Cure fuori regione, che salasso per la Puglia: 2 miliardi in 10 anni. I bilanci della sanità in rosso
A bacchettare la Regione è la Corte dei Conti: il 2024 è stato l’anno peggiore con una spesa di 240 milioni per i viaggi della speranza, Puglia tra le ultime I magistrati: «Netto peggioramento» finanziario, in 4 anni bruciati 481 milioni

In dieci anni la Puglia ha bruciato quasi due miliardi di euro soltanto nella mobilità passiva, i cosiddetti viaggi della speranza, ma è soprattutto nel 2024 che i conti sono andati fuori controllo: sono stati spesi 240 milioni, la cifra più alta dell’ultimo decennio. La bacchettata arriva dalla Corte dei Conti nella relazione trasmessa al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali.
Ma non è l’unico campanello di allarme: in generale, negli ultimi quattro anni la Regione ha visto peggiorare drasticamente i propri risultati finanziari, chiudendo sempre con forti passivi.
Nel 2024, ultimo dato disponibile, il disavanzo è stato di circa 132 milioni, un buco poi coperto attraverso varie partite; ma anche nel 2023 il bilancio sanitario è stato chiuso in passivo (-72,6 milioni), nel 2022 addirittura il “rosso” è stato di 144,3 milioni, nel 2021 il deficit è stato pari a 132,9 milioni. In sostanza, in quattro anni consecutivi il bilancio ha sempre avuto il segno meno, in totale la Puglia ha speso 481 milioni in più rispetto al proprio fondo a disposizione. La Puglia, «dopo un primo periodo di miglioramento, ha visto un netto peggioramento dei propri risultati finanziari, tanto che nel 2024 il disavanzo accumulato» nella spesa sanitaria «supera di gran lunga quello del 2015»: dai meno 54 milioni del 2015 si è passati ai meno 132milioni di euro del 2024, rilevano i magistrati contabili. Nel triennio 2023-2025, la Corte dei Conti ha rilevato in modo ricorrente perdite di esercizio significative, con particolare gravità in alcune Regioni del Mezzogiorno – tra cui la Puglia – che «si accompagnano a una cronica insufficienza di copertura finanziaria e a un ricorso sistematico ad anticipazioni di tesoreria». E il 2025, come anticipato dall’ex assessore al Bilancio, Fabiano Amati, ha generato un altro deficit importante, si parla di una cifra tra i 110 e i 140 milioni di euro ma i conti non sono ancora definitivi.
La mobilità passiva, assieme alla spesa farmaceutica, continua ad essere il tallone di Achille, basti pensare che dal 2014 al 2024 la Puglia presenta un saldo negativo pari a 1,97 miliardi di euro, fanno peggio soltanto Campania, Sicilia, Calabria e Lazio. Nel 2024, però, c’è stata una esplosione dei conti, i viaggi della speranza sono costati 240 milioni, la cifra più alta dell’ultimo decennio. “L’analisi del saldo della mobilità sanitaria – si legge nella relazione – mostra evidenti disparità regionali, con le Regioni del Nord che beneficiano di un saldo positivo e quelle del Sud che affrontano il contrasto al fenomeno della mobilità sanitaria. Infatti, le Regioni che hanno una maggiore capacità di attrazione risultano essere quelle che ottengono i punteggi più elevati nell’ambito della valutazione dei Lea; all’opposto, troviamo quelle che soggiacciono ai Piani di rientro (Abruzzo, Puglia, Sicilia, Lazio, Calabria, Campania), ad eccezione del Molise. Si osserva, inoltre, che la Regione che genera un saldo della mobilità interregionale maggiore è la Lombardia, ad eccezione del 2022 e 2023, anno in cui il primato spetta all’Emilia-Romagna; il Veneto, invece, permane costantemente in terza posizione. Proseguendo con l’analisi sulla mobilità sanitaria, occorre evidenziare che essa è costituita perlopiù da prestazioni che si snodano nell’ambito della mobilità ospedaliera e quella ambulatoria: nel 2023, queste rappresentano circa l’85% della spesa complessiva per mobilità sanitaria”.
Con riferimento allo stato di attuazione del Piano di rientro, il monitoraggio del Nuovo sistema di garanzia (Nsg) sull’erogazione dei Lea, rileva l’adempienza della Puglia nelle tre aree di assistenza: prevenzione collettiva e sanità pubblica; assistenza distrettuale; assistenza ospedaliera. Nel 2023 «migliora, rispetto al 2022, l’area ospedaliera. Un apprezzabile miglioramento si denota anche nell’area della prevenzione, soprattutto in termini di una maggiore percentuale di adesione ai tre programmi di screening oncologici offerti a livello regionale, con un valore superiore alla sufficienza per quello mammografico e della cervice, non ancora sufficiente, invece, per lo screening colon-rettale», si legge. Capitolo dipendenti: In Puglia il personale sanitario ha un costo pro capite di 614 euro, in base ai dati aggiornati al quarto trimestre del 2024, in aumento rispetto al 2021 quando si attestava a 578 euro. Nel 2024 sono stati investiti 33,5 milioni per assunzioni a tempo indeterminato di infermieri.
Cure fuori regione, che salasso per la Puglia: 2 miliardi in 10 anni. I bilanci della sanità in rosso
A bacchettare la Regione è la Corte dei Conti: il 2024 è stato l’anno peggiore con una spesa di 240 milioni per i viaggi della speranza, Puglia tra le ultime I magistrati: «Netto peggioramento» finanziario, in 4 anni bruciati 481 milioni

In dieci anni la Puglia ha bruciato quasi due miliardi di euro soltanto nella mobilità passiva, i cosiddetti viaggi della speranza, ma è soprattutto nel 2024 che i conti sono andati fuori controllo: sono stati spesi 240 milioni, la cifra più alta dell’ultimo decennio. La bacchettata arriva dalla Corte dei Conti nella relazione trasmessa al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali.
Ma non è l’unico campanello di allarme: in generale, negli ultimi quattro anni la Regione ha visto peggiorare drasticamente i propri risultati finanziari, chiudendo sempre con forti passivi.
Nel 2024, ultimo dato disponibile, il disavanzo è stato di circa 132 milioni, un buco poi coperto attraverso varie partite; ma anche nel 2023 il bilancio sanitario è stato chiuso in passivo (-72,6 milioni), nel 2022 addirittura il “rosso” è stato di 144,3 milioni, nel 2021 il deficit è stato pari a 132,9 milioni. In sostanza, in quattro anni consecutivi il bilancio ha sempre avuto il segno meno, in totale la Puglia ha speso 481 milioni in più rispetto al proprio fondo a disposizione. La Puglia, «dopo un primo periodo di miglioramento, ha visto un netto peggioramento dei propri risultati finanziari, tanto che nel 2024 il disavanzo accumulato» nella spesa sanitaria «supera di gran lunga quello del 2015»: dai meno 54 milioni del 2015 si è passati ai meno 132milioni di euro del 2024, rilevano i magistrati contabili. Nel triennio 2023-2025, la Corte dei Conti ha rilevato in modo ricorrente perdite di esercizio significative, con particolare gravità in alcune Regioni del Mezzogiorno – tra cui la Puglia – che «si accompagnano a una cronica insufficienza di copertura finanziaria e a un ricorso sistematico ad anticipazioni di tesoreria». E il 2025, come anticipato dall’ex assessore al Bilancio, Fabiano Amati, ha generato un altro deficit importante, si parla di una cifra tra i 110 e i 140 milioni di euro ma i conti non sono ancora definitivi.
La mobilità passiva, assieme alla spesa farmaceutica, continua ad essere il tallone di Achille, basti pensare che dal 2014 al 2024 la Puglia presenta un saldo negativo pari a 1,97 miliardi di euro, fanno peggio soltanto Campania, Sicilia, Calabria e Lazio. Nel 2024, però, c’è stata una esplosione dei conti, i viaggi della speranza sono costati 240 milioni, la cifra più alta dell’ultimo decennio. “L’analisi del saldo della mobilità sanitaria – si legge nella relazione – mostra evidenti disparità regionali, con le Regioni del Nord che beneficiano di un saldo positivo e quelle del Sud che affrontano il contrasto al fenomeno della mobilità sanitaria. Infatti, le Regioni che hanno una maggiore capacità di attrazione risultano essere quelle che ottengono i punteggi più elevati nell’ambito della valutazione dei Lea; all’opposto, troviamo quelle che soggiacciono ai Piani di rientro (Abruzzo, Puglia, Sicilia, Lazio, Calabria, Campania), ad eccezione del Molise. Si osserva, inoltre, che la Regione che genera un saldo della mobilità interregionale maggiore è la Lombardia, ad eccezione del 2022 e 2023, anno in cui il primato spetta all’Emilia-Romagna; il Veneto, invece, permane costantemente in terza posizione. Proseguendo con l’analisi sulla mobilità sanitaria, occorre evidenziare che essa è costituita perlopiù da prestazioni che si snodano nell’ambito della mobilità ospedaliera e quella ambulatoria: nel 2023, queste rappresentano circa l’85% della spesa complessiva per mobilità sanitaria”.
Con riferimento allo stato di attuazione del Piano di rientro, il monitoraggio del Nuovo sistema di garanzia (Nsg) sull’erogazione dei Lea, rileva l’adempienza della Puglia nelle tre aree di assistenza: prevenzione collettiva e sanità pubblica; assistenza distrettuale; assistenza ospedaliera. Nel 2023 «migliora, rispetto al 2022, l’area ospedaliera. Un apprezzabile miglioramento si denota anche nell’area della prevenzione, soprattutto in termini di una maggiore percentuale di adesione ai tre programmi di screening oncologici offerti a livello regionale, con un valore superiore alla sufficienza per quello mammografico e della cervice, non ancora sufficiente, invece, per lo screening colon-rettale», si legge. Capitolo dipendenti: In Puglia il personale sanitario ha un costo pro capite di 614 euro, in base ai dati aggiornati al quarto trimestre del 2024, in aumento rispetto al 2021 quando si attestava a 578 euro. Nel 2024 sono stati investiti 33,5 milioni per assunzioni a tempo indeterminato di infermieri.
Source URL: http://quotidianodipuglia.it/regione/sos_mobilita_passiva_miliardi_10_anni_bilanci_rosso_fisso-9307586.html
