Via Appia patrimonio Unesco, vertice per porre le basi dello statuto: verso una governance condivisa

Via Appia patrimonio Unesco, vertice per porre le basi dello statuto: verso una governance condivisa

Il sindaco Giuseppe Marchionna durante il vertice tra gli enti che compongono la via Appia patrimonio Unesco
Il sindaco Giuseppe Marchionna durante il vertice tra gli enti che compongono la via Appia patrimonio Unesco
di Francesco TRINCHERA
4 Minuti di Lettura
venerdì 12 dicembre 2025, 05:00

Verso una governance condivisa della via Appia come patrimonio Unesco: i rappresentanti delle diverse realtà locali della “Regina Viarum” si sono dati appuntamento a Brindisi per mettere le basi dello statuto dei vari coordinamenti territoriali.

Il vertice tra gli enti

Ieri mattina, nella sala Gino Strada di palazzo Nervegna, si sono incontrati le istituzioni e tutti quei soggetti che fanno parte del percorso dell’antica consolare: tra i principali nodi da sciogliere, quindi, c’è quello di avere un coordinamento più largo tra i sette che sono stati allestiti (o sono in corso di realizzazione) tra le diverse realtà regionali come la Puglia, la Campania ed il Lazio, che ne hanno due, e la Basilicata, che ne ha uno. Una condizione che permette anche di potersi candidare ai finanziamenti per i progetti che sono stati pensati lungo il percorso dell’Appia. L’evento è stato presieduto da Angela Ferroni, che è la coordinatrice della candidatura, accompagnata dal sindaco, Giuseppe Marchionna, e dall’assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Antonella Tartaglia Polcini. Tanti anche gli interventi degli amministratori locali, molti dei quali in videocollegamento, dall’assessore alla cultura del Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio, al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, così come quelli degli altri Comuni capofila (Santa Maria Capua Vetere e Venosa) e della provincia di Latina.

La necessità di una governance comune

Molti anche i rappresentanti dell’associazionismo e del mondo accademico. Ma a mettere sul piatto le principali necessità è stata proprio Ferroni: «Se non arriviamo a costituire una struttura di governance per questo sito Unesco e quindi il sito non ha nessuno che lo rappresenta è come se non ci fosse ancora il sito. Però piano piano stiamo riuscendo ad arrivarci». Proprio in questi giorni, secondo quanto è stato spiegato dalla coordinatrice, è arrivata l’ufficializzazione della creazione di alcuni coordinamenti territoriali, come i due della Campania, mentre per quanto riguarda quello guidato dal Comune di Roma c’è ancora qualcosa da definire. Ferroni, in ogni caso, si è detta fiduciosa «che in breve tempo riusciremo a costituire questa struttura che è molto importante, anche perché l’Unesco chiedeva già per il primo dicembre di sapere qual era la situazione, ma poi bisognerà portare avanti tutte le attività, anche quelle di rete che solamente una struttura più in alto che raggruppa tutti potrà avviare».

Lo statuto in fase di redazione

Ed è in questo contesto che si sta elaborando una forma di statuto, che consenta alle diverse realtà di agire a più ampio spettro: «Abbiamo scelto la forma associativa rispetto a quella della fondazione di partecipazione che avevamo ventilato nella documentazione di candidatura per diversi motivi, sull’esempio degli altri siti Unesco grandi ed articolati che abbiamo in Italia».

Ma la forma associativa è stata scelta anche perché più economica. «Ogni coordinamento – specifica – eleggerà un proprio presidente, un vicepresidente, i presidenti saranno quelli che entreranno nel primo comitato direttivo, ma essendo un’associazione che deve essere inclusiva e deve favorire la partecipazione». Brindisi dal canto suo, è capofila del coordinamento Puglia 2 (quella con comuni del Brindisino e del Tarantino) e sui possibili sviluppi a fare il punto è stato Marchionna, che ricorda innanzitutto il costante confronto con i dirigenti del Ministero della cultura: «Questo tipo di governance – ha poi aggiunto – può consentire un’ampia partecipazione non solo istituzionale ma anche dell’associazionismo e di altri protagonisti della vita amministrativa locale». Rimangono, comunque, alcuni aspetti da definire, visto che, riporta ancora Marchionna, proprio a livello ministeriale si sta aspettando che si definiscano le nuove giunte regionali per poter avere un’interlocuzione ed anche una mappa delle risorse necessarie. Anche per questo, il primo cittadino ha auspicato che venga da un lato riconosciuta l’importanza di Brindisi come punto di arrivo sia dell’Appia Claudia che della variante Traiana ed al tempo stesso coinvolga le diverse realtà sul percorso. Al termine della riunione, lo stesso sindaco in una nota ha spiegato che la bozza di statuto «sia stata largamente condivisa e abbia solo bisogno di alcune limature non fondamentali, ma utili per una governance territoriale più snella».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Via Appia patrimonio Unesco, vertice per porre le basi dello statuto: verso una governance condivisa

Il sindaco Giuseppe Marchionna durante il vertice tra gli enti che compongono la via Appia patrimonio Unesco
Il sindaco Giuseppe Marchionna durante il vertice tra gli enti che compongono la via Appia patrimonio Unesco
di Francesco TRINCHERA
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venerdì 12 dicembre 2025, 05:00

Verso una governance condivisa della via Appia come patrimonio Unesco: i rappresentanti delle diverse realtà locali della “Regina Viarum” si sono dati appuntamento a Brindisi per mettere le basi dello statuto dei vari coordinamenti territoriali.

Il vertice tra gli enti

Ieri mattina, nella sala Gino Strada di palazzo Nervegna, si sono incontrati le istituzioni e tutti quei soggetti che fanno parte del percorso dell’antica consolare: tra i principali nodi da sciogliere, quindi, c’è quello di avere un coordinamento più largo tra i sette che sono stati allestiti (o sono in corso di realizzazione) tra le diverse realtà regionali come la Puglia, la Campania ed il Lazio, che ne hanno due, e la Basilicata, che ne ha uno. Una condizione che permette anche di potersi candidare ai finanziamenti per i progetti che sono stati pensati lungo il percorso dell’Appia. L’evento è stato presieduto da Angela Ferroni, che è la coordinatrice della candidatura, accompagnata dal sindaco, Giuseppe Marchionna, e dall’assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Antonella Tartaglia Polcini. Tanti anche gli interventi degli amministratori locali, molti dei quali in videocollegamento, dall’assessore alla cultura del Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio, al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, così come quelli degli altri Comuni capofila (Santa Maria Capua Vetere e Venosa) e della provincia di Latina.

La necessità di una governance comune

Molti anche i rappresentanti dell’associazionismo e del mondo accademico. Ma a mettere sul piatto le principali necessità è stata proprio Ferroni: «Se non arriviamo a costituire una struttura di governance per questo sito Unesco e quindi il sito non ha nessuno che lo rappresenta è come se non ci fosse ancora il sito. Però piano piano stiamo riuscendo ad arrivarci». Proprio in questi giorni, secondo quanto è stato spiegato dalla coordinatrice, è arrivata l’ufficializzazione della creazione di alcuni coordinamenti territoriali, come i due della Campania, mentre per quanto riguarda quello guidato dal Comune di Roma c’è ancora qualcosa da definire. Ferroni, in ogni caso, si è detta fiduciosa «che in breve tempo riusciremo a costituire questa struttura che è molto importante, anche perché l’Unesco chiedeva già per il primo dicembre di sapere qual era la situazione, ma poi bisognerà portare avanti tutte le attività, anche quelle di rete che solamente una struttura più in alto che raggruppa tutti potrà avviare».

Lo statuto in fase di redazione

Ed è in questo contesto che si sta elaborando una forma di statuto, che consenta alle diverse realtà di agire a più ampio spettro: «Abbiamo scelto la forma associativa rispetto a quella della fondazione di partecipazione che avevamo ventilato nella documentazione di candidatura per diversi motivi, sull’esempio degli altri siti Unesco grandi ed articolati che abbiamo in Italia».

Ma la forma associativa è stata scelta anche perché più economica. «Ogni coordinamento – specifica – eleggerà un proprio presidente, un vicepresidente, i presidenti saranno quelli che entreranno nel primo comitato direttivo, ma essendo un’associazione che deve essere inclusiva e deve favorire la partecipazione». Brindisi dal canto suo, è capofila del coordinamento Puglia 2 (quella con comuni del Brindisino e del Tarantino) e sui possibili sviluppi a fare il punto è stato Marchionna, che ricorda innanzitutto il costante confronto con i dirigenti del Ministero della cultura: «Questo tipo di governance – ha poi aggiunto – può consentire un’ampia partecipazione non solo istituzionale ma anche dell’associazionismo e di altri protagonisti della vita amministrativa locale». Rimangono, comunque, alcuni aspetti da definire, visto che, riporta ancora Marchionna, proprio a livello ministeriale si sta aspettando che si definiscano le nuove giunte regionali per poter avere un’interlocuzione ed anche una mappa delle risorse necessarie. Anche per questo, il primo cittadino ha auspicato che venga da un lato riconosciuta l’importanza di Brindisi come punto di arrivo sia dell’Appia Claudia che della variante Traiana ed al tempo stesso coinvolga le diverse realtà sul percorso. Al termine della riunione, lo stesso sindaco in una nota ha spiegato che la bozza di statuto «sia stata largamente condivisa e abbia solo bisogno di alcune limature non fondamentali, ma utili per una governance territoriale più snella».

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Source URL: http://quotidianodipuglia.it/brindisi/brindisi_via_appia_patrimonio_unesco_basi_dello_statuto_verso_governance_condivisa-9239863.html


Analyse


2026-07-31 04:58:45

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