Arrivata dal Senegal per studiare, oggi è direttrice della Caritas: la storia di Khady Sene

È arrivata in Italia dal lontano Senegal per studiare, oggi è la prima donna immigrata alla guida della Caritas di Foggia, da ieri è cittadina italiana. Khady Sene, 32 anni, è arrivata in Italia nel 2014, quando di anni ne aveva 20, con un sogno nel cassetto: studiare e realizzare la sua carriera. Appena diplomata, però, Khady scoprì che i suoi studi, in Italia, non erano riconosciuti e, invece di intraprendere la carriera universitaria, fu costretta a lavorare e a studiare, ricominciando dalle scuole medie.
Si è guadagnata da vivere lavorando negli alberghi fino a diplomarsi all’istituto Notarangelo in Finanza e marketing. A scuola Khady ha conosciuto il mondo del volontariato, entrando in punta di piedi nei luoghi della carità e della solidarietà. A Foggia ha conosciuto la realtà del Conventino, uno dei luoghi che offriva servizi e un piatto caldo agli “ultimi”, oltre che un tetto sotto il quale trovare rifugio. Qui Khady ha voluto mettere a disposizione dei più bisognosi il suo tempo, aiutando i volontari nella mensa durante i fine settimana. Nel 2018 ha fatto ingresso come direttrice della Caritas diocesana di Foggia Giusi Di Girolamo e appena insediata ha chiamato Khady a lavorare come mediatrice linguistica.
Da allora è iniziato il percorso che l’ha portata a diventare la prima donna immigrata a capo della Caritas di Foggia.
Un lungo percorso, costruito mattone dopo mattone con un unico grande sogno: diventare cittadina foggiana. Un desiderio esaudito nei giorni scorsi, quando nella sala Giunta di Palazzo di Città si è svolta la cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana. Alla cerimonia era presente anche l’arcivescovo, monsignor Giorgio Ferretti, che nel 2024 aveva nominato Khady alla guida dell’ente pastorale. «È un onore conferire la cittadinanza italiana a una donna così vicina agli ultimi della nostra comunità», ha sottolineato la sindaca Maria Aida Episcopo. Fu monsignor Ferretti, tornato a Foggia dopo 7 anni di missione in Mozambico, a voler dare un segnale chiaro e forte, scegliendo Khady come nuova guida della Caritas. «Foggia, in questi dodici anni – ha detto lei emozionata – non è stata solo la mia casa, ma un fertile terreno dove sono fiorita, è qui che ho avuto l’opportunità di istruirmi, di scoprire il mio potenziale e di forgiare la persona che sono oggi».
Arrivata dal Senegal per studiare, oggi è direttrice della Caritas: la storia di Khady Sene

È arrivata in Italia dal lontano Senegal per studiare, oggi è la prima donna immigrata alla guida della Caritas di Foggia, da ieri è cittadina italiana. Khady Sene, 32 anni, è arrivata in Italia nel 2014, quando di anni ne aveva 20, con un sogno nel cassetto: studiare e realizzare la sua carriera. Appena diplomata, però, Khady scoprì che i suoi studi, in Italia, non erano riconosciuti e, invece di intraprendere la carriera universitaria, fu costretta a lavorare e a studiare, ricominciando dalle scuole medie.
Si è guadagnata da vivere lavorando negli alberghi fino a diplomarsi all’istituto Notarangelo in Finanza e marketing. A scuola Khady ha conosciuto il mondo del volontariato, entrando in punta di piedi nei luoghi della carità e della solidarietà. A Foggia ha conosciuto la realtà del Conventino, uno dei luoghi che offriva servizi e un piatto caldo agli “ultimi”, oltre che un tetto sotto il quale trovare rifugio. Qui Khady ha voluto mettere a disposizione dei più bisognosi il suo tempo, aiutando i volontari nella mensa durante i fine settimana. Nel 2018 ha fatto ingresso come direttrice della Caritas diocesana di Foggia Giusi Di Girolamo e appena insediata ha chiamato Khady a lavorare come mediatrice linguistica.
Da allora è iniziato il percorso che l’ha portata a diventare la prima donna immigrata a capo della Caritas di Foggia.
Un lungo percorso, costruito mattone dopo mattone con un unico grande sogno: diventare cittadina foggiana. Un desiderio esaudito nei giorni scorsi, quando nella sala Giunta di Palazzo di Città si è svolta la cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana. Alla cerimonia era presente anche l’arcivescovo, monsignor Giorgio Ferretti, che nel 2024 aveva nominato Khady alla guida dell’ente pastorale. «È un onore conferire la cittadinanza italiana a una donna così vicina agli ultimi della nostra comunità», ha sottolineato la sindaca Maria Aida Episcopo. Fu monsignor Ferretti, tornato a Foggia dopo 7 anni di missione in Mozambico, a voler dare un segnale chiaro e forte, scegliendo Khady come nuova guida della Caritas. «Foggia, in questi dodici anni – ha detto lei emozionata – non è stata solo la mia casa, ma un fertile terreno dove sono fiorita, è qui che ho avuto l’opportunità di istruirmi, di scoprire il mio potenziale e di forgiare la persona che sono oggi».
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