Uccise la madre e le strappò il cuore: ci sarà la perizia psichiatrica

Uccise la madre e le strappò il cuore: ci sarà la perizia psichiatrica

Uccise la madre e le strappò il cuore: ci sarà la perizia psichiatrica
3 Minuti di Lettura
sabato 24 gennaio 2026, 09:05

Una svolta inattesa, maturata non in aula ma tra le mura del carcere. Sarà una perizia psichiatrica a chiarire le condizioni mentali di Salvatore Dettori, il 46enne ex sottufficiale della Marina Militare accusato dell’omicidio della madre, Silvana La Rocca. A disporla è stata la Corte d’Assise di Taranto, presieduta dalla giudice Fulvia Misserini con a latere Loredana Galasso, dopo una segnalazione formale giunta dalla casa circondariale di Lecce, dove l’uomo è detenuto. Dal penitenziario, infatti, sarebbe emerso un quadro di sofferenza per Dettori. Una richiesta che questa volta non arriva dalla difesa, ma direttamente dall’amministrazione carceraria, e che ha convinto il collegio a disporre l’accertamento tecnico. L’incarico sarà conferito alla dottoressa Maria Nacci, direttore sanitario della Asl di Lecce. A lei spetterà il compito di rispondere a due quesiti centrali per il processo: se l’imputato sia oggi capace di partecipare consapevolmente al dibattimento e se, al momento dei fatti, fosse lucido e in grado di intendere e volere. Una decisione che segna un cambio di passo rispetto alla prima udienza, quando la Corte aveva rigettato la richiesta di perizia avanzata dagli avvocati difensori Francesco D’Errico ed Emanuele Catapano. In quella sede, i giudici avevano ritenuto che la documentazione clinica prodotta non integrasse una patologia tale da incidere sulla capacità di intendere e volere, escludendo così i presupposti per l’accoglimento dell’istanza.

Ora, però, lo scenario muta.

Non si tratta più di una valutazione prospettata dalla difesa, ma di una necessità evidenziata dal carcere stesso, che ha segnalato un peggioramento delle condizioni dell’imputato. Un elemento che ha spinto il collegio ad aprire alla verifica scientifica.

Al centro del processo il delitto che ha sconvolto Leporano il 14 novembre di due anni fa. Silvana La Rocca, insegnante in pensione di 73 anni, fu uccisa nel cortile della sua abitazione mentre stava per salire in auto. Secondo l’accusa, il figlio l’avrebbe aggredita con una violenza estrema, colpendola ripetutamente con un coltello e arrivando persino a strapparle il cuore a mani nude. Un gesto che lo stesso Dettori ha ammesso nel corso degli interrogatori, fornendo una spiegazione dai tratti surreali: la madre, a suo dire, lo avrebbe costretto a nutrirsi di carne umana perché soggiogata da una setta di “vampiri”. L’asportazione del cuore fu confermata anche dall’autopsia. Secondo la ricostruzione accusatoria però, alla base del delitto vi sarebbero stati contrasti familiari ed economici e il desiderio dell’uomo di tornare a vivere nella villetta materna, da cui era stato allontanato. Un rifiuto che avrebbe alimentato un conflitto profondo. A pesare nel quadro indiziario anche quanto sarebbe accaduto dopo l’omicidio: Dettori avrebbe tentato di inscenare un’esplosione, manomettendo il tubo del gas.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Una svolta inattesa, maturata non in aula ma tra le mura del carcere. Sarà una perizia psichiatrica a chiarire le condizioni mentali di Salvatore Dettori, il 46enne ex sottufficiale della Marina Militare accusato dell’omicidio della madre, Silvana La Rocca. A disporla è stata la Corte d’Assise di Taranto, presieduta dalla giudice Fulvia Misserini con a latere Loredana Galasso, dopo una segnalazione formale giunta dalla casa circondariale di Lecce, dove l’uomo è detenuto. Dal penitenziario, infatti, sarebbe emerso un quadro di sofferenza per Dettori. Una richiesta che questa volta non arriva dalla difesa, ma direttamente dall’amministrazione carceraria, e che ha convinto il collegio a disporre l’accertamento tecnico. L’incarico sarà conferito alla dottoressa Maria Nacci, direttore sanitario della Asl di Lecce. A lei spetterà il compito di rispondere a due quesiti centrali per il processo: se l’imputato sia oggi capace di partecipare consapevolmente al dibattimento e se, al momento dei fatti, fosse lucido e in grado di intendere e volere. Una decisione che segna un cambio di passo rispetto alla prima udienza, quando la Corte aveva rigettato la richiesta di perizia avanzata dagli avvocati difensori Francesco D’Errico ed Emanuele Catapano. In quella sede, i giudici avevano ritenuto che la documentazione clinica prodotta non integrasse una patologia tale da incidere sulla capacità di intendere e volere, escludendo così i presupposti per l’accoglimento dell’istanza.

Ora, però, lo scenario muta.

Non si tratta più di una valutazione prospettata dalla difesa, ma di una necessità evidenziata dal carcere stesso, che ha segnalato un peggioramento delle condizioni dell’imputato. Un elemento che ha spinto il collegio ad aprire alla verifica scientifica.

Al centro del processo il delitto che ha sconvolto Leporano il 14 novembre di due anni fa. Silvana La Rocca, insegnante in pensione di 73 anni, fu uccisa nel cortile della sua abitazione mentre stava per salire in auto. Secondo l’accusa, il figlio l’avrebbe aggredita con una violenza estrema, colpendola ripetutamente con un coltello e arrivando persino a strapparle il cuore a mani nude. Un gesto che lo stesso Dettori ha ammesso nel corso degli interrogatori, fornendo una spiegazione dai tratti surreali: la madre, a suo dire, lo avrebbe costretto a nutrirsi di carne umana perché soggiogata da una setta di “vampiri”. L’asportazione del cuore fu confermata anche dall’autopsia. Secondo la ricostruzione accusatoria però, alla base del delitto vi sarebbero stati contrasti familiari ed economici e il desiderio dell’uomo di tornare a vivere nella villetta materna, da cui era stato allontanato. Un rifiuto che avrebbe alimentato un conflitto profondo. A pesare nel quadro indiziario anche quanto sarebbe accaduto dopo l’omicidio: Dettori avrebbe tentato di inscenare un’esplosione, manomettendo il tubo del gas.

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Source URL: http://quotidianodipuglia.it/taranto/uccise_madre_cuore_perizia_psichiatrica-9317202.html


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