Bari Vecchia, inchiesta orecchiette industriali: il pm chiede l’archiviazione per Nunzia e gli altri indagati
L’inchiesta nata dalla denuncia di Home Restaurant e Carlo Taormina. Nonostante la conferma della condotta illecita, per il magistrato mancherebbe l’abitualità

La vicenda delle orecchiette vendute come artigianali nei vicoli di Bari Vecchia approda a un nuovo capitolo. L’inchiesta, partita dalla denuncia di Gaetano Campolo di Home Restaurant, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, aveva acceso un dibattito sulla correttezza nella promozione gastronomica nella città vecchia. Campolo aveva denunciato come alcune signore, tra cui Nunzia De Scalo, nota come la “Regina delle orecchiette di strada Arco Basso”, spacciassero orecchiette industriali per artigianali ai numerosi turisti che affollano la zona.
Secondo il pubblico ministero Baldo Pisani, la condotta dei tre indagati “integra il reato contestato”.
Tuttavia, il magistrato ha sottolineato che il fatto risulta di particolare tenuità: la violazione sarebbe lieve, con danno esiguo e dolo limitato, e inoltre la condotta degli indagati “non è abituale”. Sulla base di questi elementi, Pisani ha avanzato richiesta di archiviazione del procedimento.
Ora la decisione finale spetta al giudice per le indagini preliminari, che dovrà stabilire se confermare l’archiviazione o ordinare ulteriori indagini. La vicenda, oltre a richiamare l’attenzione sulla tutela del consumatore, solleva anche questioni di trasparenza e concorrenza nel cuore turistico della città. Gaetano Campolo, parte offesa nel procedimento, ha dichiarato di non opporsi tecnicamente alla richiesta del pm, ma di voler comunque verificare se il Gip riterrà davvero “lieve” un sistema che, a suo avviso, inganna migliaia di turisti. «Staremo a vedere cosa deciderà il gip. Se non archivierà, ci costituiremo parte civile: la fede pubblica non può retrocedere davanti all’impunità», ha aggiunto Campolo, evidenziando l’importanza della tutela della correttezza commerciale e della reputazione dei prodotti tipici locali. Il caso ha suscitato grande attenzione, soprattutto dopo la messa in onda di un servizio di ”Mi Manda Rai 3”, che aveva portato alla luce l’uso di orecchiette industriali spacciate per fatte a mano. La decisione del Gip sarà determinante: confermare l’archiviazione significherebbe chiudere la vicenda per insufficienza di gravità, mentre la prosecuzione delle indagini potrebbe aprire un nuovo capitolo giudiziario, con la possibilità di una costituzione di parte civile da parte di Campolo e la valutazione di eventuali sanzioni per le persone coinvolte.
Bari Vecchia, inchiesta orecchiette industriali: il pm chiede l’archiviazione per Nunzia e gli altri indagati
L’inchiesta nata dalla denuncia di Home Restaurant e Carlo Taormina. Nonostante la conferma della condotta illecita, per il magistrato mancherebbe l’abitualità

La vicenda delle orecchiette vendute come artigianali nei vicoli di Bari Vecchia approda a un nuovo capitolo. L’inchiesta, partita dalla denuncia di Gaetano Campolo di Home Restaurant, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, aveva acceso un dibattito sulla correttezza nella promozione gastronomica nella città vecchia. Campolo aveva denunciato come alcune signore, tra cui Nunzia De Scalo, nota come la “Regina delle orecchiette di strada Arco Basso”, spacciassero orecchiette industriali per artigianali ai numerosi turisti che affollano la zona.
Secondo il pubblico ministero Baldo Pisani, la condotta dei tre indagati “integra il reato contestato”.
Tuttavia, il magistrato ha sottolineato che il fatto risulta di particolare tenuità: la violazione sarebbe lieve, con danno esiguo e dolo limitato, e inoltre la condotta degli indagati “non è abituale”. Sulla base di questi elementi, Pisani ha avanzato richiesta di archiviazione del procedimento.
Ora la decisione finale spetta al giudice per le indagini preliminari, che dovrà stabilire se confermare l’archiviazione o ordinare ulteriori indagini. La vicenda, oltre a richiamare l’attenzione sulla tutela del consumatore, solleva anche questioni di trasparenza e concorrenza nel cuore turistico della città. Gaetano Campolo, parte offesa nel procedimento, ha dichiarato di non opporsi tecnicamente alla richiesta del pm, ma di voler comunque verificare se il Gip riterrà davvero “lieve” un sistema che, a suo avviso, inganna migliaia di turisti. «Staremo a vedere cosa deciderà il gip. Se non archivierà, ci costituiremo parte civile: la fede pubblica non può retrocedere davanti all’impunità», ha aggiunto Campolo, evidenziando l’importanza della tutela della correttezza commerciale e della reputazione dei prodotti tipici locali. Il caso ha suscitato grande attenzione, soprattutto dopo la messa in onda di un servizio di ”Mi Manda Rai 3”, che aveva portato alla luce l’uso di orecchiette industriali spacciate per fatte a mano. La decisione del Gip sarà determinante: confermare l’archiviazione significherebbe chiudere la vicenda per insufficienza di gravità, mentre la prosecuzione delle indagini potrebbe aprire un nuovo capitolo giudiziario, con la possibilità di una costituzione di parte civile da parte di Campolo e la valutazione di eventuali sanzioni per le persone coinvolte.
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