Nel 2025 il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Polizia postale italiana ha registrato 9.250 attacchi hacker alle infrastrutture critiche del Paese. Sono attacchi che non avvengono su un piano fisico, ma mettono fuori uso le piattaforme informatiche da cui dipendono ormai tutti i servizi creando danni concreti a ospedali, sistemi di trasporto, porti e altre attività essenziali.
Come ad esempio le navi, infrastruttura viaggiante che garantisce mobilità a persone e merci ma anche attività di intelligence e difesa in un’epoca caratterizzata dalla guerra ibrida. Recente il caso in Francia che ha riguardato un traghetto Gnv. La protezione informatica ai mezzi navali non viene aggiunta a posteriori, ma è integrata direttamente nella fase di costruzione. Nel 2024 l’Iacs (la società mondiale delle società di classifica) l’ha resa obbligatorio per le navi da crociera di nuova costruzione. Così negli ultimi anni anche i cantieri si sono adeguati, acquisendo sempre maggiore competenza e investendo in house in questo settore.
Non è quindi un caso che proprio ieri Fincantieri abbia annunciato due iniziative, di carattere molto diverso fra loro, ma legate dal filo comune dell’intelligence e dell’importanza di raccogliere e proteggere informazioni sensibili. Il Gruppo ha rafforzato la collaborazione con la Marina italiana con, da un lato, la firma di un contratto per la sicurezza informatica e il contrasto alla guerra ibrida e, dall’altro, la consegna nella stessa giornata di una nave per la ricerca oceanografica nel cantiere di Riva Trigoso .
Il contratto con la Marina militare è stato siglato attraverso E-phors, società controllata da Fincantieri NexTech. Riguarda il potenziamento della cyber resilienza delle unità navali, con l’adozione di uno specifico programma volto a dotare le piattaforme di una soluzione integrata per il monitoraggio e contrasto delle minacce informatiche sulla rete Sms (Ship management system) di bordo, rafforzando la protezione delle piattaforme e la sicurezza delle missioni.
La tecnologia sviluppata da E-phors (società nata nel 2020 e che in cinque anni, sotto la pressione delle domanda del mercato, ha quadruplicato il proprio personale) è specificamente progettata per l’ecosistema digitale delle navi militari e consente agli equipaggi di disporre di strumenti avanzati per il supporto alle decisioni tattiche in caso di attacchi cyber. L’integrazione di questi sistemi rappresenta una linea di difesa aggiuntiva, considerato fondamentale in un contesto di guerra ibrida sempre più pervasivo, e si inserisce nel percorso di rafforzamento in tema cyber già avviato dalla Marina militare con le fregate della classe Bergamini.
Soddisfatto l’ad e direttore generale Pierroberto Folgiero: «I contratti che annunciamo oggi consolidano il ruolo di Fincantieri come partner strategico della Marina militare nel campo della cyber security e confermano la leadership del Gruppo nella protezione informatica delle piattaforme navali».
Per Fincantieri, che attraverso questa commessa conferma il proprio ruolo di partner strategico della Marina nel percorso di digitalizzazione della flotta, «la cybersecurity – spiega una nota – rappresenta una leva strategica fondamentale, al centro di un percorso di crescita e innovazione che vede il Gruppo impegnato nell’adozione delle più avanzate tecnologie per la protezione delle infrastrutture critiche e delle piattaforme navali». Attraverso E-phors, l’azienda afferma di mettere in campo «un patrimonio di competenze specialistiche e soluzioni di ultima generazione, consolidando la propria leadership nel campo della sicurezza informatica applicata al dominio navale».
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