Bonifiche, intesa tra Governo e Agenzia Spaziale: controlli dallo spazio grazie agli occhi dei satelliti

16 dicembre, 13:15
L’area di Taranto e la Terra dei Fuochi in Campania, entrambe accomunate da storie di inquinamento e di compromissione ambientale, si dotano di nuovi strumenti di ispezione, controllo e vigilanza. Da ora in poi questi due luoghi per le bonifiche avranno il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi in sigla) per monitorare quello che accade e tenere sotto osservazione criticità ed eventuali cambiamenti. Si potrà quindi intervenire più agevolmente. Grazie ad Asi, si userà l’eccellenza tecnologica delle costellazioni satellitari italiane, tra cui il satellite iperspettrale Prisma, i sistemi radar avanzati di Cosmo-SkyMed e la nuova costellazione Iride. L’accordo tra Asi, con il presidente Teodoro Valente, area di Taranto, rappresentata dal commissario di Governo per la bonifica, Vito Uricchio, e Terra dei Fuochi – c’era il subcommissario colonnello Nino Tarantino, commissario è invece il generale Giuseppe Vadalà – è stato siglato nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio.
Le dichiarazioni
«Sia noi che il generale dei Carabinieri Vadalà, con cui lavoro da otto anni, e la sua struttura, abbiamo ora a disposizione un significativo presidio tecnologico – annuncia Uricchio -. Vadalà è stato commissario per tutte le infrazioni comunitarie relative a 81 siti. Proprio qualche giorno fa, presente il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, questo capitolo si è chiuso poiché gli 81 siti sono stati bonificati. Il generale è commissario per la discarica di Malagrotta, nella periferia di Roma, e da poco lo è anche per la Terra dei Fuochi. Quest’ultima è molto ampia, comprende 57 Comuni, oltre mille chilometri quadrati, e insieme a quella di Taranto sarà monitorata dall’alto. Ma con l’intesa con l’Asi andiamo ben oltre la fornitura delle immagini. Lavoreremo infatti insieme – precisa Uricchio -. L’Agenzia Spaziale Italiana è un’eccellenza, siamo al terzo posto nel mondo, e le nostre tre strutture dipendono dalla presidenza del Consiglio».
«Le immagini satellitari – spiega il commissario – ci consentiranno di calibrare meglio le azioni. Potremo monitorare quasi in tempo reale. Con la nuova costellazione Iride, i satelliti passeranno ogni 15 minuti e quindi di fatto c’è un monitoraggio continuo e costante. E non solo della nostra zona a mare e di quella a terra, che sono i nostri riferimenti, ma di tutto il pianeta. Uniamo la componente spazio a quella terrestre e affineremo le azioni. Avremo la possibilità di vedere laddove magari si ritiene che non ci siano fenomeni negativi e invece non è così».
I campionamenti
«Nel periodo in cui commissario per la bonifica di Taranto era Vera Corbelli, con l’Università di Bari e il Cnr effettuammo mille campionamenti in tutta l’area vasta – dichiara Uricchio -. Guardammo lontano allora, poiché questi campionamenti oggi ci servono. Rilevammo le cosiddette firme spettrali. Ogni oggetto ha delle caratteristiche spettrali e risponde alla luce in maniera diversa. Parlo di una pianta, del terreno, e quindi noi abbiamo potuto osservare. Prima utilizzavamo altre immagini, quelle del programma Copernicus e in particolare le immagini del ‘Sentinel-2’. Sono immagini europee, dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea. Ora, invece, le immagini italiane sono più performanti. Quindi potremo mettere a confronto i rilievi di oggi con quelli fatti allora e con tutte le altre analisi che comunque andiamo a fare».
«I satelliti ci faranno osservare sia le aree a mare che quelle a terra – specifica Uricchio -.
Con questo sistema, per esempio, potremo vedere se ci sono degli scarichi a mare. Se dovremo attrezzarci per vedere le immagini satellitari? Noi collaboriamo, lavoriamo insieme in modo assolutamente sinergico. Noi useremo i loro strumenti, le loro professionalità, e collaboreremo con le altre istituzioni. Io ci tenevo molto a questo. Essere insieme alla Terra dei Fuochi se da un lato evidenzia la significatività dei problemi ambientali che pure noi dobbiamo affrontare, dall’altro fa capire quanta attenzione ci sia perché si possa lavorare al meglio. Oltretutto, c’è anche un altro particolare. Tempo fa, nell’area di Afragola, in Campania, la Procura di Napoli Nord mi chiese un aiuto per poter individuare delle aree di smaltimento illecito dei rifiuti nella Terra dei Fuochi a seguito delle rivelazioni di un pentito della camorra. Guardando con gli strumenti tradizionali come la geofisica e la geoelettrica, alcuni professori dell’Università Federico II di Napoli andarono lì ma non riuscirono a vedere niente. Invece attraverso le immagini satellitari, io all’epoca trovai 53 siti. Ma è così. L’occhio umano vede le cose in uno spettro limitato, mentre i satelliti hanno molte più bande. Avremo uno strumento in più anche per l’ulteriore deperimetrazione del Sin di Taranto, quella delle aree a mare, che abbiamo messo in cantiere».
Bonifiche, intesa tra Governo e Agenzia Spaziale: controlli dallo spazio grazie agli occhi dei satelliti

16 dicembre, 13:15
L’area di Taranto e la Terra dei Fuochi in Campania, entrambe accomunate da storie di inquinamento e di compromissione ambientale, si dotano di nuovi strumenti di ispezione, controllo e vigilanza. Da ora in poi questi due luoghi per le bonifiche avranno il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi in sigla) per monitorare quello che accade e tenere sotto osservazione criticità ed eventuali cambiamenti. Si potrà quindi intervenire più agevolmente. Grazie ad Asi, si userà l’eccellenza tecnologica delle costellazioni satellitari italiane, tra cui il satellite iperspettrale Prisma, i sistemi radar avanzati di Cosmo-SkyMed e la nuova costellazione Iride. L’accordo tra Asi, con il presidente Teodoro Valente, area di Taranto, rappresentata dal commissario di Governo per la bonifica, Vito Uricchio, e Terra dei Fuochi – c’era il subcommissario colonnello Nino Tarantino, commissario è invece il generale Giuseppe Vadalà – è stato siglato nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio.
Le dichiarazioni
«Sia noi che il generale dei Carabinieri Vadalà, con cui lavoro da otto anni, e la sua struttura, abbiamo ora a disposizione un significativo presidio tecnologico – annuncia Uricchio -. Vadalà è stato commissario per tutte le infrazioni comunitarie relative a 81 siti. Proprio qualche giorno fa, presente il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, questo capitolo si è chiuso poiché gli 81 siti sono stati bonificati. Il generale è commissario per la discarica di Malagrotta, nella periferia di Roma, e da poco lo è anche per la Terra dei Fuochi. Quest’ultima è molto ampia, comprende 57 Comuni, oltre mille chilometri quadrati, e insieme a quella di Taranto sarà monitorata dall’alto. Ma con l’intesa con l’Asi andiamo ben oltre la fornitura delle immagini. Lavoreremo infatti insieme – precisa Uricchio -. L’Agenzia Spaziale Italiana è un’eccellenza, siamo al terzo posto nel mondo, e le nostre tre strutture dipendono dalla presidenza del Consiglio».
«Le immagini satellitari – spiega il commissario – ci consentiranno di calibrare meglio le azioni. Potremo monitorare quasi in tempo reale. Con la nuova costellazione Iride, i satelliti passeranno ogni 15 minuti e quindi di fatto c’è un monitoraggio continuo e costante. E non solo della nostra zona a mare e di quella a terra, che sono i nostri riferimenti, ma di tutto il pianeta. Uniamo la componente spazio a quella terrestre e affineremo le azioni. Avremo la possibilità di vedere laddove magari si ritiene che non ci siano fenomeni negativi e invece non è così».
I campionamenti
«Nel periodo in cui commissario per la bonifica di Taranto era Vera Corbelli, con l’Università di Bari e il Cnr effettuammo mille campionamenti in tutta l’area vasta – dichiara Uricchio -. Guardammo lontano allora, poiché questi campionamenti oggi ci servono. Rilevammo le cosiddette firme spettrali. Ogni oggetto ha delle caratteristiche spettrali e risponde alla luce in maniera diversa. Parlo di una pianta, del terreno, e quindi noi abbiamo potuto osservare. Prima utilizzavamo altre immagini, quelle del programma Copernicus e in particolare le immagini del ‘Sentinel-2’. Sono immagini europee, dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea. Ora, invece, le immagini italiane sono più performanti. Quindi potremo mettere a confronto i rilievi di oggi con quelli fatti allora e con tutte le altre analisi che comunque andiamo a fare».
«I satelliti ci faranno osservare sia le aree a mare che quelle a terra – specifica Uricchio -.
Con questo sistema, per esempio, potremo vedere se ci sono degli scarichi a mare. Se dovremo attrezzarci per vedere le immagini satellitari? Noi collaboriamo, lavoriamo insieme in modo assolutamente sinergico. Noi useremo i loro strumenti, le loro professionalità, e collaboreremo con le altre istituzioni. Io ci tenevo molto a questo. Essere insieme alla Terra dei Fuochi se da un lato evidenzia la significatività dei problemi ambientali che pure noi dobbiamo affrontare, dall’altro fa capire quanta attenzione ci sia perché si possa lavorare al meglio. Oltretutto, c’è anche un altro particolare. Tempo fa, nell’area di Afragola, in Campania, la Procura di Napoli Nord mi chiese un aiuto per poter individuare delle aree di smaltimento illecito dei rifiuti nella Terra dei Fuochi a seguito delle rivelazioni di un pentito della camorra. Guardando con gli strumenti tradizionali come la geofisica e la geoelettrica, alcuni professori dell’Università Federico II di Napoli andarono lì ma non riuscirono a vedere niente. Invece attraverso le immagini satellitari, io all’epoca trovai 53 siti. Ma è così. L’occhio umano vede le cose in uno spettro limitato, mentre i satelliti hanno molte più bande. Avremo uno strumento in più anche per l’ulteriore deperimetrazione del Sin di Taranto, quella delle aree a mare, che abbiamo messo in cantiere».
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