Catena Fiorello: «La mia Sicilia che non smette di chiamare»

di Eraldo MARTUCCI
4 Minuti di Lettura
domenica 14 dicembre 2025, 12:33
Catena Fiorello Galeano, autrice di grande successo, è nata in Sicilia, e per quanto le esperienze professionali e umane l’abbiano fatta vivere anche lontano dalla sua isola, è lì il cuore della sua ispirazione più profonda ed intima. Se pure, conosciuto il Salento per amore, è rimasta così affascinata ed ha visto tante somiglianze da regalarci bellissime storie ambientate qui. Nel suo ultimo romanzo, “Vita e peccati di Maria Sentimento”, Catena ha reso omaggio alla sua terra che rimane il luogo dei sentimenti più autentici. La campagna di oleandri e ulivi, la fatica della terra, la bellezza del mare, il retaggio delle antiche civiltà che l’hanno abitata: tutto si fa scrittura e diviene parte integrante del racconto. Maria Sentimento e i suoi quattro figli da portare avanti a costo di ogni sacrificio sono emblematici della caparbia forza della gente del Sud. Restano sullo sfondo le ricchezze ed i fasti di Taormina, perla dello Ionio, ritrovo dorato nel difficile dopoguerra italiano di quell’America che entrava nelle nostre vite e nell’immaginario collettivo.
Catena, il suo romanzo è ambientato nella Taormina degli anni 50. Luogo magico dove si incontrano artisti, scrittori e attori internazionali, basti pensare a Truman Capite e alla divina Greta Garbo. Quanto lavoro di ricerca è stato necessario per riportare alla luce quella magica atmosfera?
«È stato un lavoro lunghissimo, che ho potuto affrontare anche grazie ai consigli di lettura che mi ha dato l’ex sindaco di Taormina Mario Bolognari, docente universitario e grande appassionato e studioso della città. Così, nell’arco di due anni, ho raggruppato tutte le notizie e le informazioni da trasformare ovviamente in una narrazione con una storia, quella di Maria Sentimento».
Nel racconto si fronteggiano due mondi, il glamour delle ville e delle feste e la vita difficile votata alla sopravvivenza della gente del posto. La Sicilia più autentica che ha già fatto conoscere nei romanzi “Picciridda” e “Ciatuzzu” continua a fare sentire la sua voce?
In questo romanzo conosciamo una Sicilia glamour che negli altri non era venuta fuori. “Picciridda” e “Ciatuzzu” rappresentano l’anima popolare dell’isola negli anni ’60, mentre ora volevo far emergere quella parte più scintillante della Sicilia di quegli anni e in particolare di Taormina, che ha rappresentato una storia a parte. Li si raggruppava il bel mondo internazionale, intellettuale e dello spettacolo. Basti pensare, oltre a Truman Capote e Greta Garbo, a Tennessee Williams, Ava Gardner, e ancora prima al fotografo Wilhelm von Gloeden. Sono stati veramente tanti i personaggi che non solo sono passati ma ci hanno abitato. E questo mi ha dato la possibilità di raccontare, fin dai tempi di Goethe, quale è stato il legame fra la città e tutti questi personaggi illustri».
Il libro si apre con la fiera e bella Maria Sentimento, caparbia e grande lavoratrice capace di crescere da sola i suoi quattro figli: una dimensione femminile di forza e indipendenza che crede possa avere ancora da insegnare alle giovani donne di oggi?
«La vita di Maria Sentimento è proprio un esempio perfetto per le ragazze di oggi, che si ritrovano a combattere con stereotipi che vorrebbero in parte le donne sottomesse a dei “credo” che non hanno più senso: comportarsi in una certa maniera, fare determinate scelte, occuparsi della famiglia e del lavoro ma sacrificando, se necessario, il lavoro. Tutti questi “credo” tossici dobbiamo fare in modo che vengano debellati, e le ragazze di oggi suono sulla buona strada ma c’è ancora tanto lavoro da fare. E noi scrittori abbiamo il compito di fare delle denunce che riguardano il passato ma che sono comunque ancora concrete nel presente».
Quanto c’è nel libro tratto dai racconti che nell’infanzia ha ascoltato dalla sua nonna paterna, già descritta come donna di grande carisma e dalla mentalità moderna ed aperta?
«Mia nonna paterna, Catena D’Amore, è in parte quella Maria Sentimento che racconto. È una donna vedova con tre figli, e come la protagonista mette al mondo un quarto figlio con un uomo che non vuole prendersi la responsabilità dell’essere padre. Mia nonna crebbe mio padre in totale armonia, non provando per quell’uomo che l’aveva abbandonata nessun rancore, a differenza di Maria Sentimento. Ed è proprio a lei che dedico questo romanzo e a tutte le donne che, come recita un detto siciliano, “malgrado il cielo tira pietre, vanno avanti per la loro strada senza voltarsi indietro”». Seguendola anche sui social si ha modo di vedere come lei sia una grande lettrice, e abbia la generosa abitudine di parlare pubblicamente dei romanzi di altri scrittori e scrittrici
«È vero, sono un’appassionata lettrice e mi piace promuovere i romanzi che amo e trovo interessanti. È una generosa abitudine perché, secondo me, quando troviamo una storia che ci appassiona è giusto condividerla con gli altri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Catena, il suo romanzo è ambientato nella Taormina degli anni 50. Luogo magico dove si incontrano artisti, scrittori e attori internazionali, basti pensare a Truman Capite e alla divina Greta Garbo. Quanto lavoro di ricerca è stato necessario per riportare alla luce quella magica atmosfera?
«È stato un lavoro lunghissimo, che ho potuto affrontare anche grazie ai consigli di lettura che mi ha dato l’ex sindaco di Taormina Mario Bolognari, docente universitario e grande appassionato e studioso della città. Così, nell’arco di due anni, ho raggruppato tutte le notizie e le informazioni da trasformare ovviamente in una narrazione con una storia, quella di Maria Sentimento».
Nel racconto si fronteggiano due mondi, il glamour delle ville e delle feste e la vita difficile votata alla sopravvivenza della gente del posto. La Sicilia più autentica che ha già fatto conoscere nei romanzi “Picciridda” e “Ciatuzzu” continua a fare sentire la sua voce?
In questo romanzo conosciamo una Sicilia glamour che negli altri non era venuta fuori. “Picciridda” e “Ciatuzzu” rappresentano l’anima popolare dell’isola negli anni ’60, mentre ora volevo far emergere quella parte più scintillante della Sicilia di quegli anni e in particolare di Taormina, che ha rappresentato una storia a parte. Li si raggruppava il bel mondo internazionale, intellettuale e dello spettacolo. Basti pensare, oltre a Truman Capote e Greta Garbo, a Tennessee Williams, Ava Gardner, e ancora prima al fotografo Wilhelm von Gloeden. Sono stati veramente tanti i personaggi che non solo sono passati ma ci hanno abitato. E questo mi ha dato la possibilità di raccontare, fin dai tempi di Goethe, quale è stato il legame fra la città e tutti questi personaggi illustri».
Il libro si apre con la fiera e bella Maria Sentimento, caparbia e grande lavoratrice capace di crescere da sola i suoi quattro figli: una dimensione femminile di forza e indipendenza che crede possa avere ancora da insegnare alle giovani donne di oggi?
«La vita di Maria Sentimento è proprio un esempio perfetto per le ragazze di oggi, che si ritrovano a combattere con stereotipi che vorrebbero in parte le donne sottomesse a dei “credo” che non hanno più senso: comportarsi in una certa maniera, fare determinate scelte, occuparsi della famiglia e del lavoro ma sacrificando, se necessario, il lavoro. Tutti questi “credo” tossici dobbiamo fare in modo che vengano debellati, e le ragazze di oggi suono sulla buona strada ma c’è ancora tanto lavoro da fare. E noi scrittori abbiamo il compito di fare delle denunce che riguardano il passato ma che sono comunque ancora concrete nel presente».
Quanto c’è nel libro tratto dai racconti che nell’infanzia ha ascoltato dalla sua nonna paterna, già descritta come donna di grande carisma e dalla mentalità moderna ed aperta?
«Mia nonna paterna, Catena D’Amore, è in parte quella Maria Sentimento che racconto. È una donna vedova con tre figli, e come la protagonista mette al mondo un quarto figlio con un uomo che non vuole prendersi la responsabilità dell’essere padre. Mia nonna crebbe mio padre in totale armonia, non provando per quell’uomo che l’aveva abbandonata nessun rancore, a differenza di Maria Sentimento. Ed è proprio a lei che dedico questo romanzo e a tutte le donne che, come recita un detto siciliano, “malgrado il cielo tira pietre, vanno avanti per la loro strada senza voltarsi indietro”». Seguendola anche sui social si ha modo di vedere come lei sia una grande lettrice, e abbia la generosa abitudine di parlare pubblicamente dei romanzi di altri scrittori e scrittrici
«È vero, sono un’appassionata lettrice e mi piace promuovere i romanzi che amo e trovo interessanti. È una generosa abitudine perché, secondo me, quando troviamo una storia che ci appassiona è giusto condividerla con gli altri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Catena Fiorello: «La mia Sicilia che non smette di chiamare»

di Eraldo MARTUCCI
4 Minuti di Lettura
domenica 14 dicembre 2025, 12:33
Catena Fiorello Galeano, autrice di grande successo, è nata in Sicilia, e per quanto le esperienze professionali e umane l’abbiano fatta vivere anche lontano dalla sua isola, è lì il cuore della sua ispirazione più profonda ed intima. Se pure, conosciuto il Salento per amore, è rimasta così affascinata ed ha visto tante somiglianze da regalarci bellissime storie ambientate qui. Nel suo ultimo romanzo, “Vita e peccati di Maria Sentimento”, Catena ha reso omaggio alla sua terra che rimane il luogo dei sentimenti più autentici. La campagna di oleandri e ulivi, la fatica della terra, la bellezza del mare, il retaggio delle antiche civiltà che l’hanno abitata: tutto si fa scrittura e diviene parte integrante del racconto. Maria Sentimento e i suoi quattro figli da portare avanti a costo di ogni sacrificio sono emblematici della caparbia forza della gente del Sud. Restano sullo sfondo le ricchezze ed i fasti di Taormina, perla dello Ionio, ritrovo dorato nel difficile dopoguerra italiano di quell’America che entrava nelle nostre vite e nell’immaginario collettivo.
Catena, il suo romanzo è ambientato nella Taormina degli anni 50. Luogo magico dove si incontrano artisti, scrittori e attori internazionali, basti pensare a Truman Capite e alla divina Greta Garbo. Quanto lavoro di ricerca è stato necessario per riportare alla luce quella magica atmosfera?
«È stato un lavoro lunghissimo, che ho potuto affrontare anche grazie ai consigli di lettura che mi ha dato l’ex sindaco di Taormina Mario Bolognari, docente universitario e grande appassionato e studioso della città. Così, nell’arco di due anni, ho raggruppato tutte le notizie e le informazioni da trasformare ovviamente in una narrazione con una storia, quella di Maria Sentimento».
Nel racconto si fronteggiano due mondi, il glamour delle ville e delle feste e la vita difficile votata alla sopravvivenza della gente del posto. La Sicilia più autentica che ha già fatto conoscere nei romanzi “Picciridda” e “Ciatuzzu” continua a fare sentire la sua voce?
In questo romanzo conosciamo una Sicilia glamour che negli altri non era venuta fuori. “Picciridda” e “Ciatuzzu” rappresentano l’anima popolare dell’isola negli anni ’60, mentre ora volevo far emergere quella parte più scintillante della Sicilia di quegli anni e in particolare di Taormina, che ha rappresentato una storia a parte. Li si raggruppava il bel mondo internazionale, intellettuale e dello spettacolo. Basti pensare, oltre a Truman Capote e Greta Garbo, a Tennessee Williams, Ava Gardner, e ancora prima al fotografo Wilhelm von Gloeden. Sono stati veramente tanti i personaggi che non solo sono passati ma ci hanno abitato. E questo mi ha dato la possibilità di raccontare, fin dai tempi di Goethe, quale è stato il legame fra la città e tutti questi personaggi illustri».
Il libro si apre con la fiera e bella Maria Sentimento, caparbia e grande lavoratrice capace di crescere da sola i suoi quattro figli: una dimensione femminile di forza e indipendenza che crede possa avere ancora da insegnare alle giovani donne di oggi?
«La vita di Maria Sentimento è proprio un esempio perfetto per le ragazze di oggi, che si ritrovano a combattere con stereotipi che vorrebbero in parte le donne sottomesse a dei “credo” che non hanno più senso: comportarsi in una certa maniera, fare determinate scelte, occuparsi della famiglia e del lavoro ma sacrificando, se necessario, il lavoro. Tutti questi “credo” tossici dobbiamo fare in modo che vengano debellati, e le ragazze di oggi suono sulla buona strada ma c’è ancora tanto lavoro da fare. E noi scrittori abbiamo il compito di fare delle denunce che riguardano il passato ma che sono comunque ancora concrete nel presente».
Quanto c’è nel libro tratto dai racconti che nell’infanzia ha ascoltato dalla sua nonna paterna, già descritta come donna di grande carisma e dalla mentalità moderna ed aperta?
«Mia nonna paterna, Catena D’Amore, è in parte quella Maria Sentimento che racconto. È una donna vedova con tre figli, e come la protagonista mette al mondo un quarto figlio con un uomo che non vuole prendersi la responsabilità dell’essere padre. Mia nonna crebbe mio padre in totale armonia, non provando per quell’uomo che l’aveva abbandonata nessun rancore, a differenza di Maria Sentimento. Ed è proprio a lei che dedico questo romanzo e a tutte le donne che, come recita un detto siciliano, “malgrado il cielo tira pietre, vanno avanti per la loro strada senza voltarsi indietro”». Seguendola anche sui social si ha modo di vedere come lei sia una grande lettrice, e abbia la generosa abitudine di parlare pubblicamente dei romanzi di altri scrittori e scrittrici
«È vero, sono un’appassionata lettrice e mi piace promuovere i romanzi che amo e trovo interessanti. È una generosa abitudine perché, secondo me, quando troviamo una storia che ci appassiona è giusto condividerla con gli altri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Catena, il suo romanzo è ambientato nella Taormina degli anni 50. Luogo magico dove si incontrano artisti, scrittori e attori internazionali, basti pensare a Truman Capite e alla divina Greta Garbo. Quanto lavoro di ricerca è stato necessario per riportare alla luce quella magica atmosfera?
«È stato un lavoro lunghissimo, che ho potuto affrontare anche grazie ai consigli di lettura che mi ha dato l’ex sindaco di Taormina Mario Bolognari, docente universitario e grande appassionato e studioso della città. Così, nell’arco di due anni, ho raggruppato tutte le notizie e le informazioni da trasformare ovviamente in una narrazione con una storia, quella di Maria Sentimento».
Nel racconto si fronteggiano due mondi, il glamour delle ville e delle feste e la vita difficile votata alla sopravvivenza della gente del posto. La Sicilia più autentica che ha già fatto conoscere nei romanzi “Picciridda” e “Ciatuzzu” continua a fare sentire la sua voce?
In questo romanzo conosciamo una Sicilia glamour che negli altri non era venuta fuori. “Picciridda” e “Ciatuzzu” rappresentano l’anima popolare dell’isola negli anni ’60, mentre ora volevo far emergere quella parte più scintillante della Sicilia di quegli anni e in particolare di Taormina, che ha rappresentato una storia a parte. Li si raggruppava il bel mondo internazionale, intellettuale e dello spettacolo. Basti pensare, oltre a Truman Capote e Greta Garbo, a Tennessee Williams, Ava Gardner, e ancora prima al fotografo Wilhelm von Gloeden. Sono stati veramente tanti i personaggi che non solo sono passati ma ci hanno abitato. E questo mi ha dato la possibilità di raccontare, fin dai tempi di Goethe, quale è stato il legame fra la città e tutti questi personaggi illustri».
Il libro si apre con la fiera e bella Maria Sentimento, caparbia e grande lavoratrice capace di crescere da sola i suoi quattro figli: una dimensione femminile di forza e indipendenza che crede possa avere ancora da insegnare alle giovani donne di oggi?
«La vita di Maria Sentimento è proprio un esempio perfetto per le ragazze di oggi, che si ritrovano a combattere con stereotipi che vorrebbero in parte le donne sottomesse a dei “credo” che non hanno più senso: comportarsi in una certa maniera, fare determinate scelte, occuparsi della famiglia e del lavoro ma sacrificando, se necessario, il lavoro. Tutti questi “credo” tossici dobbiamo fare in modo che vengano debellati, e le ragazze di oggi suono sulla buona strada ma c’è ancora tanto lavoro da fare. E noi scrittori abbiamo il compito di fare delle denunce che riguardano il passato ma che sono comunque ancora concrete nel presente».
Quanto c’è nel libro tratto dai racconti che nell’infanzia ha ascoltato dalla sua nonna paterna, già descritta come donna di grande carisma e dalla mentalità moderna ed aperta?
«Mia nonna paterna, Catena D’Amore, è in parte quella Maria Sentimento che racconto. È una donna vedova con tre figli, e come la protagonista mette al mondo un quarto figlio con un uomo che non vuole prendersi la responsabilità dell’essere padre. Mia nonna crebbe mio padre in totale armonia, non provando per quell’uomo che l’aveva abbandonata nessun rancore, a differenza di Maria Sentimento. Ed è proprio a lei che dedico questo romanzo e a tutte le donne che, come recita un detto siciliano, “malgrado il cielo tira pietre, vanno avanti per la loro strada senza voltarsi indietro”». Seguendola anche sui social si ha modo di vedere come lei sia una grande lettrice, e abbia la generosa abitudine di parlare pubblicamente dei romanzi di altri scrittori e scrittrici
«È vero, sono un’appassionata lettrice e mi piace promuovere i romanzi che amo e trovo interessanti. È una generosa abitudine perché, secondo me, quando troviamo una storia che ci appassiona è giusto condividerla con gli altri».
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