Foppolo
Nove sciatori freerider coinvolti, di cui uno completamente sommerso, salvato, poi denunciato (per l’ipotesi di reato di valanga). Tutti comunque, fortunatamente, salvi e senza gravi conseguenze. Ma la valanga – provocata da uno o più degli stessi sciatori – di giovedì mattina 29 gennaio sul monte Valgussera di Foppolo avrebbe potuto avere un finale diverso.
È successo poco prima delle 11, sul versante della montagna che guarda la pista del Canalino di Foppolo. Pista che non è stata minimamente raggiunta dalla valanga, fermatasi molto più a monte (la stazione è regolarmente aperta). Da quanto, fino a ieri sera, è stato possibile ricostruire (le indagini sono in corso a cura dei carabinieri della Compagnia di Zogno) un primo gruppo di sciatori freerider (tipologia che usa sci larghi), alcuni con sci altri anche con tavole, avrebbe intrapreso la discesa fuori pista appunto dalla cima del Valgussera, raggiunta tramite seggiovia.
Subito dopo un altro gruppo più numeroso, pare di sei sciatori, avrebbe ugualmente iniziato la discesa, sempre sullo stesso versante che guarda la pista del Canalino. Uno o più sciatori, passando proprio sotto il frangi-valanghe del Valgussera, avrebbe quindi provocato il distacco della neve. Neve sotto la quale è rimasto sommerso completamente un solo sciatore, che ha perso poi lo sci. Altri due sarebbe rimasti coperti ma solo parzialmente.
«È stato un nostro soccorritore, in quel momento in borghese e che stava praticando scialpinismo e si trovava sulla strada sottostante, a vedere la scena e a intervenire per primo – racconta Fabio Locatelli, dell’associazione “Akja”, in servizio ieri mattina a Foppolo –. Ha visto spuntare uno sci dalla neve, quindi è risalito per alcune decine di metri sul versante e ha liberato dalla neve lo sciatore». Parzialmente coperti dalla neve anche altri due sciatori travolti dalla valanga, che sono però riusciti a liberarsi da soli. Gli altri sei sciatori a monte sarebbero, invece, riusciti ad arrivare in fondo al versante passando a lato della valanga. A quel punto si è subito mossa la macchina dei soccorsi, anche per il timore che, sotto la neve, vi fossero altre persone.
I soccorritori dell’«Akja» hanno momentaneamente radunato tutte le persone coinvolte sulla stradina che taglia il versante del Valgussera e consente di arrivare al passo della Croce per contare che tutti i componenti del gruppo fossero presenti. Poi gli stessi, tranne lo sciatore recuperato dal soccorritore, avrebbero lasciato la stazione, diventando così non più reperibili. Un elicottero e gli uomini del Soccorso alpino hanno provveduto anche a perlustrare la zona, alla ricerca di altre eventuali coinvolti, ma senza esito.
Sul posto, poi, per le indagini sono arrivati i carabinieri di Branzi mentre lo sciatore recuperato (l’unico identificato dei nove fino a ieri sera), un 47enne di San Pellegrino, è stato portato in infermeria. Sul posto anche un’ambulanza. In corso le indagini, anche a cura dei carabinieri forestali che stanno cercando di individuare anche gli altri sciatori coinvolti.
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