«Il paziente ha avuto in tempo unico la diagnosi ed il trattamento di un tumore polmonare». Stefano Margaritora, Ordinario di Chirurgia Toracica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC di Chirurgia Toracica di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS racconta quanto accaduto nell’ospedale romano, dove a dicembre dello scorso anno una neoplasia polmonare è stata diagnosticata e operata nell’arco di quattro ore.
Come avete diagnosticato questo tumore?
«Con una broncoscopia innovativa che si chiama ION.
La novità è che fino ad oggi tra l’esecuzione della biopsia in broncoscopia e l’intervento chirurgico trascorreva un periodo medio di circa 4 settimane ed il paziente veniva sottoposto a due singole anestesie. Con la metodica da noi attuata siamo riusciti ad eliminare questo periodo di attesa sicuramente causa di ansia e preoccupazione per le persone».
Come funziona la nuova procedura?
«Con la broncoscopia robotica (ION) che abbiamo acquisito da circa 6 mesi al Gemelli, gestita dal professor Trisolini, Direttore dell’UOC di Pneumologia Interventistica, siamo riusciti a organizzare in tempo unico la biopsia (parliamo soprattutto di piccoli noduli polmonari periferici) e, in caso di tumore, ad asportarlo direttamente nella stessa seduta operatoria.
È la prima volta che in Italia si è riusciti contestualmente ad ottenere la diagnosi e ad asportare un tumore polmonare con una singola anestesia.
Questo grazie alla cooperazione tra le due equipe, gli anestesisti ed il personale delle due sale operatorie».
Il paziente sostanzialmente non sapeva di avere un tumore.
«Il paziente si è addormentato sapendo di avere un piccolo nodulo polmonare sospetto. Si è svegliato con la certezza di aver avuto un tumore maligno del polmone e di averlo asportato».
Ora dovrà rimanere sotto osservazione.
«Dovrà fare semplicemente un follow up mediante TAC periodiche. Ma la cosa più importante è che in questo modo possiamo sottoporre a biopsia noduli polmonari periferici molto piccoli che prima dell’avvento della biopsia polmonare robotica erano considerati irraggiungibili. Quindi riusciamo a fare diagnosi di tumore del polmone in fase molto precoce su noduli piccoli, anche di 6 mm. Se asporti un tumore polmonare di tali dimensioni sei sostanzialmente guarito. Asportare un tumore contestualmente alla diagnosi è qualcosa di assolutamente nuovo e impensabile fino a qualche anno fa».
Ci sono altre novità?
«Possiamo dire che oggi le diagnosi precoci di noduli polmonari sono fortunatamente in aumento. Ad esempio, alcune persone scoprono di avere un nodulo polmonare facendo una TAC coronarica, altre casualmente in seguito a cadute accidentali, altre ancora a seguito di accertamenti eseguiti per complicanze influenzali. In fondo il COVID stesso ha fatto paradossalmente da screening per le neoplasie polmonari in quanto molte persone hanno eseguito in quel periodo una TAC del torace. Ovviamente non tutti i micronoduli scoperti casualmente sono dei piccoli tumori polmonari anzi, in circa il 50% dei casi sono assolutamente benigni. Fino a qualche anno fa queste persone con piccoli noduli polmonari venivano avviati a periodici controlli TAC perché appunto non si riusciva a raggiungerli per fare una biopsia.
Adesso, invece, con questa apparecchiatura di biopsia robotica ION si può sottoporre a biopsia anche un nodulo polmonare periferico di diametro inferiore ad 1cm».
Ci sono sintomi di allarme per il tumore del polmone?
«Il tumore del polmone non dà sintomi finché non è molto avanzato. Quando dà segnali purtroppo è quasi sempre non operabile o comunque ha bisogno di cure prolungate. I tumori del polmone in fase precoce si scoprono essenzialmente perché ci si arruola in uno screening oppure perché come detto prima, si fa una TAC per altri motivi».
L’utilizzo della TAC come screening quando è opportuno?
«Nel caso di persone che possono avere dei rischi particolari, come i forti fumatori, chi è esposto a malattie professionali o ha familiari colpiti da tumori simili».
Il futuro della diagnosi?
«Tra 10 anni speriamo di avere a disposizione la biopsia liquida, cioè ottenere una diagnosi precoce da un prelievo di sangue. Nel campo dei tumori polmonari siamo ancora un po’ distanti da ciò, però la ricerca è attiva. Possiamo dire che oggi la biopsia liquida, cioè cercare frammenti di DNA o di RNA tumorali nel sangue circolante, è applicabile solo nei casi molto avanzati, in pazienti che purtroppo hanno metastasi o masse molto grandi».
Quanto costa un paziente con diagnosi di tumore precoce rispetto a uno in fase avanzata?
«La diagnosi precoce di un tumore polmonare permette, oltre a prolungare significativamente la vita delle persone, anche un notevole risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale. Si pensi che, oggi, la cura di un tumore del polmone in fase precoce costa al SSN circa 9000 euro in quanto viene sottoposto ad un solo intervento chirurgico. Il costo invece di un tumore polmonare scoperto in fase avanzata è stimato attorno ai 100.000 euro/anno per ogni singolo caso».
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