Blitz contro le occupazioni abusive a Tuturano: liberate 10 case popolari in via Rossini

Nella mattinata di mercoledì, Tuturano è stata svegliata dalle auto dei carabinieri. Le pattuglie hanno imboccato via Rossini con un obiettivo preciso: liberare gli alloggi popolari occupati senza titolo, nel cuore del quartiere che da anni ha uno dei tassi di abusivismo più alti nel Comune di Brindisi.
Il blitz delle forze dell’ordine
I militari hanno bussato porta per porta negli edifici di edilizia residenziale pubblica, notificando gli atti di rilascio agli occupanti individuati dagli uffici comunali e da Arca Nord Salento come abusivi o decaduti dal diritto all’alloggio. Non tutti, però, hanno accettato di aprire la porta. È stato allora che la catena istituzionale, rafforzata dalle nuove norme in materia di occupazioni abusive, è entrata in azione fino in fondo: su disposizione dell’autorità giudiziaria è intervenuto il fabbro per forzare gli accessi e permettere alla forza pubblica di entrare negli alloggi, procedendo allo sgombero coatto. Al termine di ore di verifiche, inventari e verbali, il bilancio è stato di una decina di appartamenti formalmente liberati e riconsegnati all’ente proprietario, che ora potrà rimetterli a disposizione della graduatoria per l’emergenza abitativa. Si tratta di un numero significativo in una via che, secondo le ricognizioni degli anni scorsi, contava almeno 17 alloggi occupati abusivamente, seconda in questo primato a livello comunale solo ad alcune strade del quartiere Sant’Angelo.
Via con la tolleranza zero
Il segnale che arriva da via Rossini è netto: è iniziata la stagione della tolleranza zero verso chi occupa senza titolo le abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Negli ultimi anni, anche nel Brindisino, l’azione di controllo sulle case popolari si è intensificata: già nel 2019 un’operazione dei carabinieri aveva portato al monitoraggio di 3.668 immobili di edilizia popolare in provincia, con 66 persone denunciate e alcuni arresti per furti di acqua e gas. Quell’intervento aveva anticipato una linea repressiva che oggi trova un quadro normativo molto più rigido. Il contesto legislativo, infatti, è profondamente cambiato. Nel 2024 è stato introdotto un nuovo reato specifico di occupazione abusiva di immobile destinato a domicilio altrui, con l’articolo 634-bis del codice penale che prevede reclusione da 2 a 7 anni per chi si impossessa di una casa altrui o ne impedisce il rientro al proprietario o all’assegnatario legittimo. La fattispecie si applica anche a chi, “con artifizi o raggiri”, ottiene la disponibilità di un alloggio pubblico o cede ad altri l’immobile occupato. Non solo. Nel 2025 il cosiddetto Decreto Sicurezza sugli sfratti ha ulteriormente irrigidito il quadro: le occupazioni abusive sono ora trattate come reati gravi, con possibilità di sgombero immediato e intervento diretto della forza pubblica, senza dover attendere i lunghi tempi del giudizio civile. La procedura è stata semplificata anche sul fronte degli sfratti per morosità, con tempi di convalida ridotti e minori possibilità di rinvio generico per motivi di fragilità non documentata.
Cosa cambia
Il blitz di via Rossini si inserisce esattamente in questo nuovo scenario, in cui il diritto alla casa convive con una tutela rafforzata della proprietà pubblica e privata.
Se fino a pochi anni fa gli sgomberi delle case popolari venivano spesso differiti per la presenza di minori, disabili o situazioni di forte disagio sociale, oggi la norma impone una valutazione più stringente: la sospensione è possibile solo in presenza di condizioni oggettive e ben certificate, mentre l’occupazione senza titolo viene qualificata come emergenza di ordine pubblico e non più come “male minore”. Per Brindisi e la sua periferia questo cambio di passo rischia di avere effetti dirompenti. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, tra Comune e Arca Nord Salento, conta migliaia di alloggi e porta con sé una storia di graduatorie ferme, morosità cronica, assegnazioni mai contrattualizzate e occupazioni “di fatto” tollerate per anni. Le nuove norme, invece, spingono gli enti a chiudere le falle e a procedere con controlli capillari, incroci di banche dati, verifiche sui requisiti reddituali e, quando necessario, con lo sgombero immediato. Nel caso di via Rossini, le dieci abitazioni liberate non rappresentano soltanto numeri, ma il simbolo di una linea che vuole essere esemplare. Ma soprattutto andranno a rinfoltire il numero di case popolari a disposizione di chi è regolarmente in graduatoria per quanto riguarda il bando sull’emergenza abitativa sia per quello, i cui termini sono scaduti il 2 gennaio, per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Blitz contro le occupazioni abusive a Tuturano: liberate 10 case popolari in via Rossini

Nella mattinata di mercoledì, Tuturano è stata svegliata dalle auto dei carabinieri. Le pattuglie hanno imboccato via Rossini con un obiettivo preciso: liberare gli alloggi popolari occupati senza titolo, nel cuore del quartiere che da anni ha uno dei tassi di abusivismo più alti nel Comune di Brindisi.
Il blitz delle forze dell’ordine
I militari hanno bussato porta per porta negli edifici di edilizia residenziale pubblica, notificando gli atti di rilascio agli occupanti individuati dagli uffici comunali e da Arca Nord Salento come abusivi o decaduti dal diritto all’alloggio. Non tutti, però, hanno accettato di aprire la porta. È stato allora che la catena istituzionale, rafforzata dalle nuove norme in materia di occupazioni abusive, è entrata in azione fino in fondo: su disposizione dell’autorità giudiziaria è intervenuto il fabbro per forzare gli accessi e permettere alla forza pubblica di entrare negli alloggi, procedendo allo sgombero coatto. Al termine di ore di verifiche, inventari e verbali, il bilancio è stato di una decina di appartamenti formalmente liberati e riconsegnati all’ente proprietario, che ora potrà rimetterli a disposizione della graduatoria per l’emergenza abitativa. Si tratta di un numero significativo in una via che, secondo le ricognizioni degli anni scorsi, contava almeno 17 alloggi occupati abusivamente, seconda in questo primato a livello comunale solo ad alcune strade del quartiere Sant’Angelo.
Via con la tolleranza zero
Il segnale che arriva da via Rossini è netto: è iniziata la stagione della tolleranza zero verso chi occupa senza titolo le abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Negli ultimi anni, anche nel Brindisino, l’azione di controllo sulle case popolari si è intensificata: già nel 2019 un’operazione dei carabinieri aveva portato al monitoraggio di 3.668 immobili di edilizia popolare in provincia, con 66 persone denunciate e alcuni arresti per furti di acqua e gas. Quell’intervento aveva anticipato una linea repressiva che oggi trova un quadro normativo molto più rigido. Il contesto legislativo, infatti, è profondamente cambiato. Nel 2024 è stato introdotto un nuovo reato specifico di occupazione abusiva di immobile destinato a domicilio altrui, con l’articolo 634-bis del codice penale che prevede reclusione da 2 a 7 anni per chi si impossessa di una casa altrui o ne impedisce il rientro al proprietario o all’assegnatario legittimo. La fattispecie si applica anche a chi, “con artifizi o raggiri”, ottiene la disponibilità di un alloggio pubblico o cede ad altri l’immobile occupato. Non solo. Nel 2025 il cosiddetto Decreto Sicurezza sugli sfratti ha ulteriormente irrigidito il quadro: le occupazioni abusive sono ora trattate come reati gravi, con possibilità di sgombero immediato e intervento diretto della forza pubblica, senza dover attendere i lunghi tempi del giudizio civile. La procedura è stata semplificata anche sul fronte degli sfratti per morosità, con tempi di convalida ridotti e minori possibilità di rinvio generico per motivi di fragilità non documentata.
Cosa cambia
Il blitz di via Rossini si inserisce esattamente in questo nuovo scenario, in cui il diritto alla casa convive con una tutela rafforzata della proprietà pubblica e privata.
Se fino a pochi anni fa gli sgomberi delle case popolari venivano spesso differiti per la presenza di minori, disabili o situazioni di forte disagio sociale, oggi la norma impone una valutazione più stringente: la sospensione è possibile solo in presenza di condizioni oggettive e ben certificate, mentre l’occupazione senza titolo viene qualificata come emergenza di ordine pubblico e non più come “male minore”. Per Brindisi e la sua periferia questo cambio di passo rischia di avere effetti dirompenti. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, tra Comune e Arca Nord Salento, conta migliaia di alloggi e porta con sé una storia di graduatorie ferme, morosità cronica, assegnazioni mai contrattualizzate e occupazioni “di fatto” tollerate per anni. Le nuove norme, invece, spingono gli enti a chiudere le falle e a procedere con controlli capillari, incroci di banche dati, verifiche sui requisiti reddituali e, quando necessario, con lo sgombero immediato. Nel caso di via Rossini, le dieci abitazioni liberate non rappresentano soltanto numeri, ma il simbolo di una linea che vuole essere esemplare. Ma soprattutto andranno a rinfoltire il numero di case popolari a disposizione di chi è regolarmente in graduatoria per quanto riguarda il bando sull’emergenza abitativa sia per quello, i cui termini sono scaduti il 2 gennaio, per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
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Source URL: http://quotidianodipuglia.it/brindisi/brindisi_blitz_contro_occupazioni_abusive_tuturano_liberate_dieci_case_popolari_via_rossini-9299890.html


























