Il Lecce fa soffrire l’Inter fino al 78′, poi si arrende al gol di Pio Esposito. Sugli scudi il portiere Falcone

Il Lecce fa soffrire l’Inter fino al 78′, poi si arrende al gol di Pio Esposito. Sugli scudi il portiere Falcone

La delusione dei giallorossi dopo il gol di Esposito
La delusione dei giallorossi dopo il gol di Esposito
di Lino De Lorenzis
3 Minuti di Lettura
giovedì 15 gennaio 2026, 05:00

Non è bastato al Lecce giocare una gara accorta e generosa sotto il cielo di Milano per fermare la corsa dell’Inter. Il sogno dei giallorossi di tornare a casa con un risultato positivo dalla sfida del Meazza è svanito in prossimità dello striscione del traguardo, a dodici minuti dalla fine, quando Pio Esposito ha spinto alle spalle di Falcone la palla della sofferta vittoria nerazzurra. E sì, perché ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie la formazione allenata da Cristian Chivu per avere ragione di un Lecce sceso in campo deciso a riscattare l’inopinata sconfitta casalinga subita domenica scorsa per mano del Parma.
Nonostante le tantissime defezioni – Di Francesco ieri sera ha dovuto rinunciare ai vari Banda, Berisha, Camarda, Gaspar e Ramadani, vale a dire a ben cinque titolari – la squadra salentina ha tenuto bene il campo, dimostrando anche di saper soffrire e confermando, purtroppo, i soliti limiti negli ultimi sedici metri. Come dimostrano ad esempio le due ripartenze fallite nel primo tempo prima da Pierotti e poi da Stulic. Ed è proprio questo l’aspetto che preoccupa più della sconfitta, che ci può stare al cospetto della corazzata nerazzurra. Il Lecce, a metà del cammino, ha il peggior attacco della serie A con un bottino di 13 reti realizzate in 20 partite, una media pari a 0,65. Fermo restando che, ad oggi, la squadra di Eusebio Di Francesco si trova ancora fuori dalla zona retrocessione, è altrettanto vero però che il cammino è ancora molto lungo e pieno di insidie, di conseguenza è necessario mettere il tecnico nelle condizioni di migliorare la fase offensiva. Negli ultimi giorni sono arrivati dal mercato tre centrocampisti, Gandelman, Fofana e Ngom, probabilmente al Lecce occorre puntellare anche l’attacco. Nel frattempo da oggi la squadra resterà in ritiro a Novarello in attesa di scendere di nuovo in campo al Meazza, domenica sera, per la sfida con il Milan, valida per la seconda giornata del girone di ritorno. Torneranno a disposizione Banda e Ramadani, che hanno scontato la squalifica, e saranno disponibili pure Fofana e Ngom. Mancherà invece Veiga per squalifica.
Il racconto del match Il primo tempo si apre al 5’ con un passaggio errato di Pierotti che fa ripartire l’Inter, il pallone arriva a Bonny che calcia di precisione con il destro: Falcone si tuffa alla sua sinistra e devia in corner. Poi al 24’ Maresca indica il dischetto per punire un contatto in area Veiga-Bonny: richiamato dal Var Maggiori, il direttore di gara revoca il tiro dagli undici metri poiché il calciatore del Lecce colpisce prima il pallone dopodiché sfiora il piede dell’avversario. La squadra salentina tiene bene il campo senza correre grandi rischi e nella parte finale crea un po’ di prima ai nerazzurri. Al 39’ la ripartenza di Pierotti sfuma nei pressi dell’area di rigore; situazione analoga al 44’, questa volta con Stulic protagonista. Poi, in pieno recupero, al 48’, sul lancio di Falcone per Sottil l’ex di Milan e Fiorentina fa tremare il pubblico del Meazza con un sinistro che va molto vicino dal palo.
La ripresa è più frizzante anche perchè l’Inter rimescola le carte per cercare di trovare la via della rete. Falcone però continua a rubare la scena. Al 6’, con una parta d’istinto, sbarra la porta a Barella, bravo a colpire di testa. Poi si ripete all’8’ su Diouf che si dispera. I nerazzurri aumentano la pressione e di conseguenza lasciano qualche spazio in più ai giallorossi che al 29’ hanno l’occasione per andare in vantaggio. Peccato però che capiti sui piedi di un difensore, Siebert, che consente a Sommer di fare un figurone. E allora tocca a Falcone, di nuovo al 29’, intervenire sulla spizzata di Pio Esposito. Il portierone si ripete al 33’ sulla bordata di Lautaro, lanciato nella mischia da Chivu, ma non può nulla sulla ribattuta – sporca – di Esposito che regala la vittoria ai suoi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Lecce fa soffrire l’Inter fino al 78′, poi si arrende al gol di Pio Esposito. Sugli scudi il portiere Falcone

La delusione dei giallorossi dopo il gol di Esposito
La delusione dei giallorossi dopo il gol di Esposito
di Lino De Lorenzis
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giovedì 15 gennaio 2026, 05:00

Non è bastato al Lecce giocare una gara accorta e generosa sotto il cielo di Milano per fermare la corsa dell’Inter. Il sogno dei giallorossi di tornare a casa con un risultato positivo dalla sfida del Meazza è svanito in prossimità dello striscione del traguardo, a dodici minuti dalla fine, quando Pio Esposito ha spinto alle spalle di Falcone la palla della sofferta vittoria nerazzurra. E sì, perché ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie la formazione allenata da Cristian Chivu per avere ragione di un Lecce sceso in campo deciso a riscattare l’inopinata sconfitta casalinga subita domenica scorsa per mano del Parma.
Nonostante le tantissime defezioni – Di Francesco ieri sera ha dovuto rinunciare ai vari Banda, Berisha, Camarda, Gaspar e Ramadani, vale a dire a ben cinque titolari – la squadra salentina ha tenuto bene il campo, dimostrando anche di saper soffrire e confermando, purtroppo, i soliti limiti negli ultimi sedici metri. Come dimostrano ad esempio le due ripartenze fallite nel primo tempo prima da Pierotti e poi da Stulic. Ed è proprio questo l’aspetto che preoccupa più della sconfitta, che ci può stare al cospetto della corazzata nerazzurra. Il Lecce, a metà del cammino, ha il peggior attacco della serie A con un bottino di 13 reti realizzate in 20 partite, una media pari a 0,65. Fermo restando che, ad oggi, la squadra di Eusebio Di Francesco si trova ancora fuori dalla zona retrocessione, è altrettanto vero però che il cammino è ancora molto lungo e pieno di insidie, di conseguenza è necessario mettere il tecnico nelle condizioni di migliorare la fase offensiva. Negli ultimi giorni sono arrivati dal mercato tre centrocampisti, Gandelman, Fofana e Ngom, probabilmente al Lecce occorre puntellare anche l’attacco. Nel frattempo da oggi la squadra resterà in ritiro a Novarello in attesa di scendere di nuovo in campo al Meazza, domenica sera, per la sfida con il Milan, valida per la seconda giornata del girone di ritorno. Torneranno a disposizione Banda e Ramadani, che hanno scontato la squalifica, e saranno disponibili pure Fofana e Ngom. Mancherà invece Veiga per squalifica.
Il racconto del match Il primo tempo si apre al 5’ con un passaggio errato di Pierotti che fa ripartire l’Inter, il pallone arriva a Bonny che calcia di precisione con il destro: Falcone si tuffa alla sua sinistra e devia in corner. Poi al 24’ Maresca indica il dischetto per punire un contatto in area Veiga-Bonny: richiamato dal Var Maggiori, il direttore di gara revoca il tiro dagli undici metri poiché il calciatore del Lecce colpisce prima il pallone dopodiché sfiora il piede dell’avversario. La squadra salentina tiene bene il campo senza correre grandi rischi e nella parte finale crea un po’ di prima ai nerazzurri. Al 39’ la ripartenza di Pierotti sfuma nei pressi dell’area di rigore; situazione analoga al 44’, questa volta con Stulic protagonista. Poi, in pieno recupero, al 48’, sul lancio di Falcone per Sottil l’ex di Milan e Fiorentina fa tremare il pubblico del Meazza con un sinistro che va molto vicino dal palo.
La ripresa è più frizzante anche perchè l’Inter rimescola le carte per cercare di trovare la via della rete. Falcone però continua a rubare la scena. Al 6’, con una parta d’istinto, sbarra la porta a Barella, bravo a colpire di testa. Poi si ripete all’8’ su Diouf che si dispera. I nerazzurri aumentano la pressione e di conseguenza lasciano qualche spazio in più ai giallorossi che al 29’ hanno l’occasione per andare in vantaggio. Peccato però che capiti sui piedi di un difensore, Siebert, che consente a Sommer di fare un figurone. E allora tocca a Falcone, di nuovo al 29’, intervenire sulla spizzata di Pio Esposito. Il portierone si ripete al 33’ sulla bordata di Lautaro, lanciato nella mischia da Chivu, ma non può nulla sulla ribattuta – sporca – di Esposito che regala la vittoria ai suoi.

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