Vigilante brindisino morto a Cortina: l’autopsia conferma il malore, ma non è colpa del freddo

Vigilante brindisino morto a Cortina: l’autopsia conferma il malore, ma non è colpa del freddo

Vigilante brindisino morto a Cortina: l'autopsia conferma il malore, ma non è colpa del freddo
2 Minuti di Lettura
giovedì 15 gennaio 2026, 11:57 – Ultimo aggiornamento: 13:21

Accertamenti e primi esiti: un «evento cardiaco acuto», ma «difficilmente riconducibile» all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava, sarebbe all’origine del decesso di Pietro Zantonini, il vigilante 55enne di Brindisi morto la notte dell’8 gennaio nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina D’Ampezzo. E’ questo, secondo quanto si è appreso, l’esito dell’autopsia svolta per conto della Procura di Belluno nell’ambito delle indagini sulla morte dell’uomo.

Le verifiche

Potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti per escludere in maniera certa la correlazione tra il freddo e la morte, che tuttavia in sostanza sembrerebbe dovuta a un evento naturale.

L’autopsia è stata svolta, per la Procura, dal medico legale Andrea Porzionato, dell’Università di Padova, mentre il consulente dell’indagato, rappresentante legale della ditta per cui lavorava Zantonini, è stato l’anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Accertamenti e primi esiti: un «evento cardiaco acuto», ma «difficilmente riconducibile» all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava, sarebbe all’origine del decesso di Pietro Zantonini, il vigilante 55enne di Brindisi morto la notte dell’8 gennaio nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina D’Ampezzo. E’ questo, secondo quanto si è appreso, l’esito dell’autopsia svolta per conto della Procura di Belluno nell’ambito delle indagini sulla morte dell’uomo.

Le verifiche

Potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti per escludere in maniera certa la correlazione tra il freddo e la morte, che tuttavia in sostanza sembrerebbe dovuta a un evento naturale.

L’autopsia è stata svolta, per la Procura, dal medico legale Andrea Porzionato, dell’Università di Padova, mentre il consulente dell’indagato, rappresentante legale della ditta per cui lavorava Zantonini, è stato l’anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine.

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