Regione, le nomine dei dirigenti: si apre un’altra partita. Tutti i nomi in ballo

20 gennaio, 14:15
Con la giunta ormai definita per il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro si apre la fase forse più delicata della costruzione del suo governo: quella delle nomine ai vertici amministrativi. Dopo gli assessori, ora il confronto si sposta sui dipartimenti regionali, sulle direzioni generali e, più avanti, sulla sanità. Una mappa complessa, che intreccia scelte politiche, profili tecnici e inevitabili riflessi sugli equilibri istituzionali, a partire da Bari. Tra i dossier che il governatore conosce meglio c’è quello che riguarda Roberto Covolo, profilo cresciuto negli anni all’interno degli uffici dello Sviluppo economico del Comune di Bari, prima con Carla Palone e poi con Pietro Petruzzelli. Per Covolo si apre una possibile traiettoria regionale, con l’ipotesi di una collocazione al Dipartimento Agricoltura. Non viene esclusa nemmeno l’opzione Turismo, ma il baricentro della riflessione sembra concentrarsi soprattutto sull’agricoltura. In questa partita potrebbe pesare il rapporto con il nuovo assessore Francesco Paolicelli, che lavorerebbe volentieri con Covolo, valorizzandone il profilo tecnico e la conoscenza delle dinamiche amministrative.
Molto più articolato è il ragionamento che riguarda Luigi Ranieri, oggi direttore generale della Città metropolitana di Bari. Il suo nome è al centro di una doppia proiezione, a partire da quella regionale. Ranieri è infatti tra i profili ipotizzati per la guida del Dipartimento sviluppo economico, attualmente diretto da Gianna Elisa Berlingerio. Uno scenario che avrebbe un peso politico rilevante, anche perché allo Sviluppo economico Ranieri ritroverebbe Eugenio Di Sciascio, già rettore del Politecnico di Bari e vicesindaco con delega alla Trasformazione digitale di Decaro nel corso della seconda consiliatura da sindaco. Un’eventuale ricomposizione di questo asse rafforzerebbe una linea di continuità con l’esperienza amministrativa maturata a Bari.
Solo in seconda battuta si innesta il tema del Comune.
Ranieri è oggi il profilo più accreditato per prendere il posto di Davide Pellegrino (passato in regione) alla guida della direzione generale di Palazzo di Città. Nel frattempo le funzioni sono affidate, come previsto dal Testo unico degli enti locali, all’esperienza del segretario generale Donato Susca, coadiuvato da un punto di vista operativo da Nicola Dentamaro, attuale capo di Gabinetto del sindaco Vito Leccese, molto apprezzato sia dalla governance comunale che dallo stesso primo cittadino. Anche il suo profilo, più simile a quello dell’ex dg Pellegrino, rimane tra i papabili candidati per la successione.
Tra i capitoli aperti c’è anche quello del Dipartimento Ambiente, oggi diretto da Paolo Garofoli. In caso di sostituzione, per Garofoli si aprirebbe il ritorno al ruolo di funzionario, una condizione diversa rispetto a quella di Berlingerio che, anche senza la direzione del dipartimento, manterrebbe lo status dirigenziale. Se Decaro dovesse intervenire sull’Ambiente, tra i nomi che circolano per la successione c’è Antonello Antonicelli, attuale direttore generale di Amiu.
Sul fronte delle possibili conferme, appare solida la posizione di Vito Montanaro alla Sanità. Il manager è apprezzato dal nuovo assessore Donato Pentassuglia e tra i due esiste un rapporto personale di lunga data, elemento che rafforza l’ipotesi di continuità.
Analogo scenario al Welfare, dove Valentina Romano resta ben posizionata grazie alla vicinanza al neo assessore Cristian Casili. Il quadro complessivo, però, resta fluido. Tutti gli altri direttori sono considerati in una fase di valutazione e non è escluso che il presidente possa intervenire anche sull’architettura complessiva dei dipartimenti. Attualmente sono dodici, ma l’orientamento sarebbe quello di scendere almeno a dieci attraverso accorpamenti. Nei corridoi regionali, tuttavia, si parla anche di una riduzione più incisiva.
Regione, le nomine dei dirigenti: si apre un’altra partita. Tutti i nomi in ballo

20 gennaio, 14:15
Con la giunta ormai definita per il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro si apre la fase forse più delicata della costruzione del suo governo: quella delle nomine ai vertici amministrativi. Dopo gli assessori, ora il confronto si sposta sui dipartimenti regionali, sulle direzioni generali e, più avanti, sulla sanità. Una mappa complessa, che intreccia scelte politiche, profili tecnici e inevitabili riflessi sugli equilibri istituzionali, a partire da Bari. Tra i dossier che il governatore conosce meglio c’è quello che riguarda Roberto Covolo, profilo cresciuto negli anni all’interno degli uffici dello Sviluppo economico del Comune di Bari, prima con Carla Palone e poi con Pietro Petruzzelli. Per Covolo si apre una possibile traiettoria regionale, con l’ipotesi di una collocazione al Dipartimento Agricoltura. Non viene esclusa nemmeno l’opzione Turismo, ma il baricentro della riflessione sembra concentrarsi soprattutto sull’agricoltura. In questa partita potrebbe pesare il rapporto con il nuovo assessore Francesco Paolicelli, che lavorerebbe volentieri con Covolo, valorizzandone il profilo tecnico e la conoscenza delle dinamiche amministrative.
Molto più articolato è il ragionamento che riguarda Luigi Ranieri, oggi direttore generale della Città metropolitana di Bari. Il suo nome è al centro di una doppia proiezione, a partire da quella regionale. Ranieri è infatti tra i profili ipotizzati per la guida del Dipartimento sviluppo economico, attualmente diretto da Gianna Elisa Berlingerio. Uno scenario che avrebbe un peso politico rilevante, anche perché allo Sviluppo economico Ranieri ritroverebbe Eugenio Di Sciascio, già rettore del Politecnico di Bari e vicesindaco con delega alla Trasformazione digitale di Decaro nel corso della seconda consiliatura da sindaco. Un’eventuale ricomposizione di questo asse rafforzerebbe una linea di continuità con l’esperienza amministrativa maturata a Bari.
Solo in seconda battuta si innesta il tema del Comune.
Ranieri è oggi il profilo più accreditato per prendere il posto di Davide Pellegrino (passato in regione) alla guida della direzione generale di Palazzo di Città. Nel frattempo le funzioni sono affidate, come previsto dal Testo unico degli enti locali, all’esperienza del segretario generale Donato Susca, coadiuvato da un punto di vista operativo da Nicola Dentamaro, attuale capo di Gabinetto del sindaco Vito Leccese, molto apprezzato sia dalla governance comunale che dallo stesso primo cittadino. Anche il suo profilo, più simile a quello dell’ex dg Pellegrino, rimane tra i papabili candidati per la successione.
Tra i capitoli aperti c’è anche quello del Dipartimento Ambiente, oggi diretto da Paolo Garofoli. In caso di sostituzione, per Garofoli si aprirebbe il ritorno al ruolo di funzionario, una condizione diversa rispetto a quella di Berlingerio che, anche senza la direzione del dipartimento, manterrebbe lo status dirigenziale. Se Decaro dovesse intervenire sull’Ambiente, tra i nomi che circolano per la successione c’è Antonello Antonicelli, attuale direttore generale di Amiu.
Sul fronte delle possibili conferme, appare solida la posizione di Vito Montanaro alla Sanità. Il manager è apprezzato dal nuovo assessore Donato Pentassuglia e tra i due esiste un rapporto personale di lunga data, elemento che rafforza l’ipotesi di continuità.
Analogo scenario al Welfare, dove Valentina Romano resta ben posizionata grazie alla vicinanza al neo assessore Cristian Casili. Il quadro complessivo, però, resta fluido. Tutti gli altri direttori sono considerati in una fase di valutazione e non è escluso che il presidente possa intervenire anche sull’architettura complessiva dei dipartimenti. Attualmente sono dodici, ma l’orientamento sarebbe quello di scendere almeno a dieci attraverso accorpamenti. Nei corridoi regionali, tuttavia, si parla anche di una riduzione più incisiva.
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