Cortina, esposto-bis sulla cabinovia Socrepes: «Rischio frane, sequestrate il cantiere». La possibile inchiesta incombe sulle Olimpiadi

Cortina, esposto-bis sulla cabinovia Socrepes: «Rischio frane, sequestrate il cantiere». La possibile inchiesta incombe sulle Olimpiadi

Nel documento, depositato in Procura e firmato da Luana Zanella presidente del gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra, si denunciano deformazioni del terreno e fratture con potenziali rischi per le persone

martedì 16 dicembre 2025di E.Fer.

Cortina, esposto-bis sulla cabinovia Socrepes: «Rischio frane, sequestrate il cantiere». La possibile inchiesta incombe sulle Olimpiadi

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) – Un esposto-denuncia contro l’impianto di risalita Apollonio-Socrepes è stato depositato in Procura a Belluno, ma analoghe copie sono state inviate anche ai carabinieri di Belluno e Cortina. E così adesso l’ombra di una possibile inchiesta, con relativi sequestri, incombe su quest’opera strategica prevista per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

L’esposto è stato firmato dalla deputata veneziana Luana Zanella, presidente del gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra, che ipotizza addirittura il reato colposo di frana.

Va detto che si tratta di un’integrazione, rispetto a quanto già indicato nella prima delle denunce, che risale allo scorso mese di settembre. Al centro della segnalazione c’è la procedura autorizzativa dell’impianto funiviario affidato da Simico Spa, la società incaricata della realizzazione delle infrastrutture olimpiche, «tramite procedura negoziata senza bando a un’associazione temporanea di imprese guidata dalla Graffer Srl».

Punti chiave

Secondo quanto ricostruito nell’esposto, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali avrebbe inizialmente rilasciato nulla osta tecnici (Not) parziali, limitati alle opere preliminari e civili, come scavi e fondazioni. Solo il 1 dicembre 2025 sarebbe stato rilasciato il nulla osta relativo all’intero impianto, ma con 11 prescrizioni, tra cui il rilascio, ancora in corso, del documento regionale di compatibilità rispetto al rischio frane da parte della Regione Veneto.

Un passaggio chiave, secondo Luana Zanella, riguarda il fatto che Simico avrebbe presentato l’istanza per il nulla osta tecnico completo senza allegare la documentazione specifica sul pericolo frane, prevista dalla normativa ministeriale. «In assenza di tale documentazione il rischio geologico non avrebbe potuto essere valutato compiutamente in sede autorizzativa», si evidenzia nell’esposto.

Emergono anche criticità dalle analisi geologiche e geotecniche, rileva sempre la denunciante. In particolare, vengono segnalate condizioni di instabilità in più punti del tracciato: terreni di riporto con scarse proprietà meccaniche in prossimità della stazione di valle, aree instabili lungo il Rio Lancedel e sostegni collocati vicino alla colata detritica “Mortisia”, considerata potenzialmente riattivabile e già soggetta a spostamenti misurabili nel tempo. Nel documento si richiama inoltre quanto già denunciato nel precedente esposto: fenomeni di deformazione del terreno e fratture di ampia estensione, con potenziali rischi per la sicurezza dei lavoratori e dei residenti.
Da qui la conclusione dell’onorevole Zanella, che chiede alla magistratura di valutare se sussistano gli estremi di un reato colposo e se non sia necessario disporre un sequestro preventivo dell’area per evitare l’aggravarsi della situazione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cortina, esposto-bis sulla cabinovia Socrepes: «Rischio frane, sequestrate il cantiere». La possibile inchiesta incombe sulle Olimpiadi

Nel documento, depositato in Procura e firmato da Luana Zanella presidente del gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra, si denunciano deformazioni del terreno e fratture con potenziali rischi per le persone

martedì 16 dicembre 2025di E.Fer.

Cortina, esposto-bis sulla cabinovia Socrepes: «Rischio frane, sequestrate il cantiere». La possibile inchiesta incombe sulle Olimpiadi

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) – Un esposto-denuncia contro l’impianto di risalita Apollonio-Socrepes è stato depositato in Procura a Belluno, ma analoghe copie sono state inviate anche ai carabinieri di Belluno e Cortina. E così adesso l’ombra di una possibile inchiesta, con relativi sequestri, incombe su quest’opera strategica prevista per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

L’esposto è stato firmato dalla deputata veneziana Luana Zanella, presidente del gruppo parlamentare Alleanza Verdi e Sinistra, che ipotizza addirittura il reato colposo di frana.

Va detto che si tratta di un’integrazione, rispetto a quanto già indicato nella prima delle denunce, che risale allo scorso mese di settembre. Al centro della segnalazione c’è la procedura autorizzativa dell’impianto funiviario affidato da Simico Spa, la società incaricata della realizzazione delle infrastrutture olimpiche, «tramite procedura negoziata senza bando a un’associazione temporanea di imprese guidata dalla Graffer Srl».

Punti chiave

Secondo quanto ricostruito nell’esposto, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali avrebbe inizialmente rilasciato nulla osta tecnici (Not) parziali, limitati alle opere preliminari e civili, come scavi e fondazioni. Solo il 1 dicembre 2025 sarebbe stato rilasciato il nulla osta relativo all’intero impianto, ma con 11 prescrizioni, tra cui il rilascio, ancora in corso, del documento regionale di compatibilità rispetto al rischio frane da parte della Regione Veneto.

Un passaggio chiave, secondo Luana Zanella, riguarda il fatto che Simico avrebbe presentato l’istanza per il nulla osta tecnico completo senza allegare la documentazione specifica sul pericolo frane, prevista dalla normativa ministeriale. «In assenza di tale documentazione il rischio geologico non avrebbe potuto essere valutato compiutamente in sede autorizzativa», si evidenzia nell’esposto.

Emergono anche criticità dalle analisi geologiche e geotecniche, rileva sempre la denunciante. In particolare, vengono segnalate condizioni di instabilità in più punti del tracciato: terreni di riporto con scarse proprietà meccaniche in prossimità della stazione di valle, aree instabili lungo il Rio Lancedel e sostegni collocati vicino alla colata detritica “Mortisia”, considerata potenzialmente riattivabile e già soggetta a spostamenti misurabili nel tempo. Nel documento si richiama inoltre quanto già denunciato nel precedente esposto: fenomeni di deformazione del terreno e fratture di ampia estensione, con potenziali rischi per la sicurezza dei lavoratori e dei residenti.
Da qui la conclusione dell’onorevole Zanella, che chiede alla magistratura di valutare se sussistano gli estremi di un reato colposo e se non sia necessario disporre un sequestro preventivo dell’area per evitare l’aggravarsi della situazione.


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Source URL: http://ilgazzettino.it/nordest/belluno/cortina_socrepes_cabinovia_esposto_frane_inchiesta_olimpiadi-9247443.html


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