Nostos, storia di un ritorno. In scena all’Apollo quattro fratelli ballerini
Stasera lo spettacolo con protagonisti Francesco, Jeshua, Chandra e Jonathan Costa, professionisti attivi nei Teatri dell’Opera di tutta Europa

Uno dei temi che negli antichi autori greci compare spesso è la nostalgia, termine in realtà inventato da uno studente alsaziano nel 1688 e che si basa sul “nostos” (ritorno), una delle parole chiave dell’Odissea. Del resto, nell’epica, il racconto dei “nostoi”, dei travagliati ritorni in patria dei protagonisti della guerra troiana, era un vero e proprio sottogenere poetico.
E proprio con “Nostos” tornano simbolicamente alle proprie radici salentine, attraversando memoria e identità, i quattro fratelliCosta, ballerini professionisti che dopo aver costruito percorsi individuali nei teatri più prestigiosi del mondo, hanno scelto di riunirsi per la prima volta in un progetto artistico comune. Il loro spettacolo, “Nostos” appunto, andrà in scena questa sera alle 21 al Teatro Apollo di Lecce (biglietti disponibili su TicketOne).
Sul palco ci saranno dunque Francesco Costa, danzatore solista all’Opera di Vienna e danzatore ufficiale del tour mondiale di Andrea Bocelli; Jeshua, danzatore solista all’Opéra di Lione; Chandra, danzatore all’Opéra di Nizza; e Jonathan, danzatore freelance attivo nei teatri internazionali. Con loro tre ballerine provenienti da importanti realtà coreutiche europee: Julia Baro, del Ballett Dortmund; Alessia Peschiulli, del Malandain Ballet Biarritz; e Fabiana Serrone, di Evolution Dance Theater.
Lo spettacolo Nostos
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Atelier del Balletto, scuola di danza diretta da un altro fratello, Stefano Capone, e con la partecipazione di altri artisti. Ci sarà anche un intervento del trombettista Cesare Dell’Anna, e con le coreografie di Alessio Di Stefano i ballerini danzeranno sulle note di Bon Iver, Nina Simone, Antonio Castrignanó, Jacques Brel, Vivaldi, Chopin, Avion Travel e Laurengel, il gruppo musicale di cui fa parte Jonathan.
«Il titolo di questo spettacolo voleva proprio sottolineare la nostra partenza da Lecce e il ritorno dopo tanti anni di carriera all’estero racconta Jeshua Costa e siamo felicissimi di realizzare proprio qui la nostra prima creazione insieme. Ricordo benissimo quando fra i 10 e i 15 anni ballavamo sulla lupa in Piazza Sant’Oronzo e facevamo gli artisti di strada. Poi siamo andati via vincendo le borse di studio al Teatro dell’Opera di Roma, ma da lì è partito tutto».
La storia della famiglia Costa
La storia di questi straordinari ballerini ha infatti origine a Lecce, nel piccolo soggiorno di una casa popolare, con dieci fratelli uniti dalla comune passione per la danza. Un percorso artistico che nasce all’interno di un contesto domestico unico, guidato da due figure genitoriali profondamente diverse ma complementari. Il padre, Agrippino Costa, conosciuto come “il rapinatore gentile”, viene ricordato come un artista ribelle dal passato turbolento, noto per le sue doti poetiche e pittoriche e le sue celebri evasioni. Al suo fianco la madre, insegnante elementare, rappresenta il pilastro affettivo della casa, una donna che ha saputo trasmettere ai figli il suo antico e mai realizzato desiderio di diventare ballerina. Attraverso il loro legame, l’amore diventa così il motore creativo che trasforma una realtà popolare in una storia di riscatto e arte.
«Il filo conduttore dello spettacolo è nostro padre aggiunge Jeshua nel senso che verranno proiettati diversi estratti del docufilm “Ossigeno” di Piero Cannizzaro. Praticamente è una sua lunga intervista in cui si comprende perfettamente la trasformazione di un uomo che ha vissuto 22 anni da solo e poi ha avuto una famiglia con dieci figli. E che si è salvato in prigione grazie all’arte. Questo il messaggio che ci ha trasmesso quando eravamo piccoli spingendoci a frequentare tutte le discipline artistiche».
Nostos, storia di un ritorno. In scena all’Apollo quattro fratelli ballerini
Stasera lo spettacolo con protagonisti Francesco, Jeshua, Chandra e Jonathan Costa, professionisti attivi nei Teatri dell’Opera di tutta Europa

Uno dei temi che negli antichi autori greci compare spesso è la nostalgia, termine in realtà inventato da uno studente alsaziano nel 1688 e che si basa sul “nostos” (ritorno), una delle parole chiave dell’Odissea. Del resto, nell’epica, il racconto dei “nostoi”, dei travagliati ritorni in patria dei protagonisti della guerra troiana, era un vero e proprio sottogenere poetico.
E proprio con “Nostos” tornano simbolicamente alle proprie radici salentine, attraversando memoria e identità, i quattro fratelliCosta, ballerini professionisti che dopo aver costruito percorsi individuali nei teatri più prestigiosi del mondo, hanno scelto di riunirsi per la prima volta in un progetto artistico comune. Il loro spettacolo, “Nostos” appunto, andrà in scena questa sera alle 21 al Teatro Apollo di Lecce (biglietti disponibili su TicketOne).
Sul palco ci saranno dunque Francesco Costa, danzatore solista all’Opera di Vienna e danzatore ufficiale del tour mondiale di Andrea Bocelli; Jeshua, danzatore solista all’Opéra di Lione; Chandra, danzatore all’Opéra di Nizza; e Jonathan, danzatore freelance attivo nei teatri internazionali. Con loro tre ballerine provenienti da importanti realtà coreutiche europee: Julia Baro, del Ballett Dortmund; Alessia Peschiulli, del Malandain Ballet Biarritz; e Fabiana Serrone, di Evolution Dance Theater.
Lo spettacolo Nostos
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Atelier del Balletto, scuola di danza diretta da un altro fratello, Stefano Capone, e con la partecipazione di altri artisti. Ci sarà anche un intervento del trombettista Cesare Dell’Anna, e con le coreografie di Alessio Di Stefano i ballerini danzeranno sulle note di Bon Iver, Nina Simone, Antonio Castrignanó, Jacques Brel, Vivaldi, Chopin, Avion Travel e Laurengel, il gruppo musicale di cui fa parte Jonathan.
«Il titolo di questo spettacolo voleva proprio sottolineare la nostra partenza da Lecce e il ritorno dopo tanti anni di carriera all’estero racconta Jeshua Costa e siamo felicissimi di realizzare proprio qui la nostra prima creazione insieme. Ricordo benissimo quando fra i 10 e i 15 anni ballavamo sulla lupa in Piazza Sant’Oronzo e facevamo gli artisti di strada. Poi siamo andati via vincendo le borse di studio al Teatro dell’Opera di Roma, ma da lì è partito tutto».
La storia della famiglia Costa
La storia di questi straordinari ballerini ha infatti origine a Lecce, nel piccolo soggiorno di una casa popolare, con dieci fratelli uniti dalla comune passione per la danza. Un percorso artistico che nasce all’interno di un contesto domestico unico, guidato da due figure genitoriali profondamente diverse ma complementari. Il padre, Agrippino Costa, conosciuto come “il rapinatore gentile”, viene ricordato come un artista ribelle dal passato turbolento, noto per le sue doti poetiche e pittoriche e le sue celebri evasioni. Al suo fianco la madre, insegnante elementare, rappresenta il pilastro affettivo della casa, una donna che ha saputo trasmettere ai figli il suo antico e mai realizzato desiderio di diventare ballerina. Attraverso il loro legame, l’amore diventa così il motore creativo che trasforma una realtà popolare in una storia di riscatto e arte.
«Il filo conduttore dello spettacolo è nostro padre aggiunge Jeshua nel senso che verranno proiettati diversi estratti del docufilm “Ossigeno” di Piero Cannizzaro. Praticamente è una sua lunga intervista in cui si comprende perfettamente la trasformazione di un uomo che ha vissuto 22 anni da solo e poi ha avuto una famiglia con dieci figli. E che si è salvato in prigione grazie all’arte. Questo il messaggio che ci ha trasmesso quando eravamo piccoli spingendoci a frequentare tutte le discipline artistiche».
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