La lezione di Sparkle: valorizzare le fragilità

C’è qualcosa di magico nelle parole di una favola. Basta un pizzico di fantasia per ritrovarsi altrove in un mondo che è un rispecchiamento del nostro e nel quale tutto prende vita: è il potere delle storie. In “Sparkle. Il pesciolino che voleva viaggiare alla scoperta di sé e della costa salentina” (Milella, 2025), Laura Martucci – docente di lingua e cultura inglese al Liceo “Pietro Siciliani” di Lecce, al suo esordio narrativo – conduce il lettore tra le onde del mare, dai suoi abissi fino alla visione della terraferma con le sue albe e i suoi tramonti, per un racconto che si muove su un tracciato emozionale fatto di incontri con creature del mare e del cielo attraverso l’esplorazione del Salento da una prospettiva inedita. Perché quella di Sparkle, il “pesciolino vivace e curioso, dalle squame radiose”, è la storia di ognuno di noi nel momento in cui ci si rapporta al mondo con la curiosità e la voglia di avventura verso nuove mete.
Un percorso che si delinea attraverso il confronto con gli altri, la conoscenza dei propri sentimenti e delle proprie fragilità. Così, questo piccolo avventuriero con le pinne è in grado di parlare al cuore di bambini, ragazzi, insegnanti, genitori. Il libro sarà presentato sabato 27 dicembre a Lecce alle ore 18 nel foyer del Teatro Politeama Greco. L’autrice dialoga con Daniela Palmieri, curatrice della prefazione. Parte del ricavato delle vendite del volume sarà devoluto alla Comunità Emmanuel.
Il viaggio di Sparkle
La formula magica “c’era una volta” porta il lettore, per incanto, “tra le acque calme e protette dell’oasi naturale delle Cesine”. Fin da subito fanno capolino il protagonista e i raggi del sole appena sopra la superficie delle onde che emanano un tepore rassicurante. È un piccolo mondo fatto di “pareti” di alghe, anemoni, qualche piccolo scoglio. È qui, tra le sue tenere certezze, che Sparkle vive con mamma Perla e i fratellini Spruzzo, Gocciolina e Pilù; la sua casa è in quel mare dei grandi giochi a nascondino, di “caccia alle bolle” e di “chi arriva prima al mucchietto?”: prove divertenti che però richiedono una certa velocità.
Ecco allora svelata la prima fragilità di Sparkle: la sua codina lo rende più impacciato nelle gare e lo fa sentire diverso. Ma non meno carico di sogni e di coraggio, tanto da riuscire a prendere il largo, anche quando la corrente diventa più forte. Un giorno, infatti, ascoltando le storie dell’anziano pescatore Nonno Corallo, per la prima volta sente parlare di Leuca, punto d’incontro tra l’Adriatico e lo Ionio e luogo di accoglienza delle differenze. Così, decide di partire: la rotta è lunga e piena di insidie. Ma durante il cammino non mancherà chi sarà sempre pronto ad aiutarlo. Nel suo percorso lungo la costa salentina incontra molte creature – meduse, granchi, gabbiani, pesci anguilla, murene, tartarughe, delfini, sirene, pesci “medici”, ricci saggi – che diventano suoi amici e lo aiutano a superare correnti, grotte buie, tratti di mare impervi e pericolosi.
Ognuno di loro gli dona qualcosa e almeno due lezioni possono guidare il lettore: esiste sempre una via d’uscita anche quando il vicolo sembra cieco; prima di mettersi in viaggio verso qualsiasi isola, mare o città, è necessario saper tradurre le proprie fragilità in punti di forza, anche se sembrano poco più che semplici debolezze.
Accade allora che a Roca, con la medusa Fluttuante e il granchio Zampetta, Sparkle impari a non temere il buio e a sfruttare la sua piccola codina come mezzo efficace per individuare passaggi segreti. A Porto Badisco, la murena Mirea gli trasmette l’arte della pazienza e della perseveranza per il raggiungimento dei propri obiettivi.
La trama crea, in controluce, un itinerario narrativo della costa salentina molto suggestivo, reso ancor più godibile dalla scrittura di Martucci in cui il racconto fantastico approda a quello del paesaggio reale con le sue leggende. Grazie alla sua piccola codina e all’aiuto dei tanti amici incontrati per strada, Sparkle avrà modo di conoscere molte località e alcune delle loro bellezze paesaggistiche come Otranto e il Faro di Punta Palascìa; Castro e la Grotta Zinzulusa; Tricase Porto e Marina Serra; Gallipoli, Santa Caterina, Porto Selvaggio e molti altri posti ancora.
Tra l’andata e il ritorno, gli occhietti del piccolo Sparkle hanno conosciuto tanta bellezza e brillano di rinnovata energia. Poco prima di arrivare lì dove il suo viaggio era partito, nel suo morbido letto di canne e ninfee, Sparkle riesce a leggere un messaggio su una bottiglia di vetro forse scritto da Marcel Proust o da un altro navigante: “Il vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”. Il messaggio racchiuso tra le coloratissime pagine di “Sparkle” è che la diversità può essere una vela, sospinta da un vento tutto interiore, che può spirare soltanto se ci si lascia trasportare.
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La lezione di Sparkle: valorizzare le fragilità

C’è qualcosa di magico nelle parole di una favola. Basta un pizzico di fantasia per ritrovarsi altrove in un mondo che è un rispecchiamento del nostro e nel quale tutto prende vita: è il potere delle storie. In “Sparkle. Il pesciolino che voleva viaggiare alla scoperta di sé e della costa salentina” (Milella, 2025), Laura Martucci – docente di lingua e cultura inglese al Liceo “Pietro Siciliani” di Lecce, al suo esordio narrativo – conduce il lettore tra le onde del mare, dai suoi abissi fino alla visione della terraferma con le sue albe e i suoi tramonti, per un racconto che si muove su un tracciato emozionale fatto di incontri con creature del mare e del cielo attraverso l’esplorazione del Salento da una prospettiva inedita. Perché quella di Sparkle, il “pesciolino vivace e curioso, dalle squame radiose”, è la storia di ognuno di noi nel momento in cui ci si rapporta al mondo con la curiosità e la voglia di avventura verso nuove mete.
Un percorso che si delinea attraverso il confronto con gli altri, la conoscenza dei propri sentimenti e delle proprie fragilità. Così, questo piccolo avventuriero con le pinne è in grado di parlare al cuore di bambini, ragazzi, insegnanti, genitori. Il libro sarà presentato sabato 27 dicembre a Lecce alle ore 18 nel foyer del Teatro Politeama Greco. L’autrice dialoga con Daniela Palmieri, curatrice della prefazione. Parte del ricavato delle vendite del volume sarà devoluto alla Comunità Emmanuel.
Il viaggio di Sparkle
La formula magica “c’era una volta” porta il lettore, per incanto, “tra le acque calme e protette dell’oasi naturale delle Cesine”. Fin da subito fanno capolino il protagonista e i raggi del sole appena sopra la superficie delle onde che emanano un tepore rassicurante. È un piccolo mondo fatto di “pareti” di alghe, anemoni, qualche piccolo scoglio. È qui, tra le sue tenere certezze, che Sparkle vive con mamma Perla e i fratellini Spruzzo, Gocciolina e Pilù; la sua casa è in quel mare dei grandi giochi a nascondino, di “caccia alle bolle” e di “chi arriva prima al mucchietto?”: prove divertenti che però richiedono una certa velocità.
Ecco allora svelata la prima fragilità di Sparkle: la sua codina lo rende più impacciato nelle gare e lo fa sentire diverso. Ma non meno carico di sogni e di coraggio, tanto da riuscire a prendere il largo, anche quando la corrente diventa più forte. Un giorno, infatti, ascoltando le storie dell’anziano pescatore Nonno Corallo, per la prima volta sente parlare di Leuca, punto d’incontro tra l’Adriatico e lo Ionio e luogo di accoglienza delle differenze. Così, decide di partire: la rotta è lunga e piena di insidie. Ma durante il cammino non mancherà chi sarà sempre pronto ad aiutarlo. Nel suo percorso lungo la costa salentina incontra molte creature – meduse, granchi, gabbiani, pesci anguilla, murene, tartarughe, delfini, sirene, pesci “medici”, ricci saggi – che diventano suoi amici e lo aiutano a superare correnti, grotte buie, tratti di mare impervi e pericolosi.
Ognuno di loro gli dona qualcosa e almeno due lezioni possono guidare il lettore: esiste sempre una via d’uscita anche quando il vicolo sembra cieco; prima di mettersi in viaggio verso qualsiasi isola, mare o città, è necessario saper tradurre le proprie fragilità in punti di forza, anche se sembrano poco più che semplici debolezze.
Accade allora che a Roca, con la medusa Fluttuante e il granchio Zampetta, Sparkle impari a non temere il buio e a sfruttare la sua piccola codina come mezzo efficace per individuare passaggi segreti. A Porto Badisco, la murena Mirea gli trasmette l’arte della pazienza e della perseveranza per il raggiungimento dei propri obiettivi.
La trama crea, in controluce, un itinerario narrativo della costa salentina molto suggestivo, reso ancor più godibile dalla scrittura di Martucci in cui il racconto fantastico approda a quello del paesaggio reale con le sue leggende. Grazie alla sua piccola codina e all’aiuto dei tanti amici incontrati per strada, Sparkle avrà modo di conoscere molte località e alcune delle loro bellezze paesaggistiche come Otranto e il Faro di Punta Palascìa; Castro e la Grotta Zinzulusa; Tricase Porto e Marina Serra; Gallipoli, Santa Caterina, Porto Selvaggio e molti altri posti ancora.
Tra l’andata e il ritorno, gli occhietti del piccolo Sparkle hanno conosciuto tanta bellezza e brillano di rinnovata energia. Poco prima di arrivare lì dove il suo viaggio era partito, nel suo morbido letto di canne e ninfee, Sparkle riesce a leggere un messaggio su una bottiglia di vetro forse scritto da Marcel Proust o da un altro navigante: “Il vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”. Il messaggio racchiuso tra le coloratissime pagine di “Sparkle” è che la diversità può essere una vela, sospinta da un vento tutto interiore, che può spirare soltanto se ci si lascia trasportare.
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