Discute la tesi in ospedale dove è ricoverato il padre: «Volevo che ci fosse anche in questo giorno»

Discute la tesi in ospedale dove è ricoverato il padre: «Volevo che ci fosse anche in questo giorno»

Discute la tesi in ospedale dove è ricoverato il padre: «Volevo che ci fosse anche in questo giorno»
di Andrea ZACCARIA
4 Minuti di Lettura
giovedì 22 gennaio 2026, 17:14

«Ho discusso la mia tesi in ospedale, con mio padre accanto. Lui c’è sempre stato e volevo che ci fosse anche in questo giorno», racconta l’ostunese Delfinia Valente, mentre le parole sembrano non bastare a contenere l’emozione. «Vederlo emozionato più di me era tutto ciò che desideravo. Non è stato il finale che avevo immaginato… ma è stato il più vero». 
Un inizio di storia che già racconta forza, amore e famiglia. Perché la vita di Mimmo Valente, suo padre, volto conosciuto nella comunità ostunese, è stata stravolta qualche mese fa da un problema di salute improvviso e delicato.

La notizia del ricovero all’ospedale Antonio Perrino di Brindisi aveva toccato tutti: amici, conoscenti, il mondo del sociale e dello sport a cui Mimmo dedicava la sua quotidianità. «Un ciclone è piombato nelle nostre vite», aveva scritto la moglie Carmen, ricordando i primi giorni di paura, il ricovero e le prime difficoltà. Poi, il trasferimento al Centro regionale di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica, dove Mimmo ha iniziato un percorso difficile, fatto di esercizi giornalieri, fisioterapia, pazienza e piccole conquiste che sembrano montagne da scalare. 

La tesi 

È in questo contesto che martedì scorso si è vissuto un momento emozionante. Delfinia ha discusso la sua tesi in collegamento video, trasformando un traguardo accademico in un gesto di amore profondo. Accanto a lei, presenti nel centro, la madre Carmen, la sorella Aurora, il personale sanitario e tanti amici ricoverati che hanno condiviso la gioia e la commozione. Delfinia ha conseguito il titolo del Corso per Assistenti alla Comunicazione all’Istituto dei Sordi di Torino, discutendo la tesina dal titolo “La letteratura per l’infanzia nelle disabilità sensoriali”. 
Ma ciò che resterà nei ricordi di tutti è l’immagine del padre che con forza, amore e determinazione, si alza per consegnarle i fiori e abbracciarla: «Un’emozione indescrivibile, soprattutto per il momento difficile che stiamo attraversando – ha evidenziato con commozione Mimmo Valente – ringrazio i medici, i miei amici e la mia famiglia, la loro vicinanza è la miglior terapia.

Io continuerò a lottare per tutti». 

Un evento emozionante anche per il Centro e per i sanitari

Quello che è successo al Centro di riabilitazione ospedaliera di Ceglie è stato un evento particolare per la famiglia Valente, ma anche per l’intero Centro con il coinvolgimento di tutti: dalle Oss (operatrici socio sanitarie) agli infermieri, dalle fisioterapiste ai dottori, dal primario ai dirigenti e dalle guardie giurate fino ai pazienti ricoverati.
Il direttore medico di presidio, Andrea Molino, ha sottolineato il valore del lavoro di squadra, ringraziando dirigenti, medici e personale del comparto per aver reso possibile un momento così significativo. Il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio, pur non essendo presente, ha voluto esprimere apprezzamento, mentre la direttrice facente funzioni dell’Uoc di Neuroriabilitazione, Vincenza Pinto, ha inviato i più sentiti auguri alla neo dottoressa per il traguardo raggiunto. 
È sicuramente la storia anche di una famiglia che non si arrende. Mimmo, noto in città per il suo impegno con il gruppo folk “La Stella” e come dirigente della Futsal Ostuni, sta affrontando ogni giorno la malattia con determinazione e coraggio. Delfinia, con il suo gesto, ha voluto rendere tangibile ciò che da mesi la famiglia vive nel quotidiano: la presenza, la vicinanza e l’amore che diventa terapia. «Per mio padre e la malattia contro cui sta lottando con coraggio – afferma Delfinia – per la forza silenziosa di mia madre e per l’affetto di mia sorella. Per chiunque mi sia stato accanto, in ogni forma possibile – continua Delfinia – per tutte le volte che ho pensato di mollare o rimandare e per me, che ce la faccio sempre, anche quando tremo».
Una mattinata che ha lasciato spazio ad applausi, abbracci e sorrisi carichi di umanità.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Discute la tesi in ospedale dove è ricoverato il padre: «Volevo che ci fosse anche in questo giorno»

Discute la tesi in ospedale dove è ricoverato il padre: «Volevo che ci fosse anche in questo giorno»
di Andrea ZACCARIA
4 Minuti di Lettura
giovedì 22 gennaio 2026, 17:14

«Ho discusso la mia tesi in ospedale, con mio padre accanto. Lui c’è sempre stato e volevo che ci fosse anche in questo giorno», racconta l’ostunese Delfinia Valente, mentre le parole sembrano non bastare a contenere l’emozione. «Vederlo emozionato più di me era tutto ciò che desideravo. Non è stato il finale che avevo immaginato… ma è stato il più vero». 
Un inizio di storia che già racconta forza, amore e famiglia. Perché la vita di Mimmo Valente, suo padre, volto conosciuto nella comunità ostunese, è stata stravolta qualche mese fa da un problema di salute improvviso e delicato.

La notizia del ricovero all’ospedale Antonio Perrino di Brindisi aveva toccato tutti: amici, conoscenti, il mondo del sociale e dello sport a cui Mimmo dedicava la sua quotidianità. «Un ciclone è piombato nelle nostre vite», aveva scritto la moglie Carmen, ricordando i primi giorni di paura, il ricovero e le prime difficoltà. Poi, il trasferimento al Centro regionale di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica, dove Mimmo ha iniziato un percorso difficile, fatto di esercizi giornalieri, fisioterapia, pazienza e piccole conquiste che sembrano montagne da scalare. 

La tesi 

È in questo contesto che martedì scorso si è vissuto un momento emozionante. Delfinia ha discusso la sua tesi in collegamento video, trasformando un traguardo accademico in un gesto di amore profondo. Accanto a lei, presenti nel centro, la madre Carmen, la sorella Aurora, il personale sanitario e tanti amici ricoverati che hanno condiviso la gioia e la commozione. Delfinia ha conseguito il titolo del Corso per Assistenti alla Comunicazione all’Istituto dei Sordi di Torino, discutendo la tesina dal titolo “La letteratura per l’infanzia nelle disabilità sensoriali”. 
Ma ciò che resterà nei ricordi di tutti è l’immagine del padre che con forza, amore e determinazione, si alza per consegnarle i fiori e abbracciarla: «Un’emozione indescrivibile, soprattutto per il momento difficile che stiamo attraversando – ha evidenziato con commozione Mimmo Valente – ringrazio i medici, i miei amici e la mia famiglia, la loro vicinanza è la miglior terapia.

Io continuerò a lottare per tutti». 

Un evento emozionante anche per il Centro e per i sanitari

Quello che è successo al Centro di riabilitazione ospedaliera di Ceglie è stato un evento particolare per la famiglia Valente, ma anche per l’intero Centro con il coinvolgimento di tutti: dalle Oss (operatrici socio sanitarie) agli infermieri, dalle fisioterapiste ai dottori, dal primario ai dirigenti e dalle guardie giurate fino ai pazienti ricoverati.
Il direttore medico di presidio, Andrea Molino, ha sottolineato il valore del lavoro di squadra, ringraziando dirigenti, medici e personale del comparto per aver reso possibile un momento così significativo. Il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio, pur non essendo presente, ha voluto esprimere apprezzamento, mentre la direttrice facente funzioni dell’Uoc di Neuroriabilitazione, Vincenza Pinto, ha inviato i più sentiti auguri alla neo dottoressa per il traguardo raggiunto. 
È sicuramente la storia anche di una famiglia che non si arrende. Mimmo, noto in città per il suo impegno con il gruppo folk “La Stella” e come dirigente della Futsal Ostuni, sta affrontando ogni giorno la malattia con determinazione e coraggio. Delfinia, con il suo gesto, ha voluto rendere tangibile ciò che da mesi la famiglia vive nel quotidiano: la presenza, la vicinanza e l’amore che diventa terapia. «Per mio padre e la malattia contro cui sta lottando con coraggio – afferma Delfinia – per la forza silenziosa di mia madre e per l’affetto di mia sorella. Per chiunque mi sia stato accanto, in ogni forma possibile – continua Delfinia – per tutte le volte che ho pensato di mollare o rimandare e per me, che ce la faccio sempre, anche quando tremo».
Una mattinata che ha lasciato spazio ad applausi, abbracci e sorrisi carichi di umanità.
 

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