United Parcel Service (UPS) eliminerà fino a 30.000 posti di lavoro e chiuderà 24 strutture operative nel corso del 2026, proseguendo la ristrutturazione della rete avviata per ridurre la dipendenza dalle consegne a bassa marginalità per Amazon, suo principale cliente e al tempo stesso concorrente diretto nel last mile.
L’annuncio accompagna risultati trimestrali superiori alle attese e una previsione di crescita dei ricavi per il 2026, elementi che hanno spinto il titolo UPS in rialzo di circa il 4% a Wall Street, con riflessi positivi anche su FedEx.
Durante la call con gli analisti, l’amministratrice delegata Carol Tomé ha confermato che l’azienda è entrata nella fase finale del piano di riduzione accelerata dei volumi Amazon. Nel solo 2026, UPS prevede di tagliare un ulteriore milione di pacchi al giorno, completando la riconfigurazione della propria rete logistica verso traffici più redditizi.
La strategia, annunciata già nel 2024, punta a ridimensionare un business definito dalla società “straordinariamente diluitivo per i margini”. Nel 2025 UPS aveva già eliminato 48.000 posizioni, chiuso 93 edifici e avviato programmi di buyout per gli autisti, in un contesto di domanda debole per i servizi di spedizione a livello globale.
Le nuove riduzioni del 2026 avverranno principalmente tramite turnover naturale e incentivi all’uscita per i driver full-time, senza ricorrere a licenziamenti, ha precisato il CFO Brian Dykes. Molti tagli interesseranno il personale part-time non sostituito. UPS impiegava circa 490.000 addetti secondo l’ultimo bilancio disponibile, con una forza lavoro in larga parte sindacalizzata.
Sul fronte operativo, il gruppo sta inoltre assorbendo l’impatto della fine del regime “de minimis” negli Stati Uniti per le spedizioni e-commerce a basso valore provenienti dalla Cina, che ha colpito flussi legati a piattaforme come Shein e Temu.
Nonostante la ristrutturazione in corso, UPS prevede ricavi 2026 pari a 89,7 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 88,7 miliardi del 2025 e sopra le attese del mercato. Il gruppo si attende un primo semestre in flessione, legato al completamento del “glide-down” Amazon, seguito da una ripresa nella seconda metà dell’anno.
Nel quarto trimestre 2025, UPS ha registrato ricavi per 24,5 miliardi di dollari e un utile adjusted di 2,38 dollari per azione, entrambi superiori alle stime. La redditività per spedizione è cresciuta in modo significativo, con il ricavo medio per pacco in aumento dell’8,3% nel mercato domestico USA e del 7,1% nell’internazionale, a conferma della svolta verso traffici a maggiore valore aggiunto.
Nel comparto aereo, UPS ha infine completato il ritiro della flotta MD-11 entro fine 2025, anticipando i tempi previsti e registrando una svalutazione non cash da 137 milioni di dollari, mentre sono già programmate le consegne dei Boeing 767 destinati alla sostituzione.
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