Oria, rinasce Villa Carissimo: resort di lusso e 60 posti di lavoro con investitori italo-turchi. Il progetto: lavori entro giugno
L’attività del cantiere dovrebbe partire entro la prima metà dell’anno
e prevede una nuova vita per la dimora sotto una cordata italo-turca
A pieno regime il complesso ricettivo luixury darà lavoro a 60 persone

La rinascita di Villa Carissimo, tra le contrade San Felice e San Cosimo, a Oria, sembra ormai a un passo. L’avvio dei lavori, per un investimento milionario da parte di una cordata d’imprenditori italo-turca, è previsto entro questi primi sei mesi del 2026, mentre il resort di lusso a pieno regime darà lavoro a 60 persone.
Dopo anni di silenzio e progetti rimasti sulla carta, insomma, una delle dimore storiche più affascinanti del territorio si prepara a cambiare volto. Villa Carissimo, situata strategicamente nei pressi del Santuario di San Cosimo alla Macchia, è stata acquistata da una società turca (in partnership con imprenditori italiani) pronta a trasformarla in una struttura ricettiva con pochi eguali. L’imminente avvio dei lavori, a procedura ormai conclusa, è stato di recente confermato anche dal sindaco Cosimo Ferretti.
Il business
L’operazione, avviata nel 2024 sfruttando le opportunità della Zes (Zona economica speciale), si prospetta come uno dei più grandi investimenti internazionali nel settore ricettivo per la città federiciana. Il progetto non si limiterà al recupero della villa storica: è previsto un ampliamento dei servizi e dell’ospitalità attraverso interventi ipogei, ispirati agli antichi insediamenti rupestri, per minimizzare l’impatto ambientale su un parco di 42 ettari ricco di vigneti, uliveti e pinete. Una boccata d’ossigeno anche per l’economia locale, con una stima di circa 60 nuove unità lavorative a regime. La notizia dell’acquisizione turca chiude definitivamente un capitolo amaro per la storia della villa: quello del 2012. In quell’anno, infatti, la proprietà sembrava a un passo da una nuova vita che però, per motivi mai del tutto chiariti, non si concretizzò. All’epoca, l’iniziativa era legata all’Azienda Agricola Martini Carissimo e al dottor Michele Ghislieri, figlio della nobildonna Eugenia Martini Carissimo. Il progetto del 2012 puntava a creare una “Casa Vacanze” d’élite, pubblicizzata su di un sito creato ad hoc con l’annuncio di un’apertura a giugno che non avvenne mai. Le ambizioni erano alte: si parlava di quattro suites con volte a stella, mobili d’epoca, e un focus specifico per i golfisti, con la realizzazione di un campo pratica “naif” e un “pitch & putt” sperimentale ed ecologico incastonato tra gli ulivi secolari. Quel progetto, che prometteva “jogging nell’oliveto” e “uso gratuito delle bici” in una tenuta di 90 ettari, rimase un rendering di parole, lasciando la villa in uno stato di attesa durato oltre un decennio.
Gli imprenditori
Il rilancio odierno assume un valore ancor più significativo se si guarda al blasone della famiglia che ha dato il nome alla tenuta. I Carissimo e i Martini sono stati protagonisti della storia locale degli ultimi due secoli. Basti pensare che la defunta contessa Eugenia era figlia di quel commendator avvocato Giuseppe Carissimo che, nel 1933, acquistò il Castello di Oria grazie a un accordo con l’allora podestà Rocco Greco, legando indissolubilmente il nome della famiglia ai monumenti simbolo della città.
Di rilievo anche la figura di Gennaro Carissimo, magistrato e agronomo, che con lungimiranza diede origine al parco naturalistico che oggi gli investitori stranieri promettono di valorizzare. Tra corsi e ricorsi storici, Villa Carissimo sembra finalmente pronta a uscire dall’oblio, passando dalle mani di una dinastia locale a quelle di un gruppo internazionale, con l’obiettivo di diventare quel volano turistico che nel 2012 era stato solo immaginato.
Oria, rinasce Villa Carissimo: resort di lusso e 60 posti di lavoro con investitori italo-turchi. Il progetto: lavori entro giugno
L’attività del cantiere dovrebbe partire entro la prima metà dell’anno
e prevede una nuova vita per la dimora sotto una cordata italo-turca
A pieno regime il complesso ricettivo luixury darà lavoro a 60 persone

La rinascita di Villa Carissimo, tra le contrade San Felice e San Cosimo, a Oria, sembra ormai a un passo. L’avvio dei lavori, per un investimento milionario da parte di una cordata d’imprenditori italo-turca, è previsto entro questi primi sei mesi del 2026, mentre il resort di lusso a pieno regime darà lavoro a 60 persone.
Dopo anni di silenzio e progetti rimasti sulla carta, insomma, una delle dimore storiche più affascinanti del territorio si prepara a cambiare volto. Villa Carissimo, situata strategicamente nei pressi del Santuario di San Cosimo alla Macchia, è stata acquistata da una società turca (in partnership con imprenditori italiani) pronta a trasformarla in una struttura ricettiva con pochi eguali. L’imminente avvio dei lavori, a procedura ormai conclusa, è stato di recente confermato anche dal sindaco Cosimo Ferretti.
Il business
L’operazione, avviata nel 2024 sfruttando le opportunità della Zes (Zona economica speciale), si prospetta come uno dei più grandi investimenti internazionali nel settore ricettivo per la città federiciana. Il progetto non si limiterà al recupero della villa storica: è previsto un ampliamento dei servizi e dell’ospitalità attraverso interventi ipogei, ispirati agli antichi insediamenti rupestri, per minimizzare l’impatto ambientale su un parco di 42 ettari ricco di vigneti, uliveti e pinete. Una boccata d’ossigeno anche per l’economia locale, con una stima di circa 60 nuove unità lavorative a regime. La notizia dell’acquisizione turca chiude definitivamente un capitolo amaro per la storia della villa: quello del 2012. In quell’anno, infatti, la proprietà sembrava a un passo da una nuova vita che però, per motivi mai del tutto chiariti, non si concretizzò. All’epoca, l’iniziativa era legata all’Azienda Agricola Martini Carissimo e al dottor Michele Ghislieri, figlio della nobildonna Eugenia Martini Carissimo. Il progetto del 2012 puntava a creare una “Casa Vacanze” d’élite, pubblicizzata su di un sito creato ad hoc con l’annuncio di un’apertura a giugno che non avvenne mai. Le ambizioni erano alte: si parlava di quattro suites con volte a stella, mobili d’epoca, e un focus specifico per i golfisti, con la realizzazione di un campo pratica “naif” e un “pitch & putt” sperimentale ed ecologico incastonato tra gli ulivi secolari. Quel progetto, che prometteva “jogging nell’oliveto” e “uso gratuito delle bici” in una tenuta di 90 ettari, rimase un rendering di parole, lasciando la villa in uno stato di attesa durato oltre un decennio.
Gli imprenditori
Il rilancio odierno assume un valore ancor più significativo se si guarda al blasone della famiglia che ha dato il nome alla tenuta. I Carissimo e i Martini sono stati protagonisti della storia locale degli ultimi due secoli. Basti pensare che la defunta contessa Eugenia era figlia di quel commendator avvocato Giuseppe Carissimo che, nel 1933, acquistò il Castello di Oria grazie a un accordo con l’allora podestà Rocco Greco, legando indissolubilmente il nome della famiglia ai monumenti simbolo della città.
Di rilievo anche la figura di Gennaro Carissimo, magistrato e agronomo, che con lungimiranza diede origine al parco naturalistico che oggi gli investitori stranieri promettono di valorizzare. Tra corsi e ricorsi storici, Villa Carissimo sembra finalmente pronta a uscire dall’oblio, passando dalle mani di una dinastia locale a quelle di un gruppo internazionale, con l’obiettivo di diventare quel volano turistico che nel 2012 era stato solo immaginato.
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