Giornata della Memoria in Puglia, bandiera a mezz’asta. Decaro: «Resistenza contro ogni rigurgito di violenza»

Bandiere a mezz’asta sul palazzo della presidenza della Regione Puglia, in occasione della Giornata della Memoria. «La memoria è una forma di resistenza contro ogni rigurgito di violenza, odio, indifferenza» ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. «La memoria che celebriamo oggi – ha aggiunto il governatore – va praticata ogni giorno, nelle scelte quotidiane di ciascuno di noi. La memoria è un esercizio costante che ci permette di difenderci dagli orrori del passato, costituisce un argine culturale e politico per riconoscere e contrastare qualsiasi reminiscenza delle stagioni più buie che l’umanità ha attraversato, con la speranza che l’insegnamento che possiamo trarne ispiri sempre i pensieri e le azioni». «Stiamo vivendo un momento storico di grande paura, in cui gli spettri di periodi bui si stanno ripresentando con atteggiamenti di sopruso che in qualche caso coinvolgono interi popoli – ha aggiunto l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta -. In questo contesto, è ancora più importante celebrare la Giornata della Memoria per tenere a mente i valori di pace, democrazia e solidarietà fra i popoli sui quali abbiamo costruito l’Europa e l’ordine mondiale all’indomani della Seconda guerra mondiale e della barbarie nazifascista che ha causato lo sterminio di milioni di ebrei, rom, sinti e omosessuali. Non sempre la Memoria è stata sufficiente a evitare nuove ingiustizie. Tuttavia, – conclude – non possiamo rinunciare a ricordare né tantomeno lasciare spazio a vecchie o nuove forme di antisemitismo».

Bari
Il sindaco di Bari Vito Leccese ha partecipato oggi ad alcune delle iniziative organizzate in città in occasione della Giornata della Memoria, ricordando due vittime baresi della deportazione. In mattinata l’amministrazione comunale, l’ANPI e il coordinamento antifascista hanno ricordato Filippo D’Agostino – sindacalista, consigliere comunale di Bari, antifascista e vittima della deportazione – con la deposizione di una corona di fiori da parte del sindaco presso la targa a lui intitolata nella sala consiliare di Palazzo di Città. Alla cerimonia, tra gli altri, è intervenuto anche il prefetto di Bari Francesco Russo. «Questa targa è stata apposta solo pochi anni fa – ha dichiarato il sindaco –. Per questo voglio ringraziare l’ANPI, che ha sollecitato l’amministrazione comunale a lavorare sulla ricostruzione del contributo che la nostra città ha dato alla lotta di Resistenza, lavorando su memoria e radici della comunità barese. In questo contesto Filippo D’Agostino è stato un protagonista non soltanto nella difesa dei diritti dei lavoratori, ma anche nel suo impegno politico e istituzionale: sedeva infatti tra i banchi del Consiglio comunale già nel 1920. Per troppi anni Bari ha rimosso, o ha fatto finta di non ricordare, il ruolo determinante che ha avuto nell’esito della lotta di Liberazione, culminata il 25 aprile 1945. Un ruolo costruito attraverso l’impegno di Filippo D’Agostino, di Rita Maierotti e di tanti intellettuali che animavano il dibattito culturale all’interno della casa editrice Laterza, contribuendo a un pensiero critico e libero». A seguire, il sindaco si è recato presso il Liceo Scacchi dove, su iniziativa dell’ANPI e dell’amministrazione comunale, alla presenza della comunità scolastica, è stata deposta una corona di fiori sotto la targa che ricorda Giuseppe Zannini, già alunno dell’istituto barese. Antifascista cattolico, amico di Aldo Moro e di Achille Ardigò, Zannini fu catturato dalle SS a Bologna e internato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì, per sfinimento dopo la prigionia. «Giuseppe Zannini è stato un martire. Un martire per il suo impegno antifascista: un combattente a difesa della libertà e della democrazia. Quando parlo di queste cose mi emoziono particolarmente: ricordando i tanti italiani che non esitarono a fare una scelta di campo, schierandosi con i partigiani, lottando contro le truppe di occupazione nazifascista». Nel corso degli incontri, il sindaco ha richiamato anche il significato profondo della Giornata della Memoria: «In questa giornata voglio ricordare le parole di Elie Wiesel, quando dice che il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza. La Shoah è stata possibile anche a causa dell’indifferenza delle diplomazie e dei poteri economici e politici che allora condizionavano la vita dell’Europa. Ecco perché queste giornate non devono essere un mero esercizio retorico: devono servire a raccogliere un’eredità importantissima, quella di persone come Filippo D’Agostino e di Giuseppe Zannini, per farla vivere nel presente e consegnarla soprattutto ai giovani. Di fronte ai segnali preoccupanti di ritorno a quel passato, sta a noi contrastarli con un presidio quotidiano della democrazia e della libertà. L’indifferenza è il pericolo più grande: quando si è indifferenti, può accadere di tutto, anche quello che è già accaduto».
Brindisi
L’iniziativa del Polo Messapia di Brindisi per non dimenticare l’orrore della Shoa: la performance “Due voci e una memoria” nasce da un testo ispirato al lavoro di Matteo Corradini, scrittore e studioso contemporaneo della Shoah, tra le voci più autorevoli nella ricerca e nella divulgazione sulla memoria. Il testo, riadattato dagli studenti del Polo Messapia, è un dialogo essenziale e diretto. Le due voci non si limitano a ricordare: interrogano, mettono a nudo le abitudini, rifiutano la retorica. Restituiscono ai nomi la loro dignità, ricordando che la memoria non è un esercizio del passato, ma un atto di responsabilità nel presente.
La memoria prende voce, corpo e musica grazie ai più giovani. È questo il filo rosso che ha attraversato la cerimonia del Giorno della Memoria ospitata in Prefettura a Brindisi, dove il contributo determinante degli studenti delle scuole superiori del territorio ha trasformato il ricordo della Shoah in un’esperienza viva e partecipata. Performance teatrali, esecuzioni musicali e narrazioni visive curate dagli studenti hanno scandito un evento intenso, capace di coinvolgere istituzioni e pubblico. «Oggi più che mai dobbiamo recuperare il senso dell’umanità», ha sottolineato il prefetto Guido Aprea, richiamando il dovere delle istituzioni repubblicane di custodire e trasmettere la memoria di «questo buio dell’umanità», soprattutto in un quadro internazionale complesso. «Vediamo qui i giovani, i veri destinatari del nostro presente», ha aggiunto, indicando nella Prefettura «la casa di tutti», luogo simbolo dell’impegno e dello studio delle nuove generazioni. Alla manifestazione, promossa in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia – Ambito territoriale di Brindisi e la Direzione dell’Archivio di Stato di Brindisi, hanno preso parte le autorità civili, militari e religiose della provincia e una rappresentanza degli studenti del polo liceale “Marzolla-Leo-Simone-Durano”, dell’IISS “Ferraris-De Marco-Valzani” e dell’IPSSS “Morvillo-Falcone-Bassi”.
Ad aprire i lavori è stato il professor Giacomo Carito, presidente della Società di Storia Patria di Brindisi, con una riflessione sul ruolo della città come snodo logistico e simbolico dell’emigrazione ebraica nel secondo dopoguerra.
La Prefettura ha inoltre ospitato un articolato percorso espositivo che ha intrecciato documenti e creatività: dalla mostra “La Shoah nelle carte dell’Archivio di Stato di Brindisi” a “Coltiviamo la Memoria” del polo liceale, fino alle riproduzioni sartoriali dell’IPSSS “Morvillo-Falcone-Bassi” e alle installazioni artistiche in ferro dell’IISS “Ferraris-De Marco-Valzani”. La cerimonia, aperta con l’esecuzione del Canto degli Italiani, è stata accompagnata da brani simbolo della memoria – da Gam Gam a Here’s to You, da Schindler’s List a La vita è bella – interpretati dall’orchestra del Liceo musicale “Durano”. Spazio quindi alle performance dell’IISS “Ferraris-De Marco-Valzani”, che hanno proposto la reinterpretazione di un testo di Matteo Corradini e un’esibizione musicale al sax e alla chitarra su un brano originale composto ed eseguito dagli studenti, restituendo al pubblico un linguaggio contemporaneo e partecipato del ricordo. A chiudere l’iniziativa è stato l’intervento del direttore dell’Archivio di Stato di Brindisi, Diego Sicorello, che rivolgendosi agli studenti ha lanciato un messaggio chiaro: «Abbiate il coraggio di servirvi della vostra intelligenza, per discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è, per essere sempre sentinelle della democrazia».
Lecce
Si è svolta questa mattina, presso l’Aula Baracca della Scuola di Cavalleria di Lecce, la celebrazione provinciale del Giorno della Memoria. L’evento, promosso dalla Prefettura di Lecce in sinergia con la Provincia, il Comune di Lecce, l’Ufficio Scolastico Territoriale e il Comitato Provinciale di Valorizzazione della Cultura della Repubblica, ha rappresentato un momento di profonda riflessione collettiva sulle atrocità della Shoah e sul valore della testimonianza. La cerimonia ha assunto quest’anno un significato ancora più urgente, ponendosi come risposta civile al preoccupante aumento globale dei fenomeni di antisemitismo e di incitamento all’odio. Dopo il momento dell’Alzabandiera nel Piazzale D’Armi della Scuola di Cavalleria e gli interventi di saluto del Prefetto Natalino Manno, del Vicesindaco di Lecce Roberto Giordano Anguilla, del Presidente della Provincia Fabio Tarantino e del Comandante della Scuola di Cavalleria Matteo Rizzitelli, ha presso avvio il momento più solenne della mattinata, dedicato alla consegna di 10 Medaglie d’Onore, concesse con Decreto del Presidente della Repubblica. I riconoscimenti sono stati consegnati ai familiari di altrettanti concittadini salentini che, durante il secondo conflitto mondiale, furono deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Un gesto simbolico per restituire dignità e memoria a chi pagò con la libertà e la sofferenza la resistenza alla barbarie. La seconda parte della manifestazione si è aperta con gli autorevoli interventi del Prof. Francesco Somaini, Prorettore alle Politiche Culturali dell’Università del Salento, nonché del Prof. Daniele De Luca del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento. La celebrazione è poi proseguita avendo come protagonisti gli studenti di alcuni istituti scolastici della provincia, quali l’IC “G. Falcone” di Copertino, l’IC “Grandi-Castromediano” di Lecce, l’IC di San Cesario, l’Istituto “Tempesta-Galateo” di Lecce, il Liceo “Pietro Colonna” di Galatina, l’Istituto “Enrico Medi” di Galatone e l’IC “De Amicis” di Lecce. Attraverso una serie di performance musicali e teatrali, i giovani hanno saputo interpretare e riattualizzare i valori di democrazia e convivenza civile sanciti dalla Carta Costituzionale. Il coinvolgimento delle scuole ha dimostrato come il “filo della memoria” possa essere riannodato con linguaggi moderni e appassionati, trasformando il ricordo storico in un impegno quotidiano contro ogni forma di discriminazione. “Ricordare non è un atto formale, ma un dovere etico verso il presente”, è stato sottolineato durante i saluti istituzionali delle Autorità provinciali e comunali intervenute. Il Prefetto Natalino Manno, ricordando le toccanti parole di apertura dell’opera “Se questo è un uomo” di Primo Levi, ha sottolineato come la memoria non sia un esercizio statico del passato, ma un “anticorpo attivo” contro l’indifferenza e ogni forma di discriminazione moderna, invitando i numerosi giovani presenti in sala ad impegnarsi in prima persona per il rispetto della dignità umana, per diventarsi costruttori di pace, abbandonando la cultura della violenza, deponendo le armi del guerriero a tutti i costi, faverendo invece il dialogo, la mediazione per costruire giorno dopo giorno un habitat mentale nuovo predisposto alla giustizia sociale, all’uguaglianza dei diritti ed al ripudio di ogni logica di sopraffazione e prepotenza.
Taranto
«Lo sterminio di un’intera popolazione richiama fortemente la nostra coscienza ed è stato reso possibile anche dall’indifferenza». Così il prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, nel corso della cerimonia del Giorno della Memoria che si è svolta in prefettura, dedicata allo sterminio del popolo ebraico e alle persecuzioni dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Durante l’iniziativa è stata consegnata la Medaglia d’onore, concessa dal Presidente della Repubblica, alla memoria di Luca Chiego, deportato in un lager nazista durante la Seconda guerra mondiale. Il riconoscimento è stato ritirato dal nipote Gianfranco Visconti, alla presenza dell’arcivescovo Ciro Miniero, del vicesindaco Mattia Giorno, di sindaci e amministratori della provincia, dei vertici delle forze dell’ordine e di una nutrita rappresentanza delle scuole del territorio. «Questa medaglia restituisce valore a una persona che ha servito la nazione e ha pagato il prezzo più alto, quello della vita», ha dichiarato Visconti, ricordando che lo zio «fu deportato dopo essere stato dichiarato disperso». Nel suo intervento Liguori ha sottolineato che «il Giorno della Memoria richiama tutti a rifiutare ogni forma di razzismo, antisemitismo e sopraffazione» ed è «una giornata dal forte valore anche per l’attualità e per i giovani». Il professor Stefano Vinci, docente dell’Università di Bari, ha ricordato che «il confine tra antisionismo e antisemitismo è antico» e che «l’odio razziale ritorna ciclicamente», richiamando il ruolo del diritto internazionale. La cerimonia è stata accompagnata da interventi musicali degli studenti del Liceo Archita.
Foggia
In occasione della Giornata della Memoria il dipartimento di studi umanistici dell’università di Foggia ospita, da oggi al 9 febbraio, la mostra fotografica intitolata ‘L’arte della memoria. Mai più. Fiamme e Fuoco’ che ha già fatto tappa in diverse città, tra cui Castano Primo, Buscate, Arconate, Conversano e Trani. L’esposizione, una personale degli artisti Arkadiusz Sędek e Antonio Russo Galante, si inserisce – fanno sapere dall’ateneo – nel più ampio impegno dell’università di Foggia nel promuovere la memoria storica, la riflessione critica e la consapevolezza civile, in particolare tra le giovani generazioni, affinché il ricordo della Shoah continui a essere monito contro ogni forma di odio, discriminazione e violenza. Il percorso espositivo intende ricordare la tragedia della Shoah che ha coinvolto la Germania, la Polonia e l’intera Europa, ma che interpella ancora oggi, sul piano etico e morale, l’umanità tutta. «La Giornata della Memoria rappresenta per l’Università un momento imprescindibile di riflessione collettiva – dichiara il rettore Lorenzo Lo Muzio -. Iniziative come questa confermano il ruolo dell’Ateneo non solo come luogo di formazione e ricerca, ma anche come spazio di coscienza civile». Il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, in occasione della Giornata della Memoria, ha consegnato questa mattina le medaglie d’onore che il Presidente della Repubblica ha conferito ai cittadini della provincia di Foggia deportati ed internati nei campi lager nazisti. Quest’anno il riconoscimento è stato attribuito a Michele Di Biase nato nel 1921 ad Apricena e ad Antonio Festa nel 1919 ad Orta Nova e residente a Foggia. Le medaglie sono state consegnate ai parenti degli insigniti dal prefetto con l’assessore del Comune di Apricena Giuseppe Solimando, e la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo. Nel corso della manifestazione, con la partecipazione delle autorità civili e religiose della provincia, gli alunni del liceo musicale Poerio di Foggia hanno eseguito alcuni brani tratti da film sulla Shoah e il Canto degli Italiani, mentre gli studenti del liceo artistico Perugini hanno allestito una mostra temporanea nei saloni della prefettura sui temi della deportazione, del genocidio e della rinascita. Nel corso della celebrazione, sono stati poi letti alcuni testi di internati nei lager, tra cui un estratto da ‘Il Diario di Anna Frank’, da parte di alcuni alunni del liceo classico Pietro Giannone di San Marco in Lamis e dell’istituto scolastico Parisi De Sanctis di Foggia.
Giornata della Memoria in Puglia, bandiera a mezz’asta. Decaro: «Resistenza contro ogni rigurgito di violenza»

Bandiere a mezz’asta sul palazzo della presidenza della Regione Puglia, in occasione della Giornata della Memoria. «La memoria è una forma di resistenza contro ogni rigurgito di violenza, odio, indifferenza» ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. «La memoria che celebriamo oggi – ha aggiunto il governatore – va praticata ogni giorno, nelle scelte quotidiane di ciascuno di noi. La memoria è un esercizio costante che ci permette di difenderci dagli orrori del passato, costituisce un argine culturale e politico per riconoscere e contrastare qualsiasi reminiscenza delle stagioni più buie che l’umanità ha attraversato, con la speranza che l’insegnamento che possiamo trarne ispiri sempre i pensieri e le azioni». «Stiamo vivendo un momento storico di grande paura, in cui gli spettri di periodi bui si stanno ripresentando con atteggiamenti di sopruso che in qualche caso coinvolgono interi popoli – ha aggiunto l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta -. In questo contesto, è ancora più importante celebrare la Giornata della Memoria per tenere a mente i valori di pace, democrazia e solidarietà fra i popoli sui quali abbiamo costruito l’Europa e l’ordine mondiale all’indomani della Seconda guerra mondiale e della barbarie nazifascista che ha causato lo sterminio di milioni di ebrei, rom, sinti e omosessuali. Non sempre la Memoria è stata sufficiente a evitare nuove ingiustizie. Tuttavia, – conclude – non possiamo rinunciare a ricordare né tantomeno lasciare spazio a vecchie o nuove forme di antisemitismo».

Bari
Il sindaco di Bari Vito Leccese ha partecipato oggi ad alcune delle iniziative organizzate in città in occasione della Giornata della Memoria, ricordando due vittime baresi della deportazione. In mattinata l’amministrazione comunale, l’ANPI e il coordinamento antifascista hanno ricordato Filippo D’Agostino – sindacalista, consigliere comunale di Bari, antifascista e vittima della deportazione – con la deposizione di una corona di fiori da parte del sindaco presso la targa a lui intitolata nella sala consiliare di Palazzo di Città. Alla cerimonia, tra gli altri, è intervenuto anche il prefetto di Bari Francesco Russo. «Questa targa è stata apposta solo pochi anni fa – ha dichiarato il sindaco –. Per questo voglio ringraziare l’ANPI, che ha sollecitato l’amministrazione comunale a lavorare sulla ricostruzione del contributo che la nostra città ha dato alla lotta di Resistenza, lavorando su memoria e radici della comunità barese. In questo contesto Filippo D’Agostino è stato un protagonista non soltanto nella difesa dei diritti dei lavoratori, ma anche nel suo impegno politico e istituzionale: sedeva infatti tra i banchi del Consiglio comunale già nel 1920. Per troppi anni Bari ha rimosso, o ha fatto finta di non ricordare, il ruolo determinante che ha avuto nell’esito della lotta di Liberazione, culminata il 25 aprile 1945. Un ruolo costruito attraverso l’impegno di Filippo D’Agostino, di Rita Maierotti e di tanti intellettuali che animavano il dibattito culturale all’interno della casa editrice Laterza, contribuendo a un pensiero critico e libero». A seguire, il sindaco si è recato presso il Liceo Scacchi dove, su iniziativa dell’ANPI e dell’amministrazione comunale, alla presenza della comunità scolastica, è stata deposta una corona di fiori sotto la targa che ricorda Giuseppe Zannini, già alunno dell’istituto barese. Antifascista cattolico, amico di Aldo Moro e di Achille Ardigò, Zannini fu catturato dalle SS a Bologna e internato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì, per sfinimento dopo la prigionia. «Giuseppe Zannini è stato un martire. Un martire per il suo impegno antifascista: un combattente a difesa della libertà e della democrazia. Quando parlo di queste cose mi emoziono particolarmente: ricordando i tanti italiani che non esitarono a fare una scelta di campo, schierandosi con i partigiani, lottando contro le truppe di occupazione nazifascista». Nel corso degli incontri, il sindaco ha richiamato anche il significato profondo della Giornata della Memoria: «In questa giornata voglio ricordare le parole di Elie Wiesel, quando dice che il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza. La Shoah è stata possibile anche a causa dell’indifferenza delle diplomazie e dei poteri economici e politici che allora condizionavano la vita dell’Europa. Ecco perché queste giornate non devono essere un mero esercizio retorico: devono servire a raccogliere un’eredità importantissima, quella di persone come Filippo D’Agostino e di Giuseppe Zannini, per farla vivere nel presente e consegnarla soprattutto ai giovani. Di fronte ai segnali preoccupanti di ritorno a quel passato, sta a noi contrastarli con un presidio quotidiano della democrazia e della libertà. L’indifferenza è il pericolo più grande: quando si è indifferenti, può accadere di tutto, anche quello che è già accaduto».
Brindisi
L’iniziativa del Polo Messapia di Brindisi per non dimenticare l’orrore della Shoa: la performance “Due voci e una memoria” nasce da un testo ispirato al lavoro di Matteo Corradini, scrittore e studioso contemporaneo della Shoah, tra le voci più autorevoli nella ricerca e nella divulgazione sulla memoria. Il testo, riadattato dagli studenti del Polo Messapia, è un dialogo essenziale e diretto. Le due voci non si limitano a ricordare: interrogano, mettono a nudo le abitudini, rifiutano la retorica. Restituiscono ai nomi la loro dignità, ricordando che la memoria non è un esercizio del passato, ma un atto di responsabilità nel presente.
La memoria prende voce, corpo e musica grazie ai più giovani. È questo il filo rosso che ha attraversato la cerimonia del Giorno della Memoria ospitata in Prefettura a Brindisi, dove il contributo determinante degli studenti delle scuole superiori del territorio ha trasformato il ricordo della Shoah in un’esperienza viva e partecipata. Performance teatrali, esecuzioni musicali e narrazioni visive curate dagli studenti hanno scandito un evento intenso, capace di coinvolgere istituzioni e pubblico. «Oggi più che mai dobbiamo recuperare il senso dell’umanità», ha sottolineato il prefetto Guido Aprea, richiamando il dovere delle istituzioni repubblicane di custodire e trasmettere la memoria di «questo buio dell’umanità», soprattutto in un quadro internazionale complesso. «Vediamo qui i giovani, i veri destinatari del nostro presente», ha aggiunto, indicando nella Prefettura «la casa di tutti», luogo simbolo dell’impegno e dello studio delle nuove generazioni. Alla manifestazione, promossa in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia – Ambito territoriale di Brindisi e la Direzione dell’Archivio di Stato di Brindisi, hanno preso parte le autorità civili, militari e religiose della provincia e una rappresentanza degli studenti del polo liceale “Marzolla-Leo-Simone-Durano”, dell’IISS “Ferraris-De Marco-Valzani” e dell’IPSSS “Morvillo-Falcone-Bassi”.
Ad aprire i lavori è stato il professor Giacomo Carito, presidente della Società di Storia Patria di Brindisi, con una riflessione sul ruolo della città come snodo logistico e simbolico dell’emigrazione ebraica nel secondo dopoguerra.
La Prefettura ha inoltre ospitato un articolato percorso espositivo che ha intrecciato documenti e creatività: dalla mostra “La Shoah nelle carte dell’Archivio di Stato di Brindisi” a “Coltiviamo la Memoria” del polo liceale, fino alle riproduzioni sartoriali dell’IPSSS “Morvillo-Falcone-Bassi” e alle installazioni artistiche in ferro dell’IISS “Ferraris-De Marco-Valzani”. La cerimonia, aperta con l’esecuzione del Canto degli Italiani, è stata accompagnata da brani simbolo della memoria – da Gam Gam a Here’s to You, da Schindler’s List a La vita è bella – interpretati dall’orchestra del Liceo musicale “Durano”. Spazio quindi alle performance dell’IISS “Ferraris-De Marco-Valzani”, che hanno proposto la reinterpretazione di un testo di Matteo Corradini e un’esibizione musicale al sax e alla chitarra su un brano originale composto ed eseguito dagli studenti, restituendo al pubblico un linguaggio contemporaneo e partecipato del ricordo. A chiudere l’iniziativa è stato l’intervento del direttore dell’Archivio di Stato di Brindisi, Diego Sicorello, che rivolgendosi agli studenti ha lanciato un messaggio chiaro: «Abbiate il coraggio di servirvi della vostra intelligenza, per discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è, per essere sempre sentinelle della democrazia».
Lecce
Si è svolta questa mattina, presso l’Aula Baracca della Scuola di Cavalleria di Lecce, la celebrazione provinciale del Giorno della Memoria. L’evento, promosso dalla Prefettura di Lecce in sinergia con la Provincia, il Comune di Lecce, l’Ufficio Scolastico Territoriale e il Comitato Provinciale di Valorizzazione della Cultura della Repubblica, ha rappresentato un momento di profonda riflessione collettiva sulle atrocità della Shoah e sul valore della testimonianza. La cerimonia ha assunto quest’anno un significato ancora più urgente, ponendosi come risposta civile al preoccupante aumento globale dei fenomeni di antisemitismo e di incitamento all’odio. Dopo il momento dell’Alzabandiera nel Piazzale D’Armi della Scuola di Cavalleria e gli interventi di saluto del Prefetto Natalino Manno, del Vicesindaco di Lecce Roberto Giordano Anguilla, del Presidente della Provincia Fabio Tarantino e del Comandante della Scuola di Cavalleria Matteo Rizzitelli, ha presso avvio il momento più solenne della mattinata, dedicato alla consegna di 10 Medaglie d’Onore, concesse con Decreto del Presidente della Repubblica. I riconoscimenti sono stati consegnati ai familiari di altrettanti concittadini salentini che, durante il secondo conflitto mondiale, furono deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Un gesto simbolico per restituire dignità e memoria a chi pagò con la libertà e la sofferenza la resistenza alla barbarie. La seconda parte della manifestazione si è aperta con gli autorevoli interventi del Prof. Francesco Somaini, Prorettore alle Politiche Culturali dell’Università del Salento, nonché del Prof. Daniele De Luca del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento. La celebrazione è poi proseguita avendo come protagonisti gli studenti di alcuni istituti scolastici della provincia, quali l’IC “G. Falcone” di Copertino, l’IC “Grandi-Castromediano” di Lecce, l’IC di San Cesario, l’Istituto “Tempesta-Galateo” di Lecce, il Liceo “Pietro Colonna” di Galatina, l’Istituto “Enrico Medi” di Galatone e l’IC “De Amicis” di Lecce. Attraverso una serie di performance musicali e teatrali, i giovani hanno saputo interpretare e riattualizzare i valori di democrazia e convivenza civile sanciti dalla Carta Costituzionale. Il coinvolgimento delle scuole ha dimostrato come il “filo della memoria” possa essere riannodato con linguaggi moderni e appassionati, trasformando il ricordo storico in un impegno quotidiano contro ogni forma di discriminazione. “Ricordare non è un atto formale, ma un dovere etico verso il presente”, è stato sottolineato durante i saluti istituzionali delle Autorità provinciali e comunali intervenute. Il Prefetto Natalino Manno, ricordando le toccanti parole di apertura dell’opera “Se questo è un uomo” di Primo Levi, ha sottolineato come la memoria non sia un esercizio statico del passato, ma un “anticorpo attivo” contro l’indifferenza e ogni forma di discriminazione moderna, invitando i numerosi giovani presenti in sala ad impegnarsi in prima persona per il rispetto della dignità umana, per diventarsi costruttori di pace, abbandonando la cultura della violenza, deponendo le armi del guerriero a tutti i costi, faverendo invece il dialogo, la mediazione per costruire giorno dopo giorno un habitat mentale nuovo predisposto alla giustizia sociale, all’uguaglianza dei diritti ed al ripudio di ogni logica di sopraffazione e prepotenza.
Taranto
«Lo sterminio di un’intera popolazione richiama fortemente la nostra coscienza ed è stato reso possibile anche dall’indifferenza». Così il prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, nel corso della cerimonia del Giorno della Memoria che si è svolta in prefettura, dedicata allo sterminio del popolo ebraico e alle persecuzioni dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Durante l’iniziativa è stata consegnata la Medaglia d’onore, concessa dal Presidente della Repubblica, alla memoria di Luca Chiego, deportato in un lager nazista durante la Seconda guerra mondiale. Il riconoscimento è stato ritirato dal nipote Gianfranco Visconti, alla presenza dell’arcivescovo Ciro Miniero, del vicesindaco Mattia Giorno, di sindaci e amministratori della provincia, dei vertici delle forze dell’ordine e di una nutrita rappresentanza delle scuole del territorio. «Questa medaglia restituisce valore a una persona che ha servito la nazione e ha pagato il prezzo più alto, quello della vita», ha dichiarato Visconti, ricordando che lo zio «fu deportato dopo essere stato dichiarato disperso». Nel suo intervento Liguori ha sottolineato che «il Giorno della Memoria richiama tutti a rifiutare ogni forma di razzismo, antisemitismo e sopraffazione» ed è «una giornata dal forte valore anche per l’attualità e per i giovani». Il professor Stefano Vinci, docente dell’Università di Bari, ha ricordato che «il confine tra antisionismo e antisemitismo è antico» e che «l’odio razziale ritorna ciclicamente», richiamando il ruolo del diritto internazionale. La cerimonia è stata accompagnata da interventi musicali degli studenti del Liceo Archita.
Foggia
In occasione della Giornata della Memoria il dipartimento di studi umanistici dell’università di Foggia ospita, da oggi al 9 febbraio, la mostra fotografica intitolata ‘L’arte della memoria. Mai più. Fiamme e Fuoco’ che ha già fatto tappa in diverse città, tra cui Castano Primo, Buscate, Arconate, Conversano e Trani. L’esposizione, una personale degli artisti Arkadiusz Sędek e Antonio Russo Galante, si inserisce – fanno sapere dall’ateneo – nel più ampio impegno dell’università di Foggia nel promuovere la memoria storica, la riflessione critica e la consapevolezza civile, in particolare tra le giovani generazioni, affinché il ricordo della Shoah continui a essere monito contro ogni forma di odio, discriminazione e violenza. Il percorso espositivo intende ricordare la tragedia della Shoah che ha coinvolto la Germania, la Polonia e l’intera Europa, ma che interpella ancora oggi, sul piano etico e morale, l’umanità tutta. «La Giornata della Memoria rappresenta per l’Università un momento imprescindibile di riflessione collettiva – dichiara il rettore Lorenzo Lo Muzio -. Iniziative come questa confermano il ruolo dell’Ateneo non solo come luogo di formazione e ricerca, ma anche come spazio di coscienza civile». Il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, in occasione della Giornata della Memoria, ha consegnato questa mattina le medaglie d’onore che il Presidente della Repubblica ha conferito ai cittadini della provincia di Foggia deportati ed internati nei campi lager nazisti. Quest’anno il riconoscimento è stato attribuito a Michele Di Biase nato nel 1921 ad Apricena e ad Antonio Festa nel 1919 ad Orta Nova e residente a Foggia. Le medaglie sono state consegnate ai parenti degli insigniti dal prefetto con l’assessore del Comune di Apricena Giuseppe Solimando, e la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo. Nel corso della manifestazione, con la partecipazione delle autorità civili e religiose della provincia, gli alunni del liceo musicale Poerio di Foggia hanno eseguito alcuni brani tratti da film sulla Shoah e il Canto degli Italiani, mentre gli studenti del liceo artistico Perugini hanno allestito una mostra temporanea nei saloni della prefettura sui temi della deportazione, del genocidio e della rinascita. Nel corso della celebrazione, sono stati poi letti alcuni testi di internati nei lager, tra cui un estratto da ‘Il Diario di Anna Frank’, da parte di alcuni alunni del liceo classico Pietro Giannone di San Marco in Lamis e dell’istituto scolastico Parisi De Sanctis di Foggia.
Source URL: http://quotidianodipuglia.it/regione/giornata_memoria_puglia_bari_lecce_taranto_brindisi_decaro_bandiere_mezz_asta_celebrazioni_dove-9323013.html
