Patrizia Nettis, no all’archiviazione dell’inchiesta sulla morte: disposte nuove indagini anche sul telefono del sindaco
Accertamenti sulle celle agganciate in prossimità del decesso. La difesa dell’imprenditore: nuove indagini favorevoli a noi

Respinta la richiesta di archiviare l’inchiesta sulla morte di Patrizia Nettis, la giornalista 41enne trovata impiccata il 29 giugno del 2023 nella casa in cui viveva a Fasano. Accolta l’opposizione presentata dall’avvocato Giuseppe Castellaneta, legale dei genitori della giornalista: la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, ha previsto nuovi accertamenti per chiarire le cause del decesso, rigettando l’istanza di archiviare l’indagine avanzata dalla Procura di Brindisi. Disposte una serie di integrazioni: l’accertamento tecnico sulle celle agganciate dai cellullari di Riccardo Argento (indagato) e di Francesco Zaccaria (sindaco di Fasano, non è indagato), dalle 23 del 28 giugno 2023 alle 7 del giorno successivo. L’acquisizione dei tabulati degli Ip dei rispettivi telefoni cellulari, con riferimento alle chat dalle 0.19 alle 7.21 del 29 giugno 2023. Una ulteriore consulenza tecnico-informatica per verificare che il telefono di Patrizia Nettis non sia stato manipolato. E infine l’acquisizione dei tabulati di F.M (la donna che scorpì la tragedia). Dalle 7 alle 15 del 29 giugno 2023 e l’analisi congiunta dei tabulato di D.P.
No alla riesumazione della salma: «Non sono concrete le ipotesi dell’omicidio e della simulazione del sucidio»
Rigettata la richiesta di riesumare la salma: la gip Gilli ha condiviso con il pubblico ministero Giovanni Marino l’assenza di gravi indizi di reato necessari ad attivare la procedura: «Tale condizione non è, al momento, sussistente in quanto mancano indizi che collocano un soggetto terzo presso l’abitazione della signora Nettis, così da rendere concreta la tesi dell’omicidio e simulazione del suicidio», un passaggio dell’ordinanza che così non condivide la tesi del legale della famiglia della vittima.
L’inchiesta
Al momento nell’inchiesta per la morte della donna, addetta stampa del Comune di Fasano, è indagato Riccardo Argento, un imprenditore del posto, accusato di istigazione al suicidio e atti persecutori, meglio conosciuti come stalking. Il legale della famiglia aveva presentato una corposa documentazione opponendosi all’archiviazione dell’indagine richiesta dal pubblico ministero Giovanni Marino. L’11 febbraio dell’anno scorso, dopo quasi due ore di camera di consiglio, la gip Gilli si riservò di decidere. L’avvocato della famiglia Nettis confutò le tesi del pubblico ministero circa la richiesta di archiviazione. Corredò l’opposizione all’archiviazione con una relazione medico-legale il quale faceva emergere una lunga serie di incongruenze. Era stata analizzata tutta la documentazione fotografica presente nel fascicolo della Procura sembravano esserci una serie di incongruenze al momento del ritrovamento del corpo della giornalista che, secondo la famiglia, rendevano necessario l’esame autoptico.
Il legale della famiglia
«Ci sono elementi più o meno tecnici che ci fanno pensare che non sia stato un gesto autonomo – aveva sottolineato il legale della famiglia Nettis -.
Continuiamo a non capire come mai non venga disposta l’autopsia. Altre incongruenze nelle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza e nelle dichiarazioni rilasciate da alcune persone ascoltate. Per questo e tanto altro ci siamo opposti all’archiviazione e richiediamo per l’ennesima volta che la salma di Patrizia venga disseppellita e venga effettuata l’autopsia». Il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, non indagato, era stato ascoltato come persona informata sui fatti. Argento e Zaccaria, legati sentimentalmente alla donna, la notte in cui la giornalista ha perso la vita, avevano avuto un confronto con lei nei pressi della sua abitazione a Fasano. E, successivamente, si erano scambiati oltre 400 messaggi nei quali erano contenuti anche alcuni insulti alla 41enne professionista. La vicenda anche in queste ultime settimane è stata ripresa da diversi giornali e tv. Ancora oggi gli scenari sono molteplici in quanto la gip potrebbe decidere di archiviare il caso come suicidio o chiedere un supplemento di indagini compresa l’effettuazione dell’autopsia.
La difesa dell’indagato: «Favorevoli a noi i nuovi accertamenti»
L’avvocato Marcello Zizzi, difesore di Riccardo Argento, con riferimento all’ordinanza della gip Gilli, depositata in data odierna, fa alcune valutazioni: «Si prende atto innanzitutto del fatto che la richiesta avanzata in via principale dalla difesa dei prossimi congiunti della defunta signorar Nettis afferente al disseppellimento del cadavere con esame autoptico è stata disattesa dal proprio in virtù di quanto argomentato dal pm – così come anche da questo difensore – in merito alla mancanza di gravi indizi di reato circa la tesi dell’omicidio e della simulazione di suicidio. In ogni caso la difesa dell’indagato non aveva comunque obiettato alcunché in merito all’eventuale espletamento di detto accertamento. Questa difesa poi accoglie con favore la disposizione . delle nuove indagini con particolare riferimento all’accertamento tecnico sulle celle agganciate dei telefoni cellulari di Argento e di Zaccaria e all’acquisizione dei tabulati degli IP temporanei dei predetti telefoni relativamente all’arco temporale indicato in ordinanza, atteso che già nella memoria difensiva depositata dal sottoscritto difensore era stata rappresentata l’assoluta disponibilità dell’indagato a simili accertamenti; gli stessi infatti consentiranno di escludere con certezza la presenza di Argento presso l’abitazione della Nettis nel momento in cui quest’ultima decedeva e di collocare invece il medesimo presso la propria abitazione familiare, come dallo stesso sostenuto. Per di più già durante le indagini preliminari questo difensore, nell’espletamento di indagini difensive, aveva richiesto ed ottenuto i dati riguardanti i tabulati telefonici e le celle agganciate dalla scheda telefonica di Argento, dati che assolutamente confermano la versione dell’indagato. Le indagini suppletive disposte consentiranno dunque soltanto di confermare ulteriormente quanto già emerso e quanto dichiarato da Argento in sede di indagini preliminari agli inquirenti».
Patrizia Nettis, no all’archiviazione dell’inchiesta sulla morte: disposte nuove indagini anche sul telefono del sindaco
Accertamenti sulle celle agganciate in prossimità del decesso. La difesa dell’imprenditore: nuove indagini favorevoli a noi

Respinta la richiesta di archiviare l’inchiesta sulla morte di Patrizia Nettis, la giornalista 41enne trovata impiccata il 29 giugno del 2023 nella casa in cui viveva a Fasano. Accolta l’opposizione presentata dall’avvocato Giuseppe Castellaneta, legale dei genitori della giornalista: la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, ha previsto nuovi accertamenti per chiarire le cause del decesso, rigettando l’istanza di archiviare l’indagine avanzata dalla Procura di Brindisi. Disposte una serie di integrazioni: l’accertamento tecnico sulle celle agganciate dai cellullari di Riccardo Argento (indagato) e di Francesco Zaccaria (sindaco di Fasano, non è indagato), dalle 23 del 28 giugno 2023 alle 7 del giorno successivo. L’acquisizione dei tabulati degli Ip dei rispettivi telefoni cellulari, con riferimento alle chat dalle 0.19 alle 7.21 del 29 giugno 2023. Una ulteriore consulenza tecnico-informatica per verificare che il telefono di Patrizia Nettis non sia stato manipolato. E infine l’acquisizione dei tabulati di F.M (la donna che scorpì la tragedia). Dalle 7 alle 15 del 29 giugno 2023 e l’analisi congiunta dei tabulato di D.P.
No alla riesumazione della salma: «Non sono concrete le ipotesi dell’omicidio e della simulazione del sucidio»
Rigettata la richiesta di riesumare la salma: la gip Gilli ha condiviso con il pubblico ministero Giovanni Marino l’assenza di gravi indizi di reato necessari ad attivare la procedura: «Tale condizione non è, al momento, sussistente in quanto mancano indizi che collocano un soggetto terzo presso l’abitazione della signora Nettis, così da rendere concreta la tesi dell’omicidio e simulazione del suicidio», un passaggio dell’ordinanza che così non condivide la tesi del legale della famiglia della vittima.
L’inchiesta
Al momento nell’inchiesta per la morte della donna, addetta stampa del Comune di Fasano, è indagato Riccardo Argento, un imprenditore del posto, accusato di istigazione al suicidio e atti persecutori, meglio conosciuti come stalking. Il legale della famiglia aveva presentato una corposa documentazione opponendosi all’archiviazione dell’indagine richiesta dal pubblico ministero Giovanni Marino. L’11 febbraio dell’anno scorso, dopo quasi due ore di camera di consiglio, la gip Gilli si riservò di decidere. L’avvocato della famiglia Nettis confutò le tesi del pubblico ministero circa la richiesta di archiviazione. Corredò l’opposizione all’archiviazione con una relazione medico-legale il quale faceva emergere una lunga serie di incongruenze. Era stata analizzata tutta la documentazione fotografica presente nel fascicolo della Procura sembravano esserci una serie di incongruenze al momento del ritrovamento del corpo della giornalista che, secondo la famiglia, rendevano necessario l’esame autoptico.
Il legale della famiglia
«Ci sono elementi più o meno tecnici che ci fanno pensare che non sia stato un gesto autonomo – aveva sottolineato il legale della famiglia Nettis -.
Continuiamo a non capire come mai non venga disposta l’autopsia. Altre incongruenze nelle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza e nelle dichiarazioni rilasciate da alcune persone ascoltate. Per questo e tanto altro ci siamo opposti all’archiviazione e richiediamo per l’ennesima volta che la salma di Patrizia venga disseppellita e venga effettuata l’autopsia». Il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, non indagato, era stato ascoltato come persona informata sui fatti. Argento e Zaccaria, legati sentimentalmente alla donna, la notte in cui la giornalista ha perso la vita, avevano avuto un confronto con lei nei pressi della sua abitazione a Fasano. E, successivamente, si erano scambiati oltre 400 messaggi nei quali erano contenuti anche alcuni insulti alla 41enne professionista. La vicenda anche in queste ultime settimane è stata ripresa da diversi giornali e tv. Ancora oggi gli scenari sono molteplici in quanto la gip potrebbe decidere di archiviare il caso come suicidio o chiedere un supplemento di indagini compresa l’effettuazione dell’autopsia.
La difesa dell’indagato: «Favorevoli a noi i nuovi accertamenti»
L’avvocato Marcello Zizzi, difesore di Riccardo Argento, con riferimento all’ordinanza della gip Gilli, depositata in data odierna, fa alcune valutazioni: «Si prende atto innanzitutto del fatto che la richiesta avanzata in via principale dalla difesa dei prossimi congiunti della defunta signorar Nettis afferente al disseppellimento del cadavere con esame autoptico è stata disattesa dal proprio in virtù di quanto argomentato dal pm – così come anche da questo difensore – in merito alla mancanza di gravi indizi di reato circa la tesi dell’omicidio e della simulazione di suicidio. In ogni caso la difesa dell’indagato non aveva comunque obiettato alcunché in merito all’eventuale espletamento di detto accertamento. Questa difesa poi accoglie con favore la disposizione . delle nuove indagini con particolare riferimento all’accertamento tecnico sulle celle agganciate dei telefoni cellulari di Argento e di Zaccaria e all’acquisizione dei tabulati degli IP temporanei dei predetti telefoni relativamente all’arco temporale indicato in ordinanza, atteso che già nella memoria difensiva depositata dal sottoscritto difensore era stata rappresentata l’assoluta disponibilità dell’indagato a simili accertamenti; gli stessi infatti consentiranno di escludere con certezza la presenza di Argento presso l’abitazione della Nettis nel momento in cui quest’ultima decedeva e di collocare invece il medesimo presso la propria abitazione familiare, come dallo stesso sostenuto. Per di più già durante le indagini preliminari questo difensore, nell’espletamento di indagini difensive, aveva richiesto ed ottenuto i dati riguardanti i tabulati telefonici e le celle agganciate dalla scheda telefonica di Argento, dati che assolutamente confermano la versione dell’indagato. Le indagini suppletive disposte consentiranno dunque soltanto di confermare ulteriormente quanto già emerso e quanto dichiarato da Argento in sede di indagini preliminari agli inquirenti».
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