimo saluto a Riccardo Chetta tra lacrime e applausi: il corteo si ferma al campo sportivo
L’omaggio del sindaco di Parabita e degli amici dello sfortunato 39enne

La comunità di Parabita si è fermata per rendere l’ultimo omaggio a Riccardo Chetta, il 39enne il cui cuore si è tragicamente fermato sul campo da calcio di Collepasso lo scorso giovedì sera. All’interno della chiesa l’atmosfera era densa di commozione. Gli sguardi degli amici, dei parenti e dei tanti concittadini erano fissi su quella bara ricoperta di rose rosse, simbolo di una giovinezza interrotta troppo presto. Il dolore della famiglia Chetta è emerso in tutta la sua straziante dignità, sostenuto da una comunità che ha voluto dimostrare, con la propria presenza silenziosa, che nessuno viene lasciato solo nel momento del buio più profondo. Durante l’omelia il parroco, ex compagno di scuola di Riccardo, ha parlato dell’importanza della speranza e della fede, pur riconoscendo quanto sia difficile davanti a una perdita così “ingiusta”.
Un lungo applauso, su suggerimento del sacerdote, ha accompagnato l’uscita del feretro dal Santuario.
Lo stesso è stato portato a spalla dagli amici del 39enne e dagli impiegati dell’agenzia funebre Aluisi. Il sindaco Stefano Prete ha preso la parola a nome di una comunità sconvolta e ancora incredula, per ricordare le tante qualità di Riccardo e confermare la vicinanza di tutti alla famiglia Chetta. Dopo la celebrazione gli amici e i compagni di squadra del Parabita City hanno indossato una maglietta bianca con la scritta “Ciao Ricky”. Prima di arrivare al cimitero il corteo funebre si è soffermato davanti al campo sportivo di Parabita in segno di saluto.
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