Vigilante morto a Cortina, l’addio della città a Zantonini. La nipote: «Uno zio capace di lasciare un segno indelebile»

Vigilante morto a Cortina, l’addio della città a Zantonini. La nipote: «Uno zio capace di lasciare un segno indelebile»

L’uomo era deceduto a Cortina fra il 7 e l’8 gennaio durante la perlustrazione del cantiere dei Giochi Olimpici invernali

Un momento del funerale (foto Max Frigione)
Un momento del funerale (foto Max Frigione)
4 Minuti di Lettura
domenica 18 gennaio 2026, 17:32 – Ultimo aggiornamento: 17:43

«Ciao zio, ci piace pensare che siamo qui per accompagnarti in un nuovo inizio della tua vita. Sei stato una persona solare, sempre disponibile per tutti». Le parole lette oggi 18 gennaio 2026 al termine del funerale dalla nipote di Pietro Zantonini,  il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7e l’8 gennaio scorso a Cortina d’Ampezzo. Con la voce rotta dall’emozione la ragazza ha chiuso la cerimonia religiosa nella chiesa del Sacro Cuore dei Salesiani di Brindisi, officiata da don Giorgio Micaletto: «È impossibile dimenticare il sorriso, la bontà e l’amore che hai sempre dato a tutti. Sei stato un padre forte, presente e orgoglioso; uno zio capace di lasciare un segno indelebile dentro di noi».

I colleghi arrivati da Cortina

Chiesa gremita, c’erano anche i colleghi della Security & Bodyguard arrivati da Cortina per dare l’ultimo saluto all’uomo morto sul posto di lavoro. La Procura di Belluno, dopo l’autopsia eseguita mercoledì, ha concesso il nullaosta per il rilascio della salma, giunta a Brindisi nella tarda serata di sabato.

La famiglia dell’uomo continua a chiederà la verità per accertare le cause della morte di Pietro Zantonini, impegnato come sorvegliante in un’area del cantiere dello Stadio del Ghiaccio dove tra tre settimane inizieranno i Giochi olimpici invernali. A quanto si apprende dall’autopsia sarebbe emerso un “evento cardiaco acuto”, ma “difficilmente riconducibile” all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature della notte tra il 7 e l’8 gennaio, scesa oltre i meno 10 gradi di temperatura. Ma saranno necessari altri accertamenti per verificare la correlazione tra il freddo e la morte.

Video

L’autopsia

L’autopsia è stata svolta, per la Procura, dal medico legale Andrea Porzionato, dell’Università di Padova, mentre il consulente dell’ unico indagato, rappresentante legale della ditta (Ss Security & Bodyguard srl di Milano) per cui lavorava Zantonini, è stato l’anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine. L’indagato è accusato di omicidio colposo. Un primo contratto da un mese, poi prorogato: questo l’avvio dell’esperienza in Veneto per il 55enne, che già in passato aveva svolto lo stesso impiego anche in altri impianti sportivi. Le mansioni del contratto con l’azienda lombarda riguardavano la vigilanza del cantiere: l’impiego prevedeva delle perlustrazioni notturne ogni due ore. Proprio durante le verifiche nella notte di quasi una settimana fa Zantonini ha accusato il malore, poi fatale. Nonostante i dolori è riuscito a contattare alcuni suoi colleghi, che a loro volta, hanno attivato i soccorsi. Ogni tentativo di rianimare l’uomo, però, è risultato vano. Quella notte a Cortina c’era un freddo rigido e intenso. E lo stesso vigilante brindisino alcune settimane prima del decesso aveva confidato alla moglie le condizioni difficili di lavoro dovute al freddo intenso nel cuore delle Dolomiti in pieno inverno. Dopo i controlli ogni due ore gli addetti alla vigilanza rientrano in un prefabbricato di pochi metri e si riscaldano con una stufetta elettrica.

La famiglia si affida a un avvocato

Tutti elementi questi che sono confluiti nell’inchiesta penale condotta dal pubblico ministero Claudio Fabris, per accertare eventuali responsabilità sulla morte del 55enne, o se in qualche modo il decesso non abbia alcun collegamento con l’impiego. Nell’esposto presentato dall’avvocato Francesco Dragone (Foto di Lecce) per conto dei familiari, e come confermato anche da alcuni colleghi, Pietro Zantonini, non avrebbe mai avuto o accusato malattie pregresse. Da qui la richiesta di verità della moglie e del figlio del 55enne. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vigilante morto a Cortina, l’addio della città a Zantonini. La nipote: «Uno zio capace di lasciare un segno indelebile»

L’uomo era deceduto a Cortina fra il 7 e l’8 gennaio durante la perlustrazione del cantiere dei Giochi Olimpici invernali

Un momento del funerale (foto Max Frigione)
Un momento del funerale (foto Max Frigione)
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domenica 18 gennaio 2026, 17:32 – Ultimo aggiornamento: 17:43

«Ciao zio, ci piace pensare che siamo qui per accompagnarti in un nuovo inizio della tua vita. Sei stato una persona solare, sempre disponibile per tutti». Le parole lette oggi 18 gennaio 2026 al termine del funerale dalla nipote di Pietro Zantonini,  il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7e l’8 gennaio scorso a Cortina d’Ampezzo. Con la voce rotta dall’emozione la ragazza ha chiuso la cerimonia religiosa nella chiesa del Sacro Cuore dei Salesiani di Brindisi, officiata da don Giorgio Micaletto: «È impossibile dimenticare il sorriso, la bontà e l’amore che hai sempre dato a tutti. Sei stato un padre forte, presente e orgoglioso; uno zio capace di lasciare un segno indelebile dentro di noi».

I colleghi arrivati da Cortina

Chiesa gremita, c’erano anche i colleghi della Security & Bodyguard arrivati da Cortina per dare l’ultimo saluto all’uomo morto sul posto di lavoro. La Procura di Belluno, dopo l’autopsia eseguita mercoledì, ha concesso il nullaosta per il rilascio della salma, giunta a Brindisi nella tarda serata di sabato.

La famiglia dell’uomo continua a chiederà la verità per accertare le cause della morte di Pietro Zantonini, impegnato come sorvegliante in un’area del cantiere dello Stadio del Ghiaccio dove tra tre settimane inizieranno i Giochi olimpici invernali. A quanto si apprende dall’autopsia sarebbe emerso un “evento cardiaco acuto”, ma “difficilmente riconducibile” all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature della notte tra il 7 e l’8 gennaio, scesa oltre i meno 10 gradi di temperatura. Ma saranno necessari altri accertamenti per verificare la correlazione tra il freddo e la morte.

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L’autopsia

L’autopsia è stata svolta, per la Procura, dal medico legale Andrea Porzionato, dell’Università di Padova, mentre il consulente dell’ unico indagato, rappresentante legale della ditta (Ss Security & Bodyguard srl di Milano) per cui lavorava Zantonini, è stato l’anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine. L’indagato è accusato di omicidio colposo. Un primo contratto da un mese, poi prorogato: questo l’avvio dell’esperienza in Veneto per il 55enne, che già in passato aveva svolto lo stesso impiego anche in altri impianti sportivi. Le mansioni del contratto con l’azienda lombarda riguardavano la vigilanza del cantiere: l’impiego prevedeva delle perlustrazioni notturne ogni due ore. Proprio durante le verifiche nella notte di quasi una settimana fa Zantonini ha accusato il malore, poi fatale. Nonostante i dolori è riuscito a contattare alcuni suoi colleghi, che a loro volta, hanno attivato i soccorsi. Ogni tentativo di rianimare l’uomo, però, è risultato vano. Quella notte a Cortina c’era un freddo rigido e intenso. E lo stesso vigilante brindisino alcune settimane prima del decesso aveva confidato alla moglie le condizioni difficili di lavoro dovute al freddo intenso nel cuore delle Dolomiti in pieno inverno. Dopo i controlli ogni due ore gli addetti alla vigilanza rientrano in un prefabbricato di pochi metri e si riscaldano con una stufetta elettrica.

La famiglia si affida a un avvocato

Tutti elementi questi che sono confluiti nell’inchiesta penale condotta dal pubblico ministero Claudio Fabris, per accertare eventuali responsabilità sulla morte del 55enne, o se in qualche modo il decesso non abbia alcun collegamento con l’impiego. Nell’esposto presentato dall’avvocato Francesco Dragone (Foto di Lecce) per conto dei familiari, e come confermato anche da alcuni colleghi, Pietro Zantonini, non avrebbe mai avuto o accusato malattie pregresse. Da qui la richiesta di verità della moglie e del figlio del 55enne. 

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