Ustionato dall’acqua bollente, tragico incidente in casa: muore bimbo di dieci mesi
Il piccolo rovesciò casualmente un bollitore mentre si muoveva nell’abitazione con il girello

23 gennaio, 11:30
Il piccolo cuore di Antony non ce l’ha fatta. Dopo 53 giorni di agonia, il bimbo di dieci mesi è morto l’altra sera nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari, dove era stato trasferito dall’ospedale «Marianna Giannuzzi» di Manduria con ustioni di secondo e terzo grado estese su gran parte del corpo. Le ferite, gravissime, erano state provocate dall’acqua bollente che gli era caduta addosso il 17 novembre scorso nella casa di famiglia alla periferia di Monacizzo, frazione di Torricella.
Una tragedia consumata tra le mura domestiche, con unica testimone la giovane madre, inevitabilmente indagata dalla Procura della Repubblica ionica con l’accusa di lesioni personali gravi, reato che ora sarà inevitabilmente riqualificato alla luce del decesso del piccolo. Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Salvatore Colella, ha disposto il sequestro della salma, trasferita nell’obitorio della divisione di Medicina legale del Policlinico barese, e valuterà nelle prossime ore l’esecuzione dell’autopsia come atto dovuto. Le indagini sono coordinate dalla dirigente del commissariato di polizia di Manduria, la dottoressa Marinella Martina. Un dolore immenso per i genitori, originari di Avetrana, già provati da settimane di attesa e speranza. Alla notizia della morte del bambino, la disperazione si è trasformata in rabbia e la coppia si è scagliata contro il personale della rianimazione di Bari, bersaglio incolpevole di una violenta aggressione che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito fin dai primi momenti dopo l’incidente, tutto sarebbe accaduto in pochi istanti.
La giovane mamma quel giorno si era allontanata per un brevissimo momento per andare in bagno lasciando il piccolo nel girello come faceva di consueto. In cucina, per tenerlo fuori dalla sua portata, aveva sistemato un bollitore elettrico sul frigorifero. Ma una tragica concatenazione di eventi aveva trasformato quella precauzione in una trappola: il bambino, muovendosi, era riuscito ad afferrare il cavo dell’apparecchio e, tirandolo, aveva fatto rovesciare il contenitore. L’acqua appena arrivata all’ebollizione gli è piombata addosso, provocando ustioni gravissime. Alle urla strazianti del piccolo la madre era accorsa trovandosi davanti una scena drammatica. Aveva cercato di soccorrerlo come poteva, togliendogli in fretta gli abiti e avvolgendolo in un asciugamano bagnato, mentre chiedeva aiuto disperatamente. Poco dopo erano arrivati alcuni vicini.
A complicare ulteriormente la situazione, in quel momento tutte le ambulanze del 118 risultavano impegnate in altri interventi. La famiglia, senza alternative, aveva deciso così di correre con i propri mezzi al pronto soccorso dell’ospedale di Manduria. All’arrivo, il bimbo, in preda a un pianto inconsolabile, era stato portato in sala emergenze mentre venivano allertati i rianimatori che lo hanno intubato in vista del trasferimento. Nel frattempo la madre, in stato di shock, non riusciva a trattenere le lacrime, sostenuta dal marito, rientrato in fretta dal lavoro, e da alcuni operatori che cercavano di offrirle conforto. Data la gravità del quadro clinico, i sanitari dl Giannuzzi decisero per il trasferimento immediato al Centro grandi ustionati del Policlinico di Bari con l’assistenza in ambulanza dell’équipe della rianimazione e del pronto soccorso.
Da quel giorno Antony non si è più risvegliato: è rimasto in coma per oltre cinquanta giorni e per tutto il tempo i medici del Policlinico hanno tentato tutto il possibile per strapparlo alla morte. Le sue condizioni, però, sono sempre rimaste disperate, fino al tragico epilogo.
Ustionato dall’acqua bollente, tragico incidente in casa: muore bimbo di dieci mesi
Il piccolo rovesciò casualmente un bollitore mentre si muoveva nell’abitazione con il girello

23 gennaio, 11:30
Il piccolo cuore di Antony non ce l’ha fatta. Dopo 53 giorni di agonia, il bimbo di dieci mesi è morto l’altra sera nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari, dove era stato trasferito dall’ospedale «Marianna Giannuzzi» di Manduria con ustioni di secondo e terzo grado estese su gran parte del corpo. Le ferite, gravissime, erano state provocate dall’acqua bollente che gli era caduta addosso il 17 novembre scorso nella casa di famiglia alla periferia di Monacizzo, frazione di Torricella.
Una tragedia consumata tra le mura domestiche, con unica testimone la giovane madre, inevitabilmente indagata dalla Procura della Repubblica ionica con l’accusa di lesioni personali gravi, reato che ora sarà inevitabilmente riqualificato alla luce del decesso del piccolo. Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Salvatore Colella, ha disposto il sequestro della salma, trasferita nell’obitorio della divisione di Medicina legale del Policlinico barese, e valuterà nelle prossime ore l’esecuzione dell’autopsia come atto dovuto. Le indagini sono coordinate dalla dirigente del commissariato di polizia di Manduria, la dottoressa Marinella Martina. Un dolore immenso per i genitori, originari di Avetrana, già provati da settimane di attesa e speranza. Alla notizia della morte del bambino, la disperazione si è trasformata in rabbia e la coppia si è scagliata contro il personale della rianimazione di Bari, bersaglio incolpevole di una violenta aggressione che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito fin dai primi momenti dopo l’incidente, tutto sarebbe accaduto in pochi istanti.
La giovane mamma quel giorno si era allontanata per un brevissimo momento per andare in bagno lasciando il piccolo nel girello come faceva di consueto. In cucina, per tenerlo fuori dalla sua portata, aveva sistemato un bollitore elettrico sul frigorifero. Ma una tragica concatenazione di eventi aveva trasformato quella precauzione in una trappola: il bambino, muovendosi, era riuscito ad afferrare il cavo dell’apparecchio e, tirandolo, aveva fatto rovesciare il contenitore. L’acqua appena arrivata all’ebollizione gli è piombata addosso, provocando ustioni gravissime. Alle urla strazianti del piccolo la madre era accorsa trovandosi davanti una scena drammatica. Aveva cercato di soccorrerlo come poteva, togliendogli in fretta gli abiti e avvolgendolo in un asciugamano bagnato, mentre chiedeva aiuto disperatamente. Poco dopo erano arrivati alcuni vicini.
A complicare ulteriormente la situazione, in quel momento tutte le ambulanze del 118 risultavano impegnate in altri interventi. La famiglia, senza alternative, aveva deciso così di correre con i propri mezzi al pronto soccorso dell’ospedale di Manduria. All’arrivo, il bimbo, in preda a un pianto inconsolabile, era stato portato in sala emergenze mentre venivano allertati i rianimatori che lo hanno intubato in vista del trasferimento. Nel frattempo la madre, in stato di shock, non riusciva a trattenere le lacrime, sostenuta dal marito, rientrato in fretta dal lavoro, e da alcuni operatori che cercavano di offrirle conforto. Data la gravità del quadro clinico, i sanitari dl Giannuzzi decisero per il trasferimento immediato al Centro grandi ustionati del Policlinico di Bari con l’assistenza in ambulanza dell’équipe della rianimazione e del pronto soccorso.
Da quel giorno Antony non si è più risvegliato: è rimasto in coma per oltre cinquanta giorni e per tutto il tempo i medici del Policlinico hanno tentato tutto il possibile per strapparlo alla morte. Le sue condizioni, però, sono sempre rimaste disperate, fino al tragico epilogo.
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