Elisa Bravi strangolata, il marito Riccardo Pondi condannato all’ergastolo. La depressione e il sospetto avvelenamento: «Fatti curare»
Un brutale femminicidio è la conclusione della storia – quella con cui questa sera, martedì 16 dicembre, termina la stagione di “Amore Criminale”
martedì 16 dicembre 2025di Viola Biondi

Era il 19 dicembre del 2019, mancavano una manciata di giorni a Natale. Nel cuore della notte, in una casa di Glorie di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, moglie e marito erano nel letto. Lei, Elisa Bravi, 31 anni; lui, Riccardo Pondi, ne aveva 36.
La lite, l’agitazione, una parola, forse un gesto, e l’uomo scatta: le sue mani si stringono attorno al collo della donna, con forza, finché non si muove più. Nella stanza lì accanto ci sono le due figlie piccole, di 6 e 7 anni. A quel punto Pondi tenta di rianimarla, ma è troppo tardi. Le tre chiamate – ai genitori, ai carabinieri, al 118 – e poche parole: «Venite, mia moglie è morta, l’ho uccisa io».
Amore criminale
Un brutale femminicidio è la conclusione della storia – quella con cui questa sera, martedì 16 dicembre, termina la stagione di “Amore Criminale”, il programma condotto da Veronica Pivetti e in onda alle 21.20 su Rai 3. Prima ci sono stati anni di dolore, depressione, gelosie, problemi, liti, paranoie.
«Devi farti curare»
Come troppo spesso accade, Elisa e Riccardo sembravano una coppia come tante altre. Forse perché tanti campanelli d’allarme ci appaiono come normali parole, azioni, interazioni. In ogni caso il rapporto tra i due era incrinato da diversi problemi, tra cui la depressione di Pondi, che si era fatta sempre più difficile da gestire. Il fatto di aver vinto un concorso per entrare nel corpo nazionale dei Vigili del fuoco, per esempio, anziché fargli provare soddisfazione gli creava disagi, in particolare quando andava a Bologna per l’addestramento e la formazione – come riporta il Corriere della Sera. Un’instabilità che forse si è palesata anche la sera in cui ha ucciso la moglie, che vedendolo agitato, durante la lite, gli ha detto: «Devi farti curare». E lui si è avventato su di lei.
L’avvelenamento
C’era certamente il fattore della gelosia. Una gelosia morbosa nei confronti della moglie, dipendente alla Consar di Ravenna. La paura di essere lasciato, abbandonato da lei. E da qui anche la convinzione di essere stato avvelenato con del monossido di carbonio. Ne era così certo che si era rivolto ai medici per essere curato. Le indagini, tuttavia, hanno restituito un’immagine molto diversa della situazione e del rapporto tra i due. La vittima si preoccupava per il marito, del suo stato mentale. Provava affetto per lui. L’uomo che quella sera l’ha strangolata e che quando lo ha fatto era capace di intendere e di volere. La condanna iniziale a 24 anni è diventata ergastolo dopo il ricorso dei familiari della vittima e ora Pondi è in carcere. Le sue figlie, in casa quando la mamma è stata ammazzata, sono state affidate ai nonni materni. Quella famiglia “come tutte le altre” non c’è più.
Ultimo aggiornamento: 17 dicembre, 15:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Elisa Bravi strangolata, il marito Riccardo Pondi condannato all’ergastolo. La depressione e il sospetto avvelenamento: «Fatti curare»
Un brutale femminicidio è la conclusione della storia – quella con cui questa sera, martedì 16 dicembre, termina la stagione di “Amore Criminale”
martedì 16 dicembre 2025di Viola Biondi

Era il 19 dicembre del 2019, mancavano una manciata di giorni a Natale. Nel cuore della notte, in una casa di Glorie di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, moglie e marito erano nel letto. Lei, Elisa Bravi, 31 anni; lui, Riccardo Pondi, ne aveva 36.
La lite, l’agitazione, una parola, forse un gesto, e l’uomo scatta: le sue mani si stringono attorno al collo della donna, con forza, finché non si muove più. Nella stanza lì accanto ci sono le due figlie piccole, di 6 e 7 anni. A quel punto Pondi tenta di rianimarla, ma è troppo tardi. Le tre chiamate – ai genitori, ai carabinieri, al 118 – e poche parole: «Venite, mia moglie è morta, l’ho uccisa io».
Amore criminale
Un brutale femminicidio è la conclusione della storia – quella con cui questa sera, martedì 16 dicembre, termina la stagione di “Amore Criminale”, il programma condotto da Veronica Pivetti e in onda alle 21.20 su Rai 3. Prima ci sono stati anni di dolore, depressione, gelosie, problemi, liti, paranoie.
«Devi farti curare»
Come troppo spesso accade, Elisa e Riccardo sembravano una coppia come tante altre. Forse perché tanti campanelli d’allarme ci appaiono come normali parole, azioni, interazioni. In ogni caso il rapporto tra i due era incrinato da diversi problemi, tra cui la depressione di Pondi, che si era fatta sempre più difficile da gestire. Il fatto di aver vinto un concorso per entrare nel corpo nazionale dei Vigili del fuoco, per esempio, anziché fargli provare soddisfazione gli creava disagi, in particolare quando andava a Bologna per l’addestramento e la formazione – come riporta il Corriere della Sera. Un’instabilità che forse si è palesata anche la sera in cui ha ucciso la moglie, che vedendolo agitato, durante la lite, gli ha detto: «Devi farti curare». E lui si è avventato su di lei.
L’avvelenamento
C’era certamente il fattore della gelosia. Una gelosia morbosa nei confronti della moglie, dipendente alla Consar di Ravenna. La paura di essere lasciato, abbandonato da lei. E da qui anche la convinzione di essere stato avvelenato con del monossido di carbonio. Ne era così certo che si era rivolto ai medici per essere curato. Le indagini, tuttavia, hanno restituito un’immagine molto diversa della situazione e del rapporto tra i due. La vittima si preoccupava per il marito, del suo stato mentale. Provava affetto per lui. L’uomo che quella sera l’ha strangolata e che quando lo ha fatto era capace di intendere e di volere. La condanna iniziale a 24 anni è diventata ergastolo dopo il ricorso dei familiari della vittima e ora Pondi è in carcere. Le sue figlie, in casa quando la mamma è stata ammazzata, sono state affidate ai nonni materni. Quella famiglia “come tutte le altre” non c’è più.
Ultimo aggiornamento: 17 dicembre, 15:48
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