Luminarie di Puglia verso l’Unesco: secondo via libera per il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Cosa succede ora

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Luminarie di Puglia verso l’Unesco: secondo via libera per il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Cosa succede ora

di Mattia CHETTA
lunedì 5 gennaio 2026, 20:52 – Ultimo aggiornamento:
12 gennaio, 16:15
| 1 Minuto di Lettura
Un dettaglio di piazza San Sebastiano durante i festeggiamenti del santo patrono, Sebastiano, a giugno 2025.

Bagliori del Sud verso l’Unesco. Le luminarie di Puglia insieme a quelle di altre sei regioni del Mezzogiorno incassano il secondo via libera nel percorso che potrebbe portarle al riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un traguardo sempre più vicino per un’arte effimera che da secoli accende feste, piazze e comunità, trasformando la luce in racconto identitario. Dopo anni di tradizione e di paziente maestria artigianale, le “parazioni” si preparano ora al salto internazionale. Nei prossimi mesi, infatti, il Comitato tecnico-scientifico che fra gli altri riunisce luminaristi, storici, antropologi e studiosi lavorerà insieme al ministero della Cultura alla stesura finale del dossier da inviare a Parigi. Un lavoro corale per raccontare un Sud che illumina non solo gli spazi urbani, ma anche la propria storia, tra devozione, festa e arte popolare.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Luminarie di Puglia verso l’Unesco: secondo via libera per il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Cosa succede ora

di Mattia CHETTA
lunedì 5 gennaio 2026, 20:52 – Ultimo aggiornamento:
12 gennaio, 16:15
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Un dettaglio di piazza San Sebastiano durante i festeggiamenti del santo patrono, Sebastiano, a giugno 2025.

Bagliori del Sud verso l’Unesco. Le luminarie di Puglia insieme a quelle di altre sei regioni del Mezzogiorno incassano il secondo via libera nel percorso che potrebbe portarle al riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un traguardo sempre più vicino per un’arte effimera che da secoli accende feste, piazze e comunità, trasformando la luce in racconto identitario. Dopo anni di tradizione e di paziente maestria artigianale, le “parazioni” si preparano ora al salto internazionale. Nei prossimi mesi, infatti, il Comitato tecnico-scientifico che fra gli altri riunisce luminaristi, storici, antropologi e studiosi lavorerà insieme al ministero della Cultura alla stesura finale del dossier da inviare a Parigi. Un lavoro corale per raccontare un Sud che illumina non solo gli spazi urbani, ma anche la propria storia, tra devozione, festa e arte popolare.

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Source URL: http://quotidianodipuglia.it/schede/luminarie_puglia_unesco_patrimonio_umanita-9280473.html


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