Taranta, nel CdA il manager romano

La Provincia di Lecce ha sciolto il nodo sulla propria designazione nel Consiglio di amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta. E lo ha fatto scegliendo una strada meno scontata del previsto: non un amministratore interno all’ente, ma una figura esterna o quasi come Simone Silvi.
Una scelta che spariglia le consuetudini. Tradizionalmente, infatti, la Provincia individua i propri rappresentanti attingendo alla platea dei consiglieri o comunque a profili direttamente riconducibili alla governance territoriale. In questo caso, invece, il nome designato arriva al termine di un iter formale avviato con un avviso pubblico nel novembre 2025, finalizzato alla selezione di un componente del CdA per la durata residua del mandato quinquennale, con scadenza delle candidature fissata al 17 dicembre. Una procedura che si è chiusa nei giorni scorsi, premiando il profilo di Silvi.
Classe 1977, oggi amministratore unico di Zètema, Silvi guida da quattro anni la grande public company della cultura di Roma Capitale, chiamato direttamente dal sindaco Roberto Gualtieri. Zètema è una macchina complessa: oltre 80 milioni di euro di fatturato annuo, circa 900 dipendenti, la gestione del sistema dei Musei Civici, dei grandi eventi culturali e turistici della Capitale, fino a manifestazioni simboliche come il concerto di Capodanno. Nel suo curriculum figura anche una forte dimensione di sistema: Silvi è membro della giunta esecutiva di Federculture, osservatorio privilegiato sulle politiche culturali pubbliche del Paese.
Eppure, per Silvi, quello con la Taranta è anche un ritorno. Dopo il 2010 ha infatti lavorato per la Fondazione, in una fase in cui l’ente era ormai pienamente operativo e impegnato nel proprio consolidamento istituzionale. In quegli anni collaborò con Sergio Blasi, considerato uno dei principali artefici del progetto Taranta e allora alla guida della segreteria regionale del Pd, insieme a dirigenti e amministratori come Luigino Sergio e Massimo Manera, nella stagione che seguì definitivamente il passaggio dalla gestione della Grecia Salentina alla governance fondazionale. Un elemento che ridimensiona l’idea di una nomina del tutto estranea al contesto salentino.
Negli anni successivi, Silvi ha costruito il proprio profilo tra Roma e i grandi apparati culturali nazionali: dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani fino agli incarichi di vertice in ambito editoriale, formativo e manageriale. Nel suo curriculum figura anche la conoscenza diretta del Ministero della Cultura, maturata durante il governo Letta, nel ruolo di capo di segreteria del ministro Massimo Bray. La sua ricomparsa nel perimetro della Taranta, dopo un’assenza lunga, si inserisce dunque in una traiettoria già intrecciata in passato con la Fondazione.
La nomina va letta all’interno di un assetto del CdA che negli ultimi anni si è progressivamente ridefinito. Attualmente il Consiglio è composto dalla sindaca di Melpignano Valentina Avantaggiato in quota Istituto Diego Carpitella, Dina Manti in quota Regione Puglia e il sindaco di Soleto Graziano Vantaggiato in rappresentanza dell’Unione dei Comuni della Grecia Salentina. La casella provinciale era rimasta vacante dopo l’elezione in Regione dell’ex presidente Stefano Minerva e la decisione del suo successore, Fabio Tarantino, di ricorrere a un avviso pubblico per una nomina stabile, in grado di garantire continuità a un meccanismo complesso come la Fondazione.
Attorno alla Notte della Taranta e al suo CdA l’attenzione mediatica è costante, e la composizione dell’organo di indirizzo è da sempre terreno di confronto, talvolta acceso, tra territori, livelli istituzionali e visioni politiche. Il ritorno di Bray alla presidenza nel 2024, dopo dodici anni sotto la guida di Massimo Manera, ha segnato una discontinuità evidente: la Regione Puglia ha scelto di puntare su figure di alto profilo, esterne ai tradizionali equilibri locali, per ridefinire l’assetto della Fondazione.
In questo quadro, la designazione di Silvi da parte della Provincia di Lecce va nella stessa direzione: rafforzare il profilo manageriale e nazionale del CdA, affidandosi più alla solidità dei curricula che alla rappresentanza politica diretta.
Resta ora da capire quale direzione prenderà la Notte della Taranta nell’edizione in corso. Dopo il 2025, segnato dalla presenza di David Krakauer come maestro concertatore, l’attenzione si concentra sulle scelte artistiche future. In queste settimane è circolato con insistenza il nome di Ermal Meta come possibile nuovo maestro concertatore: un’ipotesi che, se confermata, segnerebbe un’ulteriore apertura verso un profilo pop-autoriale che, per storia e sensibilità, è però in grado di dialogare con un panorama umano e culturale allargato.
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Taranta, nel CdA il manager romano

La Provincia di Lecce ha sciolto il nodo sulla propria designazione nel Consiglio di amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta. E lo ha fatto scegliendo una strada meno scontata del previsto: non un amministratore interno all’ente, ma una figura esterna o quasi come Simone Silvi.
Una scelta che spariglia le consuetudini. Tradizionalmente, infatti, la Provincia individua i propri rappresentanti attingendo alla platea dei consiglieri o comunque a profili direttamente riconducibili alla governance territoriale. In questo caso, invece, il nome designato arriva al termine di un iter formale avviato con un avviso pubblico nel novembre 2025, finalizzato alla selezione di un componente del CdA per la durata residua del mandato quinquennale, con scadenza delle candidature fissata al 17 dicembre. Una procedura che si è chiusa nei giorni scorsi, premiando il profilo di Silvi.
Classe 1977, oggi amministratore unico di Zètema, Silvi guida da quattro anni la grande public company della cultura di Roma Capitale, chiamato direttamente dal sindaco Roberto Gualtieri. Zètema è una macchina complessa: oltre 80 milioni di euro di fatturato annuo, circa 900 dipendenti, la gestione del sistema dei Musei Civici, dei grandi eventi culturali e turistici della Capitale, fino a manifestazioni simboliche come il concerto di Capodanno. Nel suo curriculum figura anche una forte dimensione di sistema: Silvi è membro della giunta esecutiva di Federculture, osservatorio privilegiato sulle politiche culturali pubbliche del Paese.
Eppure, per Silvi, quello con la Taranta è anche un ritorno. Dopo il 2010 ha infatti lavorato per la Fondazione, in una fase in cui l’ente era ormai pienamente operativo e impegnato nel proprio consolidamento istituzionale. In quegli anni collaborò con Sergio Blasi, considerato uno dei principali artefici del progetto Taranta e allora alla guida della segreteria regionale del Pd, insieme a dirigenti e amministratori come Luigino Sergio e Massimo Manera, nella stagione che seguì definitivamente il passaggio dalla gestione della Grecia Salentina alla governance fondazionale. Un elemento che ridimensiona l’idea di una nomina del tutto estranea al contesto salentino.
Negli anni successivi, Silvi ha costruito il proprio profilo tra Roma e i grandi apparati culturali nazionali: dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani fino agli incarichi di vertice in ambito editoriale, formativo e manageriale. Nel suo curriculum figura anche la conoscenza diretta del Ministero della Cultura, maturata durante il governo Letta, nel ruolo di capo di segreteria del ministro Massimo Bray. La sua ricomparsa nel perimetro della Taranta, dopo un’assenza lunga, si inserisce dunque in una traiettoria già intrecciata in passato con la Fondazione.
La nomina va letta all’interno di un assetto del CdA che negli ultimi anni si è progressivamente ridefinito. Attualmente il Consiglio è composto dalla sindaca di Melpignano Valentina Avantaggiato in quota Istituto Diego Carpitella, Dina Manti in quota Regione Puglia e il sindaco di Soleto Graziano Vantaggiato in rappresentanza dell’Unione dei Comuni della Grecia Salentina. La casella provinciale era rimasta vacante dopo l’elezione in Regione dell’ex presidente Stefano Minerva e la decisione del suo successore, Fabio Tarantino, di ricorrere a un avviso pubblico per una nomina stabile, in grado di garantire continuità a un meccanismo complesso come la Fondazione.
Attorno alla Notte della Taranta e al suo CdA l’attenzione mediatica è costante, e la composizione dell’organo di indirizzo è da sempre terreno di confronto, talvolta acceso, tra territori, livelli istituzionali e visioni politiche. Il ritorno di Bray alla presidenza nel 2024, dopo dodici anni sotto la guida di Massimo Manera, ha segnato una discontinuità evidente: la Regione Puglia ha scelto di puntare su figure di alto profilo, esterne ai tradizionali equilibri locali, per ridefinire l’assetto della Fondazione.
In questo quadro, la designazione di Silvi da parte della Provincia di Lecce va nella stessa direzione: rafforzare il profilo manageriale e nazionale del CdA, affidandosi più alla solidità dei curricula che alla rappresentanza politica diretta.
Resta ora da capire quale direzione prenderà la Notte della Taranta nell’edizione in corso. Dopo il 2025, segnato dalla presenza di David Krakauer come maestro concertatore, l’attenzione si concentra sulle scelte artistiche future. In queste settimane è circolato con insistenza il nome di Ermal Meta come possibile nuovo maestro concertatore: un’ipotesi che, se confermata, segnerebbe un’ulteriore apertura verso un profilo pop-autoriale che, per storia e sensibilità, è però in grado di dialogare con un panorama umano e culturale allargato.
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